Tua vivit imago - volume 2

L ET DI AUGUSTO 490 495 500 lanea dum nivea circumdatur infu la vitta, inter cunctantis cec dit moribunda ministros; aut, si quam ferro mactaverat ante sacerdos, inde neque impositis ardent altaria fibris, nec responsa potest consultus reddere vates, ac vix suppositi tinguntur sanguine cultri summaque ieiuna sanie infuscatur harena. Hinc laetis vituli volgo moriuntur in herbis et dulcis animas plena ad praesepia reddunt, hinc canibus blandis rabies venit et quatit aegros tussis anhela sues ac faucibus angit obesis. Lab tur infelix studiorum atque immemor herbae victor equos fontisque avert tur et pede terram crebra ferit; demissae aures; incertus ibidem sudor et ille quidem morituris frigidus; aret pellis et ad tactum tractanti dura resistit. presso l ara, mentre la benda di lana viene cinta al niveo nastro, cadde morente fra l esitare dei celebranti, o se altra ne aveva abbattuta prima il sacerdote, non ne ardevano le fibre poste sui sacri altari, né l indovino consultato poteva rendere responsi, i coltelli conficcati nella gola si tingevano appena di sangue e la superficie della terra si macchiava di uno scarso putridume. Così i vitelli muoiono dovunque fra le erbe rigogliose ed esalano le dolci anime presso le greppie ricolme; così la rabbia coglie i festosi cani, e un ansante tosse scuote i maiali infermi e li strozza con il gonfiore delle fauci. Scivola sventurato, immemore di bravure e di erba, il cavallo vittorioso, rifugge dalle fonti, e batte spesso il terreno con lo zoccolo, le orecchie abbassate; ivi intorno uno strano sudore, che poi si fa freddo in punto di morte; arida la pelle, dura, e resistente al tatto. infu la: benda di lana che indossavano le vittime sacrificali. Veniva legata alla vitta, nastro ornamentale. moribunda: aggetti vo in bundus d uso tipicamente lucrezia no (cfr. tremibunda per designare Ifigenìa in De rerum natura I, 95). 489-493. aut harena Durante la pe ste falliscono sia i sacrifici, sia le attività degli aruspici. Con l infezione che dilaga e colpisce il bestiame, si possono verifi care, infatti, le tre condizioni qui descritte da Virgilio: o le viscere dell animale, poste sull altare per il sacrificio, non prendono 128 fuoco (vv. 489490); o le interiora, sog gette ad anomale degenerazioni patolo giche, non restituiscono segnali chiari agli aruspici (v. 491: i cosiddetti exta muta); o gli animali sono talmente anemici, a cau sa della malattia, che una volta sgozzati non stillano sangue. suppositi: indica propriamente i coltelli posti sotto , per ché la gola veniva tagliata da sotto) 494-497. Hinc laetis obesis et dul cis animas reddunt: lett. restitui scono [agli dèi] le loro dolci vite : i vitel lini sono quasi umanizzati. angit: allude all angina, malattia descritta da Aristotele nell Historia animalium come patologia ti pica dei suini. 498-500. Lab tur dura resistit Vir gilio descrive adesso la morte di un altro animale, il cavallo. avert tur: ha valore medio ( rifugge, si volge da ) ed è co struito con l accusativo fontis (= fontes) sul modello di analoghi costrutti richiesti da verbi greci (come, per esempio, apo strèphomai, distogliersi, volgersi da , o amy` nomai, allontanare da sé ). crebra: neutro plurale con funzione avverbiale.

Tua vivit imago - volume 2
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Età augustea