Tua vivit imago - volume 2

L ET DI AUGUSTO 10 15 Inc pe: sollicitos Galli dicamus amores, dum tenera attondent simae virgulta capellae. Non canimus surdis; respondent omnia silvae. Quae nemora, aut qui vos saltus habue re, puellae Naiades, indigno cum Gallus amore peribat? Nam neque Parnassi vobis iuga, nam neque Pindi ulla moram fece re, neque Aonie Aganippe. Illum etiam lauri, etiam fleve re myricae; pinifer illum etiam sola sub rupe iacentem Maenalus et gelidi fleverunt saxa Lycaei. Stant et oves circum (nostri nec paenitet illas, nec te paeniteat pecoris, divine poeta: et formosus oves ad flumina pavit Adonis); Incomincia: canteremo gli ansiosi amori di Gallo mentre le capre camuse brucano i teneri virgulti. Non cantiamo per sordi: le selve riecheggiano tutto. Quali boschi o balze vi tenevano fanciulle Naiadi, mentre Gallo moriva per eccesso d amore? Infatti non vi fecero indugio i gioghi del Parnaso e neanche quelli del Pindo, né l aonia Aganippe. Lo piansero perfino gli allori, perfino le tamerici, lo piansero il Mènalo folto di pini e le rupi del gelido Liceo, mentre giaceva ai piedi d una roccia solitaria. Gli erano intorno le pecore (esse non sdegnano noi, e tu non sdegnare il gregge, o divino poeta: anche il bellissimo Adone pasce le pecore al fiume); dicamus: congiuntivo esortativo da cui dipende l accusativo amores, un plurale che in latino può designare un solo amo re, ma che qui potrebbe alludere come suggerisce Servio al titolo della raccolta elegiaca di Gallo (Amores). simae: ag gettivo riferito probabilmente anche alla lascivia delle capellae, poiché la fisiogno mica antica considerava il profilo camu so come segno della potenza sessuale. Non canimus surdis: litote* che si lascia accostare a quella dell ecloga VI, 9 non iniussa cano, anche se il motivo è qui diverso, ossia il proverbiale surdo cane re attestato per esempio in Properzio, Elegie IV, 8, 47 (cantabant surdo). re spondent silvae: l eco delle selve qui descritta è quasi riprodotta dalla reitera zione fonica di o seguita da nasale (non respondent omnia). 9-15. Quae nemora Lycaei Nei vv. 6669 dell Idillio I (qui imitati da Virgilio) Teocrito rimproverava le Ninfe per non aver soccorso Dafni moribondo, forse 108 perché lontane dalla Sicilia e attratte dalle valli del Penèo e del Pindo. Virgilio rivolge lo stesso rimprovero alle Naiadi, dee delle acque, attratte non solo dagli stessi luoghi citati da Teocrito (il Pindo è la catena montuosa tra Tessaglia ed Epiro da cui nasceva il fiume Penèo), ma anche dal monte Parnaso e dalla fonte Aganippe sull Elicona, luoghi sacri alle Muse. I dotti riferimenti a questi luoghi segnalano lo spostamento dell ambien tazione dalla Sicilia all Arcadia. puel lae Naides: enjambement* che rende più patetica l intera interrogativa Quae nemora peribat? Aonie Aganippe: nominativi greci. Il primo è assai raro (Aonius vale letteralmente degli Aoni , cioè di un antico popolo della Beozia). Illum Lycaei: se le Naiadi sono indif ferenti al dolore di Gallo, il mondo ve getale, invece, gli è vicino e piange per lui (fleve re equivale a fleve runt): l alloro, sacro ad Apollo (connesso al mito di Daf ne, trasformata in alloro per sfuggire agli assalti); le tamerici (simbolo della poesia bucolica virgiliana); il Mènalo e il Liceo, due monti d Arcadia (entrambi connes si a Pan). In questo paesaggio desolato compare per la prima volta Gallo, nella posa caratteristica dell amante triste: prostrato e abbattuto fisicamente e psi cologicamente (iacentem). 16-20. Stant Menalcas et oves: an che il mondo animale, così come quel lo dei pecorai e dei porcai (et upilio subulci), partecipa al dolore di Gallo. nec te paeniteat pecoris: Virgilio esorta Gallo a non disdegnare il gregge, corro borando la sua esortazione con un e semplificazione mitologica riguardante Adone, il giovane bellissimo che aveva conquistato Afrodite nonostante appar tenesse al rozzo mondo pastorale. divi ne poeta: così Virgilio designa Gallo. La clausola ricorre identica in ecloga V, 45 con riferimento al fanciullo Mopso, men tre l epiteto è usato in ecloga VI, 67 per designare Lino (divino carmine pastor).

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Età augustea