Tua vivit imago - volume 2

L ET DI AUGUSTO Analisi del testo Virgilio-Menalca Come nella prima ecloga (à T2) il tema qui affrontato si lega alla confisca delle ter re mantovane del 40 a.C. Già i commentatori antichi identificavano il pastore Menalca evocato da Lìcida e Meri con il poeta stesso e, in virtù di questa pos sibile identificazione, molti critici hanno avanzato l i potesi che i brani di Menalca cantati dai due pastori Lìcida e Meri possano essere frammenti di componi menti scritti tempo prima da Virgilio medesimo. Le poesie di Menalca e il modello teocriteo Al di là delle ipotesi, un dato sicuro che emerge dall e cloga in analisi è l influenza di Teocrito. Nei vv. 1725 Lìcida, nel descrivere la disumanità dell aggressione subita da Menalca, canta uno dei suoi brani poetici. Questi versi sono tradotti dall Idillio III, 35 di Teocrito: «Tìtiro, mio beneamato, porta a pascolare le capre, / e conducile alla fonte, Tìtiro; e il caprone, / quello ful vo di razza libica, sta attento che non ti cozzi (trad. B.M. Palumbo Stracca). Si tratta di una ripresa assai significativa, perché getta luce sulla volontà di Virgilio di presentarsi come il Teocrito romano. Ai versi citati da Lìcida ne seguono altri cantati da Meri: un carme incompiuto per Varo, destinato a es sere innalzato alle stelle dai cigni di Mantova. In Geor giche III, 1015 e soprattutto in Eneide X, 198203, Virgilio fa derivare il nome di Mantova dalla veggente Manto, il cui figlio Ocno sarebbe stato fondatore della città: mettendo in relazione i vv. 2629 con questi due altri passi virgiliani, è chiaro che l immagine di fondo delineata da Virgilio è quella del poetaprofeta. Nei vv. 3036 Lìcida si dichiara egli stesso poeta, anche se non dello stesso valore di Vario e Cinna, e invita Meri a cantare. I versi recitati a questo pun to sono una trasposizione di altri versi teocritei, tratti dall Idillio VII, 3741: «Sono anch io una sonora boc ca delle Muse; anche di me / dicono tutti che sono un cantore eccellente; ma io non sono facile a cre dere, / per null affatto; a parer mio non vinco ancora nel canto / né il nobile Sicelida di Samo, né Filita, / ma con loro contendo come una rana con i grilli ). A questo punto, Meri tenta allora di rievocare un canto per Galatea (vv. 3743), ormeggiando, a sua volta, l Idillio XI di Teocrito, ma si interrompe all improvviso; Lìcida lo esorta a intonare un canto suo (vv. 4450), il cui ultimo verso («Innesta, o Dafni, le pere; infatti i nipoti raccoglieranno i frutti , v. 50) si ricollega al v. 73 dell ecloga I («Innesta ora, o Melibèo, i peri, disponi le viti in filari , trad. L. Canali). Se evidente è la traccia del modello teocriteo, non mancano però aspetti innovativi. Originale è, innanzi tutto, lo scandaglio psicologico dei due diversi carat teri di Lìcida e Meri: il primo è giovane, energico, indi gnato contro le ingiustizie, fiducioso nella poesia (vv. 1720); il secondo è vecchio, arrendevole, disincan tato, amante delle gioie che scaturiscono dal rifugio nella poesia (vv. 5154). In Teocrito, inoltre, il motivo dello spostamento dei due personaggi è una festa in onore di divinità, mentre in Virgilio è la consegna di capretti a un nuovo padrone. Questo dettaglio fa capire come Virgilio non tenga lontana dal contesto poetico l amara realtà del suo tempo; e l immagine del pastore che ammutolisce e riesce a rievocare sol tanto frammenti di poesie pastorali può essere inter pretata come la preparazione a un congedo dal ge nere bucolico. Questa sorta di poetica del silenzio , unitamente all espediente tecnico dell omissione del personaggio principale, Menalca (che non compare mai nel componimento), conferiscono all ecloga un senso di irrisolta incompiutezza. Laboratorio sul testo COMPRENSIONE 1. Al centro del componimento c è la poesia; tuttavia, tale presenza è adombrata dallo spettro delle guerre civili (à T2). In che relazione stanno poesia e guerra? Quale espressione sintetizza tale rapporto? 2. Quali sono, nella finzione poetica, i motivi che spingono Lìcida a cantare e a invitare al canto l amico Meri? COMPETENZE ATTIVE Per discutere in classe Ai vv. 11-13 dell ecloga, Meri afferma che i canti, e dunque la poesia, non possono nulla di fronte alle «armi di Marte , cioè alla violenza della guerra. Pensi che questa considerazione sia sempre vera, e che lo sia ancora ai nostri giorni? Oppure ritieni che la poesia e la cultura possano, a determinate condizioni, esercitare un azione positiva sul corso degli eventi storici? Organizza un debate con i tuoi compagni in cui vi confrontate su queste due posizioni. 106

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Età augustea