Percorsi tematici Treccani

PERCORSI TEMATICI 1120 1125 1130 1135 1140 1145 1150 1155 Ma gli uomini vollero se stessi famosi e potenti, affinché la fortuna durasse su solide basi, e ricchi potessero trascorrere una placida vita; invano, poiché mentre combattono per giungere al sommo della gloria, essi stessi si rendono insidioso il cammino, e l invidia, come fulmine, talora li schianta e li abbatte con onta dalla vetta giù nel buio Tartaro;1 poiché ai colpi dell invidia, come a quelli del fulmine, di solito ardono i vertici e ogni cosa che sovrasti le altre; così che un tranquillo obbedire è assai meglio dell ansia di avere in pugno il potere e di reggere il regno. Lascia dunque che si affannino invano e sudino sangue coloro che lottano sull angusto sentiero dell ambizione, poiché sanno per bocca d altri e dirigono il loro desiderio ascoltando la fama piuttosto che il proprio sentire; né questo accade e accadrà più di quanto è accaduto in passato. Dunque, uccisi i monarchi, giacevano abbattuti l antica maestà dei troni e gli scettri superbi, e la nobile insegna della fronte sovrana piangeva cruenta sotto i piedi del volgo il grande onore perduto: si calpesta infatti con gioia ciò che prima si è troppo temuto. E intanto le cose tornavano al fondo del disordine, mentre ognuno cercava potere e dominio personali. In seguito alcuni degli uomini insegnarono a creare magistrati, fondando il diritto affinché accettassero di obbedire alle leggi. Intatti il genere umano, stremato dal vivere con violenza, languiva nell odio; perciò tanto più di buon grado si sottomise spontaneamente alle leggi e alla rigorosa giustizia. Poiché ciascuno nell ira meditava vendette più crudeli di quanto sia ora concesso da giuste leggi, agli uomini spiacque trascorrere la vita nella violenza. Da allora il timore delle pene macchiò le gioie della vita. La violenza e l offesa irretiscono ognuno, e per lo più ricadono su quegli da cui sono sorte; né è facile che abbia vita tranquilla e serena chi viola con le sue azioni i comuni patti di pace. (trad. L. Canali) 1. nel buio Tartaro: cioè negli Inferi. In origine, ossia nei poemi omerici, il Tartaro era, più precisamente, il luogo dove Zeus aveva relegato i Titani dopo averli sconfitti, mentre la sede dei 32 morti era l Ade; ma in seguito nella letteratura greca e latina i termini Tartaro e Ade passarono a indicare entrambi l aldilà sotterraneo.

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Educazione civica per la letteratura latina