Antologia della Divina Commedia

Glossario Esempio: «L angel che venne in terra col decreto / de la molt anni lagrimata pace, / ch aperse il ciel del suo lungo divieto, / dinanzi a noi pareva sì verace / quivi intagliato in un atto soave, / che non sembiava imagine che tace. (Purg., X, 34-39). Endecasillabo Verso composto di 11 sillabe, il più importante e vario della tradizione poetica italiana per le sue molteplici soluzioni metriche (in base al numero degli accenti e delle pause); di largo impiego nel poema in terzine (Dante, che lo definì superbissimum carmen) e in ottave (L. Ariosto, T. Tasso), nella poesia tragica, nel sonetto o, alternato al settenario, nella canzone antica e leopardiana. Le origini risalgono alla poesia dei primi siciliani (fine XII sec.), che probabilmente lo ripresero dai poeti provenzali. Gli accenti ritmici possono essere disposti in modo vario; l unica costante è l accento fisso sulla decima sillaba. Nella varietà delle configurazioni, si presentano con maggiore frequenza gli schemi con accento sulla quarta sillaba e con accento sulla sesta sillaba: l e. risulta diviso in due membri o emistichi e prende il nome, nel primo caso, di e. a minore («sì che l piè férmo // sempre era l più basso , Inf., I, 30), nel secondo, di e. a maiore («l amor che move il sole // e l altre stelle , Par., XXXIII, 145). Enjambement Superamento logico e sintattico del limite ritmico del verso, ottenuto con la collocazione nel verso successivo di un termine strettamente connesso ad altro del precedente. Mentre poeti come Dante tendono a far coincidere l unità metrica del singolo verso con l unità sintattica e concettuale di una frase, di modo che ogni singolo verso abbia un significato compiuto e autonomo, a partire dal Cinquecento e sempre più spesso nell Otto e Novecento, i poeti spezzano i nessi unitari, sia per dare maggiore rilievo a singoli elementi dei versi, sia per creare una più intensa fluidità ritmica che modifichi la rigida e monotona scansione dei versi. Esempio: «dentro vi nacque l amoroso drudo / de la fede cristiana, il santo atleta / benigno a suoi e a nemici crudo; (Par., XII, 55-57). Evidentia o ipotiposi una figura retorica che consiste nel presentare al lettore o all ascoltatore un immagine, in tal modo da rendergliela quasi visibile. Esempio: «Intorno a lui parea calcato e pieno / di cavalieri, e l aguglie ne l oro / sovr essi in vista al vento si movieno (Purg., X, 79-81). Excursus vedi Digressione. F Figura etimologica una figura retorica grammaticale e insieme semantica che consiste nell accostamento di due parole aventi la stessa radice. La f. e. rientra nella famiglia delle paronomasie , vale a dire di quelle espressioni che, poste nello stesso segmento discorsivo, si richiamano per affinità di forma, ma se ne differenziano per lievi mutamenti dell espressione in grado così di creare inediti e inattesi circuiti di senso. Nel caso della f. e., l affinità di forma viene però determinata dalla presenza di una stessa radice per origine di etimo o per derivazione (come nelle espressioni vivere la vita , morire di una morte , amare di un amore , sognare un sogno ecc.). La figura si presta così a meccanismi di intensificazione semantica del concetto di base (evocata dalla radice), garantendone una maggiore forza espressiva. Esempi: «esta selva selvaggia e aspra e forte (Inf., I, 5); «Amor, ch a nullo amato amar perdona (Inf., V, 103). Francesismo Parola, locuzione o costruzione sintattica francese introdotte in altra lingua, sia nella forma originaria, come cachet, garage, sia con un adattamento strutturale, come per es., in ital., blusa, lavaggio (e moltissime altre parole in -aggio), d abitudine (per di solito) ecc. . Esempio: «vidi presso di me un veglio solo, (Purg., I, 31). G Gallicismo Voce, locuzione o costruzione sintattica francese, e anche dell antico provenzale, introdotta in un altra lingua; è in genere sinonimo di francesismo, ma con senso più ampio. Grecismo Parola, locuzione o costruzione sintattica del greco antico introdotta in altra lingua con un adattamento strutturale, per es., antonomasia. Esempio: «la santa voglia d esto archimandrita (Par., XI, 99). H Hapax Parola o espressione che ricorre una sola volta in un testo, in un gruppo di testi o nell intera documentazione di cui si dispone per una lingua. Sotto l aspetto lessicologico, hanno poca importanza gli hapax di un singolo testo o di un singolo autore, in quanto sono in genere numerosissimi (nel Canzoniere del Petrarca, per es., su un totale di 3275 lemmi che ne costituiscono il corpus lessicale, ben 1199 ricorrono una volta sola); assumono invece importanza quelli che, coniati da un autore, costituiscono l unico esempio documentato nella storia della lingua, o vi si ritrovano con estrema rarità. Esempio: «la revestita voce alleluiando; (Purg., XXX, 15). Hysteron proteron Figura retorica per cui l ordine delle parole è inverso rispetto all ordine naturale delle azioni. Esempio: «Beatrice in suso, e io in lei guardava; / e forse in tanto in quanto un quadrel posa / e vola e da la noce si dischiava; (Par, II, 22-24). I Interiezione Parte invariabile del discorso con valore esclamativo che si può esprimere mediante parole o espressioni linguistiche indicanti meraviglia, gioia, dolore ecc. Non è sintatticamente legata alla proposizione cui appartiene ed è quasi sempre accompagnata da punto esclamativo. Esempio: «Poi disse un altro: «Deh, se quel disio / si compia che ti tragge a l alto monte, / con buona pietate aiuta il mio! (Purg., V, 85-87). Invettiva Discorso polemico concitato e violento, di accusa, di oltraggio, di rimprovero, contro persone o cose. Esempio: «Vien, crudel, vieni, e vedi la pressura / d i tuoi gentili, e cura lor magagne (Purg., VI, 109-110). Ipallage Figura retorica che consiste nel riferire a un termine quel che è proprio di un altro termine della stessa frase. Esempio: «ne la presenza del Soldan superba (Par., XI, 101). Iperbole Figura retorica, consistente nell esagerazione di un concetto oltre i termini della verosimiglianza, per eccesso ( le grida salivano alle stelle ) o per difetto ( non ha un briciolo di cervello ). Esempio: « O frati , dissi, che per cento milia / perigli siete giunti a l occidente (Inf., XXVI, 112-113). Ipotassi o subordinazione Procedimento sintattico per cui le proposizioni sono ordinate ed espresse nel periodo secondo un rapporto di dipendenza cronologica e causale, che comporta una stretta subordinazione di modi e di tempi (per es., spero che venga ; speravo che venisse ). L i., che si oppone alla paratassi (o coordinazione), è il procedimento sintattico più comune nella prosa d arte tradizionale. Ipotiposi vedi Evidentia. Ironia Consiste nel dissimulare un pensiero attraverso un espressione che ne capovolge apparentemente il senso. L intenzione nascosta dietro la forma ironica del discorso si rivelava, secondo la retorica classica, per mezzo dell inflessione della voce, con cui l oratore pronunciava le sue parole. Nella Commedia l i. è ovviamente affidata, in genere, a certe forme enfatiche e iperboliche che ne accentuano l effetto mettendo- 357

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