Classe di letteratura - volume 3B

Ragazzi del quartiere di Bagnoli, alla periferia di Napoli. 4 Roipnol: un potente sonnifero. 5 Maurizio Costanzo: giornalista e presentatore televisivo. 6 passiare: camminare (in dialetto napoletano). 7 col boccone in bocca: biascicando le parole. 8 Statti: Stai pure dove sei (cioè a letto). (Diego De Silva, Certi bambini, Mondadori, Milano 2001) PER SCRIVERNE cazion e CIVI CA Sariù, fa nonna Lilina dal letto mentre Rosario passa davanti alla sua stanza. Rosario affaccia la mano dentro e dà due colpetti all infisso della porta. Tam-zò... farfuglia nonna Lilina ancora rimbambita dal sonnifero mentre Rosario s avvia verso la cucina. Eeeh. Aspe , risponde Rosario tendendo l orecchio all indietro per capire se era una richiesta. Nonna Lilina prende mezza Roipnol4 dopo cena però è fissata per Maurizio Costanzo5 e si sforza di stare sveglia fino alla fine della trasmissione, così poi la mattina se non sono almeno le undici-undici e mezza non capisce; verso le nove si alza, se ne va in giro per casa, fa un servizio, se le chiedi una cosa ti risponde, però dorme, non ti segue, s inventa i termini, comincia a dire una parola e poi si scoccia di continuare. Una parola che ripete sempre, con cui comincia le frasi e le scandisce, è Tam-zò. La pronuncia lasciando una sottilissima distanza fra le sillabe, dovuta allo sbattere delle consonanti che sembrano ribellarsi a quella combinazione irreale. Rosario non ha mai capito esattamente che significa. Probabilmente è un rumore che le serve. Vero è che la diceva pure quando stava bene. Per un po si era convinto che volesse intendere «N zò , cioè «Non so (anche se rimaneva il mistero sulla t; vada per la m, che poteva, unita al zò, essere presa, nella fluidità della pronuncia, per n; ma la t, soprattutto con quella a che seguiva, diventava praticamente intraducibile: era quel Tam tutto intero che sembrava una parola a sé, con un significato proprio); e non era una cattiva idea, a giudicare da come la nonna la usava per respirare tra le frasi. Poi ha visto che la ficcava ovunque, e si è abituato a interpretarla ogni volta, ascoltando la nonna torno torno e guardandole le mani e certi piccoli movimenti delle spalle. Sariù, ripete la nonna. Rosario si arrende e torna indietro. Nonna Lilina è a letto, mezza seduta e mezza scoperta. La sottoveste si confonde con le lenzuola. una di quelle vecchie che, pure da vestite, sanno sempre di borsa calda e di bicchiere d acqua sul comodino. Tiene una gamba fuori, stesa. Ha ancora i calzini. Manda un odore dolciastro, di quelli che ci si abitua a sopportare. Che è? Oggi Vitina viene? Rosario gira intorno al letto, solleva poco poco le coperte, le prende la gamba e gliela infila sotto. Poi le sistema il cuscino dietro la testa. Mò non fare che ti alzi e ti metti a passiare6 per casa. Prima mangi, poi ti pigli la medicina e ti stai. Nonna Lilina, che le è entrato da una parte e le è uscito dall altra, lo chiama con la mano, sul braccio. Bussa due volte. Oggi Vitina viene? La finisci o no? Non viene Vitina, non viene più Vitina. morta, Vitina. Hai capito che è morta Vitina? Quando nonna Lilina gli risponde parla ancora col boccone in bocca7 per via del Roipnol, ma butta fuori una frase lucidissima. Eh, aggio capito. morta Vitina. Senza che strilli. Rosario lascia cadere le spalle. Poi si volta a sollevare la serranda, e gli viene da ridere. Sariù. Eeeh, risponde. A bassa voce, però. Che or è? presto. Statti.8 Edu Scannapieco si ottura la bocca aperta con il pugno. Rosario riconosce ugualmente la bestemmia. Poi i suoi passi offesi che calpestano la casa in orizzontale. Poi la porta che sbatte. Poi gli stessi passi per le scale. [...] Leggiamo a un certo punto nel romanzo di De Silva: «Rosario va a uccidere con la testa piena di ordini e una specie di ignoranza. Sente tutta la responsabilità delle istruzioni ma non del risultato che ne verrà. Si è addestrato all ubbidienza fino a sviluppare come un disinteresse per quello che dovrà succedere, fino a pensare all uomo che ammazzerà come a una conseguenza meccanica delle istruzioni, a un fatto, una cosa che lo riguarda solo in quanto prova morente dell esecuzione . Il tema è quello della criminalità organizzata, che recluta le sue truppe anche tra giovani e giovanissimi. Che cosa fa lo Stato per contrastare questo fenomeno? Che cosa si potrebbe fare di più? Documentati e discutine in classe. L AUTORE / PIER PAOLO PASOLINI / 697

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Dalla Prima guerra mondiale a oggi