Classe di letteratura - volume 3A

40 45 50 55 60 65 70 75 le sue pupille grigie e fredde, davanti a cui tutti i soldati tremavano: «Tamburino! . Il tamburino si mise la mano alla visiera. Il capitano disse: «Tu hai del fegato . Gli occhi del ragazzo lampeggiarono. «Sì, signor capitano , rispose. «Guarda laggiù , disse il capitano, spingendolo al finestrino «nel piano,6 vicino alle case di Villafranca, dove c è un luccichìo di baionette. Là ci sono i nostri, immobili. Tu prendi questo biglietto, t afferri alla corda, scendi dal finestrino, divori la china, pigli pei7 campi, arrivi fra i nostri, e dai il biglietto al primo ufficiale che vedi. Butta via il cinturino8 e lo zaino . Il tamburino si levò il cinturino e lo zaino, e si mise il biglietto nella tasca del petto; il sergente gettò fuori la corda e ne tenne afferrato con due mani l uno dei capi; il capitano aiutò il ragazzo a passare per il finestrino, con la schiena rivolta verso la campagna. «Bada , gli disse, «la salvezza del distaccamento è nel tuo coraggio e nelle tue gambe . «Si fidi di me, signor capitano , rispose il tamburino, spenzolandosi fuori. «Cùrvati nella discesa , disse ancora il capitano, afferrando la corda insieme al sergente. «Non dubiti . «Dio t aiuti . In pochi momenti il tamburino fu a terra; il sergente tirò su la corda e disparve; il capitano s affacciò impetuosamente al finestrino, e vide il ragazzo che volava giù per la china. Sperava già che fosse riuscito a fuggire inosservato quando cinque o sei piccoli nuvoli di polvere che si sollevarono da terra davanti e dietro al ragazzo, l avvertirono che era stato visto dagli Austriaci, i quali gli tiravano addosso dalla sommità dell altura: quei piccoli nuvoli eran terra buttata in aria dalle palle.9 Ma il tamburino continuava a correre a rompicollo. A un tratto, stramazzò. «Ucciso! , ruggì il capitano, addentandosi il pugno. Ma non aveva anche detto la parola, che vide il tamburino rialzarsi. «Ah! una caduta soltanto! , disse tra sé, e respirò. Il tamburino, infatti, riprese a correre di tutta forza; ma zoppicava. «Un torcipiede ,10 pensò il capitano. Qualche nuvoletto di polvere si levò ancora qua e là intorno al ragazzo, ma sempre più lontano. Egli era in salvo. Il capitano mise11 un esclamazione di trionfo. Ma seguitò ad accompagnarlo con gli occhi, trepidando, perché era un affar12 di minuti: se non arrivava laggiù il più presto possibile col biglietto che chiedeva immediato soccorso, o tutti i suoi soldati cadevano uccisi, o egli doveva arrendersi e darsi prigioniero con loro. Il ragazzo correva rapido un tratto, poi rallentava il passo zoppicando, poi ripigliava la corsa, ma sempre più affaticato, e ogni tanto incespicava, si soffermava. «Lo ha forse colto una palla di striscio , pensò il capitano, e notava tutti 6 nel piano: in pianura. 7 pigli pei: attraversi i. 8 cinturino: nel linguaggio militare si in- tende il pendaglio della divisa al quale si appende la sciabola; qui designa la sottile striscia di stoffa o di cuoio utilizzata per chiudere o trattenere qualcosa. 9 palle: proiettili sparati dalle armi. 10 torcipiede: storta. 11 mise: emise. 12 un affar: una questione. Le parole valgono china Dal verbo chinare ( volgere o piegare in basso , che siano lo sguardo, la testa o le spalle) deriva il sostantivo china, che sta a indicare un terreno in discesa («scendere per la china del colle ) oppure un pendio, un declivio («salire la china del monte ). Questo termi- ne è usato frequentemente in modo figurato in due espressioni: «mettersi su una brutta china (a) ed «essere sulla china degli anni (b). Indica quale delle seguenti definizioni si riferiscono al primo e al secondo modo di dire: percorrere vie accidentate ; avvicinarsi alla vecchiaia ; essere sul punto di prendere una decisione definitiva ; oltrepassare il limite della decenza ; finire su una strada che porta al male o alla disonestà . IL GENERE / LA LETTERATURA PER RAGAZZI / 293

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Dal secondo Ottocento al primo Novecento