Gli aspetti formali

IN BREVE Gli aspetti formali | LE TECNICHE NARRATIVE | Nei Malavoglia sono presenti tutte le tecniche che caratterizzano la produzione novellistica e romanzesca della fase verista di Verga e che fanno di lui un grande sperimentatore, capace di innovare profondamente lo stile narrativo rispetto ai modelli del realismo ottocentesco. Verga si attiene al principio verista dell impersonalità, scomparendo dietro i personaggi e lasciando che la loro voce, spesso trasmessa attraverso il discorso indiretto libero, determini il clima e faccia avanzare la storia. Impersonalità e straniamento L autore infatti rimane fedele al principio dell impersonalità e a un criterio di pura registrazione dei fatti, affidando la narrazione a una voce popolare interna al villaggio e regredendo al livello della comunità. Per far trasparire il proprio personale punto di vista, Verga ricorre a un effetto di straniamento, immedesimandosi nell ottica degli abitanti del paese proprio per dar modo al lettore di coglierne la natura malevola. Ciò accade quando la dirittura morale di alcuni personaggi (i cui comportamenti, dunque, il lettore è portato a giudicare in maniera positiva) viene vista negativamente dalla collettività, che vaglia il senso delle azioni dei singoli esclusivamente sulla base del parametro dell interesse economico. Per esempio: il fatto che padron Ntoni sia onesto e che il suo senso dell onore gli imponga di ripagare il debito verso zio Crocifisso a costo di perdere la casa della famiglia viene giudicato incomprensibile dai compaesani, che gli rimproverano l incapacità di fare i propri interessi. Un altro esempio riguarda il naufragio della Provvidenza: è evidente che la perdita maggiore sia quella della famiglia Toscano, che vede morire in mare Bastianazzo. Ma nelle parole di un personaggio, la Vespa, nipote di zio Crocifisso, la realtà si ribalta in una valutazione paradossale: «Volete che ve lo dica? , saltò su la Vespa; «la vera disgrazia è toccata allo zio Crocifisso che ha dato i lupini a credenza. Chi fa credenza senza pegno, perde l amico, la roba e l ingegno (cap. 3). Il proverbio serve, in questo caso, a corroborare, con il suo valore sentenzioso, la giustezza della logica tutta economica qui incarnata dalla Vespa, ma in fondo condivisa dalla maggior parte della collettività. Che infatti poco più avanti si esprime in questi termini: «Che disgrazia! , dicevano sulla via. «E la barca era carica! Più di quarant onze di lupini! (cap. 3). Il discorso indiretto libero Un altro strumento assai utilizzato nel romanzo per garantire l impersonalità del narratore e la sua eclissi rispetto alla realtà narrata e, nello stesso tempo, per esprimere le sensazioni e i sentimenti dei personaggi è accanto ai frequenti dialoghi (molte sequenze sono vere e proprie scene) il discorso indiretto libero, che costituisce la principale novità della scrittura verghiana e uno strumento adottato per «raccontare gli avvenimenti come si riflettono nei cervelli e nei cuori dei suoi personaggi (Spitzer). Vediamone un esempio. All inizio del secondo capitolo, prima il sensale Tino Piedipapera si rivolge a padron Ntoni con un discorso diretto, ma subito dopo le sue parole sono riferite, appunto, attraverso un discorso indiretto libero. Nella tabella, accanto all originale verghiano, possiamo verificare come sarebbe stato l intero periodo se fosse stato Jakob Philipp Hackert, I faraglioni di Aci Trezza, 1793. Museo Reggia di Caserta. reso tutto attraverso il discorso diretto: 214 / IL SECONDO OTTOCENTO

Classe di letteratura - volume 3A
Classe di letteratura - volume 3A
Dal secondo Ottocento al primo Novecento