T4 - Sparsa le trecce morbide

Sparsa le trecce morbide / T4 / Adelchi, coro dell atto IV / La disillusione di un innocente / Ripudiata da Carlo Magno, Ermengarda è stata relegata a Brescia, nel monastero di San Salvatore. La prima parte dell atto quarto e il coro sono incentrati sull inesorabile agonia della donna, vittima designata della ragion di Stato, che muore incolpevole, ricordando l amore perduto dello sposo. Accudita dalle suore e confortata dalla presenza della sorella Ansberga, Ermengarda spira illuminata dalla luce della fede. METRO Sestine di settenari, alternativamente sdruccioli e con il verso finale tronco, con schema di rime ABCBDE. 5 10 15 L insorgere dei ricordi 20 Sparsa le trecce morbide sull affannoso petto, lenta le palme, e rorida di morte il bianco aspetto, giace la pia, col tremolo sguardo cercando il ciel. 1-6 Con le trecce morbide sciolte sul petto affannato, con le mani (palme) abbandonate (lenta) e con il volto pallido (il bianco aspetto) bagnato dal sudore della morte (rorida di morte), giace la pia [Ermengarda] cercando il cielo con lo sguardo tremante (tremolo). Cessa il compianto: unanime s innalza una preghiera: calata in su la gelida fronte, una man leggiera sulla pupilla cerula stende l estremo vel. 7-12 Cessa il lamento (delle suore): si innalza una preghiera collettiva (unanime): una mano delicata, scesa (calata) sulla fronte ormai fredda, stende l ultimo (estremo) velo sugli occhi azzurri (sulla pupilla cerula). Sgombra, o gentil, dall ansia mente i terrestri ardori; leva all Eterno un candido pensier d offerta, e muori: fuor della vita è il termine del lungo tuo martir. 13-18 Cancella (Sgombra) le passioni terrene (i terrestri ardori) dalla mente agitata (ansia), o nobile donna (gentil); innalza (leva) a Dio (all Eterno) un puro pensiero di offerta, e muori: la meta (il termine) della tua prolungata sofferenza (del tuo lungo martir) è oltre la vita. Tal della mesta, immobile era quaggiuso il fato: sempre un obblìo di chiedere che le saria negato; e al Dio de santi ascendere santa del suo patir. 19-24 Tale era quaggiù (sulla Terra) il destino (fato) immutabile (immobile) dell infelice: chiedere sempre una dimenticanza (obblìo) che le sarebbe stata (le saria) negata; e salire al Dio dei santi resa santa dalle sue sofferenze (patir). 1 sparsa le trecce morbide: è un comple- mento di relazione (o accusativo alla greca), come i successivi lenta le palme e rorida di morte il bianco aspetto (vv. 3-4). 3 rorida: letteralmente rugiadosa , bagnata di rugiada . Qui la rugiada è, metaforicamente, il sudore della morte. 5 pia: l aggettivo è utilizzato insieme nel significato attivo ( religiosa ) e in quello passivo ( degna di pietà ). 10 una man leggiera: concretamente la mano di una delle suore, che chiude gli occhi a Ermengarda subito dopo il trapasso (stende l estremo vel, v. 12), ma allusivamente anche la mano di Dio. 13 ansia: è aggettivo, dal latino anxius, che significa affannato , inquieto , ansioso . 14 i terrestri ardori: «le passioni terrestri, che ardono e consumano come fuoco (Cappuccio). 15-16 un candido... d offerta: Manzoni invita Ermengarda a offrire sé stessa a Dio. 16 e muori: il poeta esorta così Ermengarda ad accogliere in pace la morte. PARAFRASI L agonia di Ermengarda 17 il termine: il vocabolo non indica so- lo la fine, ma anche la meta, il traguardo e dunque lo scopo. Il senso della vita di Ermengarda si può cogliere soltanto nella prospettiva dell eternità. 21 un obblìo: la dimenticanza del suo amore per Carlo e del dolore che ne era conseguito per lei. L AUTORE / ALESSANDRO MANZONI / 761

Classe di letteratura - volume 2
Classe di letteratura - volume 2
Dal Seicento al primo Ottocento