Classe di letteratura - volume 2

stesso Foscolo e Manzoni guardano al magistero di Parini, sebbene qui Manzoni si distacchi dal gusto dell orrido notturno, di matrice preromantica, presente nei passi foscoliani sulla sepoltura dello stesso Parini ( T10, p. 616). Imbonati ebbe come precettore, scola e palestra di virtù (v. 180), proprio Parini, che gli dedicò l ode L educazione, il cui incipit è citato al v. 177 (Torna a fiorir la rosa). Agli occhi di Manzoni egli è dunque erede del rigore morale tipico della migliore intellettualità lombarda: un «giovin signore che ha saputo fare tesoro degli insegnamenti ricevuti, ed è perciò degno d emulazione da parte sua, nobile scrittore alle prime armi, nipote del marchese Cesare Beccaria. Il santo Vero Forme del Classicismo Un impostazione retorica sostenuta La via indicata da Imbonati è quella che contraddistinguerà, prima ancora che la carriera letteraria, tutta la vita di Manzoni: impegno, riserbo, riflessione, disprezzo di ogni servilismo. Il defunto interlocutore afferma di non avere disprezzato la poesia in quanto tale, come sostenevano voci malevole, ma chi la esercita senza tener conto del rapporto strettissimo che deve legarla all utile morale e al santo Vero (v. 213). Questa rivendicazione della necessaria azione pedagogica della letteratura fa di Imbonati una controfigura dell autore, e avvicina il suo testamento morale a un documento di poetica. Le scelte stilistiche Come si è visto, i precetti di Imbonati non riguardano l eleganza formale ma la coscienza dei doveri propri di un intellettuale all altezza dei tempi. Tuttavia la scrittura del carme appare molto elaborata, in accordo con i dettami del Classicismo, nell ambito del quale Manzoni aveva sviluppato la sua vocazione poetica. Troviamo dunque richiami al patrimonio letterario, mitologico e geografico greco, a cominciare dai toponimi: il monte Pindo e le città o località di Argo, Ascra, Atene, Rodi, Smirna. I riferimenti sono spesso indiretti ed espressi tramite perifrasi nobilitanti, con frequenti iperbati: non Omero, dunque, ma quel sommo d occhi cieco (vv. 188-189); non le Muse ma d Ascra [ ] le fide amiche (v. 191); non la poesia, ma la divina de le Muse armonia (vv. 166-167). Il tono, solenne e impostato, si giova di forme verbali auliche (come il perfetto sincopato mi fero) e latinismi (veraci, aureo, trivio). Anche l impianto retorico è molto elaborato, con il ricorso alla sineddoche (plettro immacolato per la poesia, v. 176; canizie per la vecchiaia, v. 199) e al chiasmo (plauda al vizio, o la virtù derida, v. 215). Solo di rado la frase presenta l ordine naturale soggetto-verbo-complemento oggetto; più spesso Manzoni predilige costruzioni sintattiche complesse e latineggianti, influenzate dall esempio di Parini, che dunque è un punto di riferimento anche su questo versante. Lo conferma la scelta, sul piano della metrica, degli endecasillabi sciolti già utilizzati nel Giorno, con studiate alternanze ritmiche. VERSO LE COMPETENZE COMPRENDERE 1 Riassumi i consigli di Imbonati a Manzoni. 2 Quali scrittori loda Imbonati? Per quali motivi? 3 A chi viene profetizzata una oscura e disonesta canizie (vv. 198-199)? ANALIZZARE 4 6 SCRIVERE PER... RACCONTARE 7 Far di lodi mercato e di strapazzi (v. 186): di quale figura retorica si tratta? INTERPRETARE 5 La concezione di poesia di Manzoni emerge, nei discorsi di Imbonati, sia per via negativa (ciò che non deve essere), sia con esempi e insegnamenti positivi. Tenendo conto di entrambi gli aspetti, descrivi la posizione dell autore. Sentir [ ] e meditar (v. 207): partendo dal significato letterale dei due termini, spiega il senso che attribuisce a essi invece Imbonati. Immagina che ti appaia in sogno una figura di riferimento per darti consigli relativi alla tua vita. Chi sceglieresti? Come e dove ambienteresti l apparizione? Quali consigli ti darebbe? Scrivi un testo narrativo di circa 30 righe. DIBATTITO IN CLASSE 8 Rileggi i vv. 207-215: che cosa pensi dei consigli e dei valori messi in bocca a Carlo Imbonati? Ti sembrano validi anche oggi? Discutine in classe. L AUTORE / ALESSANDRO MANZONI / 747

Classe di letteratura - volume 2
Classe di letteratura - volume 2
Dal Seicento al primo Ottocento