La fase intestinale bassa

  La fase intestinale bassa

La fase conclusiva della digestione si svolge nell’intestino crasso, suddiviso nei tre distretti cieco, colon (con i suoi sottodistretti ascendente, traverso e discendente) e retto. L’intestino crasso è lungo nel complesso circa 1,5 metri e ha un diametro maggiore rispetto a quello dell’intestino tenue. La progressione e il rimescolamento del cibo digerito sono assicurati da movimenti sia di peristalsi sia di segmentazione.

In questo percorso finale, ciò che resta del chilo – dopo la digestione e l’assorbimento avvenuti nel tenue – si concentra e si trasforma in feci, grazie alla digestione operata dal microbiota e al graduale assorbimento dell’acqua residua.

microbiota intestinale

Si calcola che in media il 30% di ciò che evacuiamo con le feci sia composto da microrganismi saprofiti, ossia specializzati nel nutrirsi di materia organica in decomposizione.

Sia nell’intestino tenue sia in quello crasso vive infatti una gran varietà di microrganismi (quasi un migliaio di specie), chiamati nel loro insieme microbiota intestinale (un tempo erano detti flora batterica intestinale). Visto che l’ambiente in cui si trova è privo di ossigeno, il microbiota intestinale è composto in prevalenza da batteri anaerobi, i quali trasformano la materia organica che transita nell’apparato digerente unicamente attraverso reazioni di fermentazione.

L’essere umano e i batteri del microbiota intestinale sono simbionti (cioè vivono in simbiosi), poiché la loro associazione è vantaggiosa per entrambi: infatti, la maggior parte dei batteri intestinali non può sopravvivere al di fuori dell’organismo umano.

Le funzioni principali svolte dal microbiota sono le seguenti:

  • produce vitamine (B8 e K) (vedi Unità 6, I micronutrienti e l’acqua, pp. 162 e 166);
  • produce enzimi digestivi (per esempio quelli che digeriscono la cartilagine);
  • favorisce il corretto sviluppo del sistema immunitario;
  • aumenta il flusso peristaltico delle feci.

  Probiotici e prebiotici

In alcuni casi il microbiota intestinale può essere ampliato con l’alimentazione:

  • attraverso l’assunzione di probiotici, ossia microrganismi simbionti vivi che, riuscendo a sopravvivere ai succhi gastrici e successivamente a moltiplicarsi nell’intestino, apportano un beneficio all’organismo umano;
  • attraverso l’assunzione di prebiotici, cioè quelle sostanze che stimolano positivamente lo sviluppo della popolazione più utile del microbiota intestinale. Uno dei prebiotici più importanti è l’inulina, un oligosaccaride contenuto, per esempio, nei tuberi di topinambur e nella cicoria.

 >> pagina 211 

concetti in mappa


Sapere di alimentazione
Sapere di alimentazione
Corso di Scienza degli alimenti per il primo biennio