T3 - Imagine (J. Lennon)

T3

John Lennon

Imagine

  • Tratto da Imagine, 1971
  • Lingua originale inglese
L’autore

John Lennon nasce a Liverpool nel 1940. Durante l’adolescenza, particolarmente tormentata per una situazione familiare complessa e segnata da separazioni e lutti, si dà alla musica da autodidatta e fonda una rock band alla fine degli anni Cinquanta. Il gruppo prende, nei primi anni Sessanta, il nome di Beatles: formato, oltre che da Lennon, da Paul McCartney (n. 1942), George Harrison (1943-2001) e Ringo Starr (n. 1940), esso modificherà in profondità il linguaggio del rock con sonorità inconsuete, sperimentalismi elettronici, atmosfere psichedeliche, ottenendo entusiastici riscontri da parte del pubblico dei giovani dell’epoca, vittime di una vera e propria “Beatlemania”. Sciolto il gruppo nel 1970, i suoi ex componenti intraprendono ognuno una carriera da solista: Lennon, con la seconda moglie Yoko Ono (n. 1933), artista giapponese, si occupa attivamente di politica e società, trasformandosi da idolo pop a punto di riferimento dell’ideologia pacifista e antimperialista. Vera e propria icona della cultura di massa, capace di catalizzare su di sé ammirazione e isteria collettive, Lennon viene assassinato nel 1980 da uno psicopatico, davanti alla sua residenza di New York.

La canzone dà il titolo all’album del 1971, il secondo pubblicato dall’autore dopo lo scioglimento dei Beatles. Come appello alla fratellanza universale diventa, subito dopo la pubblicazione, un inno pacifista conosciuto in tutto il mondo.

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Audiolettura

Immagina

Immagina che non ci sia il paradiso,

se ci provi, è facile:

nessun inferno sotto di noi,

sopra di noi solo il cielo.

5      Immagina tutta la gente

vivere per il presente…


Immagina che non ci siano nazioni,

non è troppo difficile:

niente per cui uccidere o morire,

10    e nemmeno nessuna religione.

Immagina tutta la gente

vivere la sua vita, pacificamente…


Potresti dire che sono un sognatore,

ma non sono l’unico:

15    spero che un giorno tu ti unirai a noi

e il mondo sarà come un’unica cosa.


Immagina che non esista proprietà,

mi domando se sarà possibile:

nessun bisogno di avidità o cupidigia,

20    tutti gli uomini in fratellanza.

Immagina tutta la gente

condividere tutto il mondo….


Potresti dire che sono un sognatore,

ma non sono l’unico:

25    spero che un giorno tu ti unirai a noi

e il mondo sarà come un’unica cosa.


(traduzione di Alessandro Terreni)

 >> pagina 289 

a TU per TU con il testo

L’immaginazione è una fondamentale risorsa interiore, che i più giovani utilizzano, con naturalezza, al massimo grado. Poi, nel corso della vita, essa va gradualmente perdendosi: in un sistema sociale dove soprattutto efficienza e produttività vengono richieste e apprezzate, infatti, abilità più concrete prendono il sopravvento nell’età adulta e, piano piano, la fantasia, non esercitata, si indebolisce e può addirittura spegnersi se non viene più nutrita. La canzone di Lennon, allora, è soprattutto un invito a ripensare la realtà e al tempo stesso a non rinunciare alle suggestioni e alle idee che i sogni alimentano. È bene diffidare di quanti censurano le attese di un domani migliore come fisime di spiriti velleitari. Chi l’ha detto che le cose non possano cambiare? Quanta malafede alberga negli animi di quanti hanno sacrificato – per stanchezza? per scetticismo? – persino la speranza? Meglio peccare di ingenuità o di idealismo: splendide “malattie”, queste, che ti fanno credere con tutto te stesso che un altro mondo è possibile.

Analisi

Tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta un imponente movimento giovanile di protesta rivendicò, contro il rigido tradizionalismo della società e delle sue istituzioni, diritti maggiori e più ampie libertà. La contestazione si rivolgeva contro le forme e i valori del capitalismo, ma anche il comunismo sovietico, che all’epoca si presentava come l’unica alternativa a quel sistema, era considerato inadeguato e inaccettabile. Si trattò di una vera rivoluzione culturale che non interessò uno specifico gruppo sociale ma un’intera generazione: le manifestazioni, iniziate a metà degli anni Sessanta in America, contro la guerra in Vietnam, si allargarono ben presto alle università, alle fabbriche e alle piazze d’Europa accogliendo, via via, nuove istanze. Si chiedevano, oltre alla fine del conflitto, il riconoscimento dei diritti delle minoranze, una nuova morale sessuale, l’istituzione di modelli sociali che, in nome dell’egualitarismo, superassero distinzioni di pelle, di sesso, di ceto sociale, di religione e cultura.

Uno degli slogan del movimento era «L’immaginazione al potere». Si voleva, con questa espressione, prefigurare la fine delle vecchie forme di autorità, che imponevano ai giovani – senza considerare le loro personali aspirazioni – i doveri tradizionali della famiglia, del lavoro, della produzione e del consumo, auspicando al tempo stesso l’avvento di un mondo di uguaglianza e di pace dove ciascuno avrebbe potuto realizzare pienamente la propria umanità. La canzone, che esalta proprio il potere costruttivo dell’immaginazione, assume pertanto l’aspetto di un autentico manifesto che sintetizza, con efficacia e semplicità, i sogni di quella generazione.

 >> pagina 290 

Nel ritornello, l’autore si attribuisce il titolo di sognatore (vv. 13 e 23). Ma che cosa vuol dire questa parola? Nel linguaggio di tutti i giorni, dare del sognatore a qualcuno significa sottolineare, a volte con benevola sufficienza, più spesso con ironico disincanto, l’irrealizzabilità della sua visione, l’eccessivo idealismo della sua prospettiva, l’impraticabilità delle sue soluzioni. Per questo il sognatore viene spesso isolato, magari compatito, molte volte disprezzato: è il pazzo innocuo, il buffone patetico, lo stravagante inetto.

Ma, dice Lennon, le parole dei sognatori possono rimuovere i pregiudizi e generare nuove prospettive: persuadono gli scettici, scuotono i cinici. E se anche noi, che ascoltiamo la canzone, entriamo nella loro schiera, allora il mondo può veramente cambiare.

Il testo applica più volte uno schema di pensiero di sorprendente semplicità: facciamo come se ciò che c’è non ci fosse, e vediamo come potrebbero cambiare le cose. Si può allora facilmente vedere che l’autore articola la sua argomentazione in una prima parte, negativa, e in una seconda parte, positiva: tale schema viene ripetuto identico nelle tre strofe. La prima parte di ogni strofa, composta di quattro versi, si apre infatti sull’imperativo Immagina (che, nell’originale inglese, vale per la seconda persona singolare e plurale) e pone una serie di negazioni: è la voce della parte critica, della contestazione che dice “no” al mondo della paura, della violenza e dell’ingiustizia in cui ci troviamo.

Gli ultimi due versi di ciascuna strofa, introdotti da un ulteriore invito all’immaginazione, costituiscono a loro volta la parte positiva: quella in cui si sogna un mondo dove le persone vivano la pienezza del loro presente godendo delle gioie della vita; una civiltà senza violenza e guerra, in cui nessuno si senta in diritto di opprimere qualcun altro in nome di una verità e di una giustizia parziali; una società senza ricchi e senza poveri, come una famiglia in cui, fraternamente, le risorse vengano equamente ripartite.

Laboratorio sul testo

COMPRENDERE

1. Che cosa non deve esserci nella società ideale immaginata da Lennon, e che cosa invece è necessario che ci sia? Riassumi in non più di 4 righe il messaggio del testo.

ANALIZZARE E INTERPRETARE

2. Lennon è consapevole che l’immaginazione di un mondo migliore potrebbe essere solo un sogno, ma ha anche il conforto di una certezza e di una speranza: qual è questa certezza, e qual è la speranza? Rileggi con attenzione il ritornello.


3. Anche se non conosci bene la lingua inglese, avrai avuto modo di valutare dalla traduzione italiana – molto fedele, tra l’altro – lo stile del testo di questa canzone. Che cosa ne pensi? Ti sembra semplice o complesso? Le immagini e i concetti sono espressi in modo chiaro oppure no? A quale pubblico pensi che Lennon volesse rivolgere il suo invito a “immaginare”? Esponi le tue riflessioni su questi argomenti.

 >> pagina 291 

COMPETENZE LINGUISTICHE

4. Lessico. Indica per ciascuno dei seguenti sostantivi usati nel testo un aggettivo che abbia la stessa radice, seguendo l’esempio fornito per il primo termine.


a) paradiso paradisiaco
b) inferno  
c) nazioni  
d) religione  
e) avidità  
f) cupidigia  
g) mondo  

PRODURRE

5. Scrivere per esprimere. Prova a metterti nei panni di John Lennon e a scrivere tu un breve testo (anche in forma “poetica”, se lo desideri) in cui immagini come dovrebbe essere un mondo migliore di quello in cui stiamo attualmente vivendo. In alternativa, puoi assumere un punto di vista completamente diverso e raccontare perché questo è “il migliore dei mondi possibili”.

LETTERATURA E NON SOLO: SPUNTI DI RICERCA INTERDISCIPLINARE

CITTADINANZA E COSTITUZIONE

Imagine è diventata, da subito, uno degli inni dei movimenti pacifisti, che si oppongono alla guerra per motivi religiosi e morali: fai una ricerca sulla nascita di questi movimenti, agli inizi del XX secolo, e sulle loro diverse declinazioni.

SPUNTI PER DISCUTERE IN CLASSE

Imagine è una delle canzoni più conosciute al mondo, ed è spesso utilizzata come colonna sonora di trasmissioni televisive o spot pubblicitari: ti sembra che l’uso che ne viene fatto potenzi e diffonda il messaggio della canzone o che, al contrario, lo indebolisca e lo banalizzi? Dividetevi in due gruppi e organizzate un dibattito su questo argomento.

L’emozione della lettura - edizione gialla - volume B
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Poesia e teatro