T16 - Alla luna

T16

Alla luna

Canti, 14

Il testo, probabilmente del 1819 (lo stesso anno dell’Infinito T14, p. 108), è un doloroso monologo del poeta di fronte alla luna, eletta a confidente della propria angoscia.


Metro Endecasillabi sciolti.

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Audiolettura

O graziosa luna, io mi rammento

che, or volge l’anno, sovra questo colle

io venia pien d’angoscia a rimirarti:

e tu pendevi allor su quella selva

5      siccome or fai, che tutta la rischiari.

Ma nebuloso e tremulo dal pianto

che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci

il tuo volto apparia, che travagliosa

era mia vita: ed è, né cangia stile,

10    o mia diletta luna. E pur mi giova

la ricordanza, e il noverar l’etate

del mio dolore. Oh come grato occorre

nel tempo giovanil, quando ancor lungo

la speme e breve ha la memoria il corso,

15    il rimembrar delle passate cose,

ancor che triste, e che l’affanno duri!

Dentro il TESTO

I contenuti tematici

Il motivo principale dell’idillio è il ricordo, che percorre tutto il testo (il cui titolo originario era, non a caso, La ricordanza), come dimostra la ricorrenza di termini a esso connessi: io mi rammento (v. 1), la ricordanza (v. 11), il rimembrar (v. 15). Allo stesso modo che nella Sera del dì di festa ( T15, p. 114), la riflessione prende origine dalla vista di un notturno: in particolare, dalla sommità del colle il poeta si rivolge alla luna con un’apostrofe (O graziosa luna) collocata all’inizio del primo verso. Egli ricorda di essere stato nello stesso luogo, esattamente un anno prima, nella medesima condizione di disagio esistenziale. Eppure tornare con la mente al passato (nell’età giovanile, quando la speranza è ancora molta, come indicano i vv. 12-14, aggiunti successivamente dal poeta) produce una sensazione di dolcezza, anche se il dolore e lo stato di infelicità non sono cambiati: è come se la memoria avesse un valore lenitivo, suggerendo la presenza illusoria di un altro tempo – diverso e alternativo a quello uniforme della Storia – in cui sopravvivono i momenti della vita, altrimenti destinati a essere dimenticati.

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Le scelte stilistiche

Il lessico della poesia è caratterizzato da termini che presentano una chiara componente sentimentale ed emotiva, nella quale assume risalto l’elemento personale, evidenziato dalla frequenza di pronomi personali e aggettivi possessivi quali io (vv. 1 e 3), mi (vv. 7 e 10), mie (v. 7), mia (vv. 9 e 10), mio (v. 12).

Nel verbo “rimirare” (v. 3) c’è l’idea di una dolce consuetudine, quella di recarsi spesso sul colle (il monte Tabor, lo stesso dell’Infinito), di sera, per contemplare la luna, definita con gli attributi affettuosi graziosa (v. 1) e diletta (v. 10), e renderla partecipe del proprio dolore. Come si espresse Francesco De Sanctis, il poeta «entra in colloquio con la luna e, come un amante, le ricorda con precisione dov’era lei, dov’era lui, e come la guardava; e le confida che era triste, con una rassegnazione piena di grazia, sciolta la lacrima in un sorriso tenero: la graziosa luna diventa la sua luna, la sua diletta luna».

Verso le COMPETENZE

Comprendere

1 Fai la parafrasi della lirica.

Analizzare

2 Individua tutti i termini che afferiscono alle aree semantiche del dolore e del ricordo. Commenta poi in un breve testo queste scelte lessicali dell’autore in relazione all’argomento di questa poesia.

interpretare

3 A quale scopo il poeta presenta due volte un complemento vocativo (O graziosa luna, v. 1; o mia diletta luna, v. 10)?


4 Come già nell’Infinito (il naufragar, v. 15), anche qui Leopardi ricorre all’infinito sostantivato (il noverar, v. 11; il rimembrar, v. 15). È una scelta espressiva efficace? Perché, a tuo giudizio?

COMPETENZE LINGUISTICHE

5 Il termine noverar è ormai percepito come aulico e desueto: da quale suo derivato è stato sostituito? Hanno lo stesso identico significato? E quale altra espressione di uso comune ha la stessa origine?

Produrre

6 Scrivere per raccontare. Sei d’accordo con la tesi prospettata da Leopardi negli ultimi cinque versi della poesia, secondo cui da giovani, avendo molte speranze e pochi ricordi, la memoria, per quanto dolorosa, è comunque piacevole? Basandoti sulle tue esperienze personali, dirette e indirette, argomenta la tua risposta in un testo di circa 30 righe.

Vola alta parola - Giacomo Leopardi
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