L’autore

Vittorio Alfieri

Volli, e volli sempre, e fortissimamente volli

(Lettera responsiva a Ranieri de’ Calzabigi)

«Credo questo l’autore che fonderà la tragedia italiana»: così Alessandro Verri, importante animatore dell’Illuminismo milanese, scrive al fratello Pietro nel 1782, dopo aver assistito alla rappresentazione della tragedia alfieriana Antigone. Possiamo dire che aveva ragione: dando grande spazio alle pulsioni e alle crisi di coscienza che turbano, fino a stravolgerlo, l’io dei protagonisti, Alfieri è l’iniziatore di un teatro nuovo e originale in grado di confrontarsi con la migliore produzione europea.

Prendendo le mosse dai temi più discussi nel secolo dei Lumi, ma rimanendo sostanzialmente estraneo alle soluzioni proposte dagli intellettuali riformatori, Alfieri presenta un vero e proprio programma di educazione alla libertà, attaccando qualsiasi forma di potere assoluto. Nella sua riflessione, non priva di elementi utopistici, trova spazio anche la definizione di un nuovo ruolo dell’intellettuale: indipendente e lontano dalle stanze del potere, il letterato deve saper suscitare l’amore per la libertà e il desiderio di lottare per conquistarla.

Il tesoro della letteratura - volume 2
Il tesoro della letteratura - volume 2
Dal Seicento al primo Ottocento