SCOPRI L'OPERA - La cupola del Duomo di Firenze

rinascimento

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Filippo Brunelleschi

La cupola del Duomo di Firenze

Che cosa sappiamo?

La cupola del Duomo di Firenze, realizzata da Brunelleschi, è un’opera grandiosa, ancora oggi la più grande cupola in muratura esistente. Il duomo era stato costruito nell’arco di un secolo in dimensioni eccezionalmente ampie, tanto da diventare la chiesa più grande del mondo (oggi è la terza in Europa). Vinto il concorso indetto dall'Opera del Duomo, dal 1420 Brunelleschi, come un moderno architetto-ingegnere, assume l’intera responsabilità dell’immane cupola, dall’ideazione alla sua piena realizzazione, curando ogni dettaglio teorico e pratico. Per lui la soluzione per costruire una cupola tanto ampia, posta a un’altezza eccezionale da terra, è una sola: ricorrere a un sistema di ponteggi mobili, sospesi nel vuoto e agganciati direttamente sull’edificio che cresce.

Dopo sedici anni finalmente porta a termine l’impresa. Ancora per concorso, Brunelleschi riceve l’incarico della struttura conclusiva, la lanterna, ma muore nel 1446, prima di vedere l’opera conclusa.

Che cosa vediamo?

La cupola poggia su un tamburo rivestito a marmi bianchi e verdi intarsiati, come il resto della cattedrale. In ogni parete del tamburo si apre una finestra circolare che dà luce all’interno. Sotto al tamburo, quattro cupolette di rinforzo si alternano alle absidi del duomo. La cupola ha una forma ellittica ed è composta da otto spicchi o vele, a forma di trapezio isoscele. Ha due colori: il rosso delle tegole in cotto e il bianco dei costoloni di marmo e della lanterna, un tempietto in marmo, anch’esso ottagonale.

Le buche pontaie, usate per infilare i ponteggi, sono state lasciate a vista per agganciare nuove impalcature per restauri o altri interventi.

Leggiamo l’opera

La struttura. Il tamburo, a pianta ottagonale, è in muratura piena. La cupola invece è costituita da due calotte separate da un’intercapedine (spazio vuoto): un’invenzione geniale che alleggerisce la struttura.

  • La cupola interna è spessa oltre 2 metri e ha una funzione strutturale di sostegno.
  • La cupola esterna, che serve da copertura, si assottiglia verso l’alto fino allo spessore di 80 centimetri.

Le due calotte sono unite fra loro da uno scheletro interno, un’intelaiatura costituita da sproni verticali e archi orizzontali in muratura. I costoloni in marmo, che proseguono i pilastri del tamburo, corrispondono agli sproni ai margini delle vele. L’anello che chiude la cupola, detto “serraglio”, ha il compito di garantire la connessione delle due calotte e nello stesso tempo di sostenere la lanterna.

Un sistema di camminamen­ti, che attraversa l’intercapedine tra le due calotte, consente di raggiungere la sommità della cupola (da cui si gode uno straordinario panorama della città).

I materiali. La calotta interna è in mattoni, ben più leggeri della pietra, disposti a “spina di pesce”, cioè in obliquo in senso alternato con andamento a spirale: questo sistema permette di realizzare una struttura autoportante (che si sostiene da sola). Tegole in cotto rivestono la calotta esterna.

nel frattempo in... Persia

Fra Trecento e Quattrocento in Persia si realizzano cupole sferiche a doppia calotta, come quella del mausoleo del poeta e saggio Khoja Ahmed Yasawi fatto edificare dal sovrano turco Tamerlano e rimasto incompiuto alla sua morte nel 1405. La cupola, alta 28 metri con un diametro di circa 18 metri, è la più grande dell’Asia centrale, ma non raggiunge le dimensioni della cupola di Brunelleschi.

Le vie dell'arte - volume B
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Dalla preistoria a oggi