Storie. Il passato nel presente - volume 3

UN APPROCCIO STORIOGRAFICO APERTO AL MONDO I CAPITOLI Le APERTURE di capitolo La Grande guerra CAPITOLO 2 GUIDA&RISORSE PER LO STUDIO Per riprendere il filo All inizio del Novecento, le classi dirigenti del Vecchio continente erano orgogliose dei progressi tecnici e scientifici compiuti dalle loro società e si sentivano investite di una missione di civilizzazione globale. Nel primo decennio del secolo, tuttavia, le tensioni erano andate crescendo e le grandi potenze avevano avviato vasti programmi di riarmo, nella prospettiva che un conflitto generale fosse sempre possibile. La tenuta del sistema internazionale era stata incrinata dalla guerra russo-giapponese del 1904-05, seguita dalla rivoluzione nell Impero russo, dalle crisi marocchine del 1905 e del 1911, dall annessione austro-ungarica della Bosnia-Erzegovina, dalla rivoluzione dei Giovani turchi del 1908, dall attacco italiano all Impero ottomano e dalle due guerre balcaniche del 1912 e 1913. In tutti questi conflitti e nelle varie forme di nazionalismo che essi alimentarono, si trovano alcune delle principali cause che condussero alla crisi dell estate del 1914 e allo scoppio di una guerra di proporzioni globali. CAPITOLO 2 Per riprendere il filo Una rubrica d apertura per inquadrare il capitolo alla luce di quelli precedenti. videopresentazione 2.1 Una complessa partita diplomatica Guerra totale L attentato di Sarajevo A Sarajevo, il 28 giugno 1914, il giovane studente serbo-bosniaco Gavrilo Princip uccise con un colpo di pistola l erede al trono austro-ungarico, l arciduca Francesco Ferdinando, che si trovava in visita nel capoluogo della Bosnia-Erzegovina con la moglie Sofia [ 1]. Princip apparteneva a una società segreta di cospiratori nazionalisti che si riteneva collegata ai vertici militari dello Stato serbo. La Mano Nera , come veniva chiamata, aveva già compiuto numerosi attentati terroristici per colpire la credibilità delle autorità imperiali e fomentare moti nazionalisti. L annessione formale della Bosnia-Erzegovina all Impero austro-ungarico, avvenuta nel 1908, non era mai stata accettata dalla Serbia, la quale si era perciò trasformata nello Stato catalizzatore del risentimento antiasburgico della regione. Inoltre, il nazionalismo serbo tendeva a intrecciarsi con lo iugoslavismo, il movimento che aspirava a riunire sotto uno stesso Stato tutti gli slavi del Sud, ossia serbi, sloveni, croati, bosniaci, montenegrini e macedoni. La riflessione intorno alla guerra totale intesa come forma propria della guerra moderna è stata avviata, negli anni Trenta del Novecento, da uno dei protagonisti della Grande guerra, il generale tedesco Erich von Ludendorff. Egli affermava che la guerra totale prevedeva il pieno e sistematico coinvolgimento della società civile nello sforzo bellico, la completa mobilitazione delle risorse economiche del paese, l indiscussa subordinazione del potere politico a quello militare. La Grande guerra fu la prima vera esperienza di guerra totale, con il superamento della tradizionale distinzione tra il fronte e le retrovie: anche la popolazione era considerata un obiettivo militare e doveva essere colpita di conseguenza. Infatti, un altissimo numero di civili fu oggetto di rappresaglie, di deportazioni, di uccisioni di massa. La violenza della Prima guerra mondiale (1914-18) sarebbe stata superata soltanto dalla Seconda guerra mondiale (1939-45), esperienza ancora più completa e brutale di guerra totale, in cui le vittime civili superarono quelle militari. le parole della storiografia La fine di quarant anni di pace I contenuti digitali del capitolo sempre a disposizione inquadrando il QR code. PERCORSO VISIVO La Grande guerra  Passato alla storia con la denominazione di Prima guerra mondiale, per i contemporanei il conflitto iniziato nel 1914 fu semplicemente la Grande guerra . Esso chiuse un periodo di pace di oltre quarant anni, seguito alla guerra tra la Francia di Napoleone III e la Confederazione germanica del Nord (1870-71). L ultimo conflitto che aveva coinvolto tutte le grandi potenze europee risaliva all età di Napoleone I e si era concluso addirittura un secolo prima, nel 1815. Non stupisce quindi che in Europa, nell estate del 1914, quasi nessuno si aspettasse lo scoppio di un conflitto di tipo completamente nuovo per durata, vastità e brutalità. Militari, politici, intellettuali e giornalisti europei erano tutt al più convinti che la guerra sarebbe stata breve e avrebbe inaugurato una nuova era di pace. Le loro previsioni si rivelarono completamente sbagliate. La Grande guerra le parole della storiografia [ 1] L attentato di Sarajevo Gavrilo Princip ferisce a morte l erede al trono austro-ungarico; copertina de La Domenica del Corriere del luglio 1914. 75 Una selezione di parole per arricchire il lessico storico e delinearlo alla luce della storiografia recente. La TRATTAZIONE è strutturata per favorire concentrazione e apprendimento. Il nazionalismo dei socialisti europei crediti di guerra Dotazione finanziaria, approvata dai parlamenti nazionali, finalizzata a condurre lo sforzo bellico. TRA GUERRA E RIVOLUZIONE [1899-1924] La Grande guerra In difesa della patria Alla partenza delle truppe per il fronte, le capitali europee furono investite da un ondata di nazionalismo alimentata dalle correnti culturali irrazionaliste e vitaliste che si erano diffuse nei decenni precedenti [f cap. 0.3] e che aspiravano a restituire nuova energia alle decadenti società borghesi. In questo senso giocarono un ruolo rilevante molti intellettuali, che si mobilitarono per la difesa della patria . Questo clima pervase tutta la società, travolgendo persino la Seconda Internazionale socialista, che in nome del pacifismo e della solidarietà di classe fra i lavoratori aveva più volte ribadito la propria opposizione di principio alla guerra come strumento di risoluzione delle controversie tra Stati, impegnandosi a convocare uno sciopero generale laddove si fosse profilato l aprirsi di un conflitto europeo. I socialisti di quasi tutti i paesi aderirono invece al patriottismo dominante e si schierarono a fianco dei propri governi nazionali. Il 31 luglio l assassinio, avvenuto per mano di un militante nazionalista, del capo del partito socialista francese Jean Jaurès, notoriamente impegnato per la soluzione pacifica della crisi, divenne l emblema degli eventi in corso. Un Congresso unitario dell Internazionale, da tempo programmato prima a Vienna e poi a Parigi per la fine di luglio, non fu mai convocato. Il Partito socialdemocratico tedesco votò i crediti di guerra al Reichstag il 4 agosto, avvallando di fatto l ingresso nel conflitto e decretando in pratica la fine della Seconda Internazionale. Il Partito socialista francese rispose con l adesione all Union sacrée, un alleanza che riuniva tutte le forze politiche a sostegno dell intervento militare della Francia. Dalla guerra di movimento... Nell arco di alcune settimane, grazie soprattutto a un uso massiccio delle reti ferroviarie che attraversavano ormai molte regioni d Europa, furono mobilitati milioni di uomini. Tra i due schieramenti nemici gli Imperi centrali e l Intesa  vennero aperti tre principali fronti di guerra [ 3]. [ 3] I fronti di guerra nel 1914 [ 4] La battaglia della Marna [ CAPITOLO 2 Il fronte balcanico: Impero austroungarico e Serbia Il fronte occidentale: Germania e Francia Il fronte orientale: Imperi austroungarico, tedesco e russo 5] La battaglia di Tannenberg Triplice Intesa Alleati degli Imperi centrali Alleati dell Intesa Svezia Stati rimasti neutrali per tutta la durata del conflitto Territorio occupato dagli Imperi centrali Principali battaglie Regno Unito Offensiva degli Imperi centrali Offensiva delle forze dell Intesa Marna Parigi Paesi Bassi Praga rzo ma Vienna Marsiglia Monaco Madrid Roma Spagna Italia Algeria Lago d Aral Kiev Galizia Przemy l 191 4-1 5 Impero austro-ungarico Bosnia Sarajevo Gibilterra (Regno Unito) Mosca Laghi Masuri Varsavia Svizzera Trentino Mar Caspio 1914-15 Romania Serbia Mar Nero Bulgaria Albania Impero ottomano Grecia Tangeri Marocco Pietrogrado Riga Impero russo Tannenberg Berlino Belgio Impero tedesco 14 Francia Portogallo Helsinki Mar Baltico Mare del Nord Danimarca Copenaghen Londra Limiti dell offensiva nel 1914-15 Oceano Atlantico Finlandia Norvegia Limiti dell offensiva nel 1914-15 Tunisia Malta (Regno Unito) Africa occidentale francese Libia (Italia) 78 Sul versante balcanico l Impero austro-ungarico preparò la spedizione punitiva contro la Serbia. Le difficoltà incontrate dall esercito asburgico furono tuttavia superiori alle previsioni e le truppe serbe riuscirono a respingere il nemico fuori dai confini nazionali. Sul versante occidentale fu invece l Impero tedesco ad assumere l iniziativa militare, attaccando il Belgio, che pure si era dichiarato neutrale, per farsi strada verso la Francia. Fin dal 1905, il capo di Stato maggiore dell esercito tedesco, Alfred von Schlieffen (1833-1913), ossessionato dalla prospettiva dell accerchiamento del paese, aveva elaborato un piano per evitare il rischio di una guerra su due fronti, a est e a ovest. Il piano Schlieffen prevedeva che si compisse un agile manovra, incurante della neutralità dei Paesi Bassi e del Belgio, per conquistare rapidamente la Francia e poter poi rivolgere tutte le truppe contro l Impero russo. I tedeschi penetrarono rapidamente nella regione francese della Champagne, puntando direttamente sulla capitale Parigi. Tuttavia, quando l esito dell invasione sembrava ormai segnato, i francesi fermarono l avanzata tedesca nella battaglia della Marna [ 4] (un affluente della Senna), a metà settembre, portando a un assestamento del fronte. Sul versante orientale la guerra era combattuta su spazi più ampi e fu caratterizzata, almeno all inizio, da una maggiore mobilità rispetto al fronte occidentale. Dopo una serie iniziale di rovesci, sul finire di agosto le truppe tedesche riuscirono a consolidare, grazie alla battaglia di Tannenberg [ 5] e a quella dei laghi Masuri, le proprie posizioni nella Prussia orientale. I russi invece sfondarono nella Galizia asburgica, costringendo gli austro-ungarici a una battaglia difensiva, finché l intervento tedesco non consentì, anche qui, di stabilizzare il fronte: in particolare, una lunga battaglia si svolse intorno alla fortezza di Przemys l, nella Galizia meridionale, assediata dai russi dal settembre 1914 al marzo 1915. Islanda Imperi centrali nov. 1 9 Il glossario scioglie i dubbi linguistici durante la lettura. SEZIONE I PERCORSO VISIVO I titoli dei sottoparagrafi e le glosse del colonnino guidano lo studio e presentano i contenuti per una lettura veloce e per il ripasso. Ma r M Creta (Grecia) edit erran eo Rodi (Italia) Persia Cipro (Regno Unito) Golfo Persico Soldati francesi durante la battaglia della Marna. Soldati russi guadano un fiume durante la battaglia di Tannenberg. Egitto (Regno Unito) 79 Il percorso visivo propone una storia da vedere oltre che da leggere: immagini commentate e grandi carte storico-geografiche per collocare gli eventi nello spazio e nel tempo.
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