Edgar Degas

L’OTTOCENTO

Edgar Degas

Pittore e scultore, Degas (Parigi 1834-1917) partecipa da protagonista al dibattito e alle mostre dell’arte impressionista, ma conserva una notevole libertà di espressione, che lo porta a realizzare opere con tecniche innovative, come il pastello in pittura o la cera in scultura.
Degas crea effetti luminosi originali e ritrae le scene da punti di vista particolari: riprende le figure dall’alto, o dal basso, o in posizione diagonale molto ravvicinata. Predilige i soggetti della vita quotidiana, le corse dei cavalli e, soprattutto, la danza.

Passi di danza: dalle fotografie alle tele

Assiduo frequentatore dei teatri, Degas rappresenta nei minimi dettagli le ballerine mentre provano i passi o durante lo spettacolo. I suoi dipinti “fotografano” le figure bloccandole in un determinato movimento; del resto, per ricordare una scena o fissare la posizione di un corpo, l’artista scatta spesso fotografie che poi usa come “appunti visivi” per eseguire i quadri.
Ne è un esempio il dipinto che ritrae una danzatrice con un mazzo di fiori in mano, colta mentre è in equilibrio sulla punta di un piede (1). Si tratta evidentemente della prima ballerina che, terminato lo spettacolo, avanza per ricevere gli applausi del pubblico; le luci del palco che le illuminano il volto – dipinto all’incrocio tra la posizione di gambe e braccia – sono rese magistralmente con l’utilizzo di un pastello bianco. Le ballerine sullo sfondo, tutte fissate in posizioni differenti, contribuiscono a dare un senso di movimento alla scena.

Una scultura polimaterica

Per Degas esiste un legame molto stretto tra pittura e scultura; accanto alle tele, l’artista realizza infatti numerose figure tridimensionali di ballerine, modellate nella cera e completate da dettagli realistici come i capelli veri o i tutù di tulle. Solo alcune di queste opere vengono poi replicate in bronzo. La giovane danzatrice qui a fianco (2) è ritratta fedelmente nell’ espressione concentrata del volto e in una posizione caratteristica della danza classica.

Il filo dell’arte - volume B
Il filo dell’arte - volume B
Dalla Preistoria ai nostri giorni