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Divina Commedia Dentro il testo I CONTENUTI TEMATICI Poesia d amore e lussuria Il tema centrale del canto XXVI del Purgatorio è quello della poesia d amore. Dante si trova nella cornice dei lussuriosi, ovvero coloro che amarono troppo i piaceri sessuali, sia secondo sia contro natura (sodomiti). Qui incontra due dei più grandi poeti delle generazioni precedenti la sua: Guido Guinizzelli, maestro dei dolci detti, e il provenzale Arnaut Daniel. Guinizzelli è il padre della poesia del Dolce Stilnovo, ovvero di quel movimento culturale che vedeva nell amore per la donna angelo il tramite per giungere a Dio: a Dante ora appare chiaro che quel tipo di amore era ancora troppo terreno , troppo legato al desiderio carnale acceso dalla bellezza della donna. Ecco perché Guinizzelli si trova in questa cornice del Purgatorio, appunto tra i lussuriosi. Il rischio di superbia L altro aspetto peccaminoso della poesia stilnovista era quello della superbia, della vanagloria: il senso di esaltazione provato da quegli autori per sentirsi capaci di scrivere versi raffinati portava alla convinzione di meritare l ammirazione, e innescava dunque la competizione per il desiderio di essere stimato il migliore in assoluto. Ecco perché Guinizzelli, ormai pentito di tutto ciò, non appena Dante lo elogia come il maestro dei poeti della sua generazione, indica modestamente qualcuno che fu migliore di lui: la superbia poetica non gli appartiene più. Infatti è lui il primo a individuare tra le altre anime uno scrittore più bravo di lui. La sua unica vera preoccupazione è quella di raggiungere Paradiso al più presto il Parad a iso e si raccomanda infatti con Dante di pregare per lui. Anche il poeta provenzale Arnault Daniel non perde tempo a vantarsi dell eccellenza riconosciutagli da Guinizzelli, e tutte le sue parole esprimono il pentimento per la follia d un tempo (passada folor, v. 143), ovvero per le sregolate passioni amorose della sua vita, quelle esaltate nella sua poesia: adesso, con gli altri penitenti della cornice, va cantando un inno religioso, piangendo per i propri peccati e pensando solo alla felicità che lo attende in Paradiso. Passada folor: una riflessione sulla poesia Anche il pellegrino Dante ripensa al proprio percorso di poeta. Nonostante sia ancora vivo, egli affronta il cammino di espiazione come un anima del Purgatorio, pentendosi dei propri peccati e riflettendo sugli errori giovanili (come si vedrà nel XXX canto del Purgatorio quando ammetterà i propri peccati di fronte a Beatrice) e dimostra di aver mutato profondamente la concezione della poesia e delle sue finalità. Dante non ripudia del tutto il Dolce Stilnovo: sebbene i contenuti di quella poesia fossero impuri , tuttavia si trattò di una scuola di tecnica lirica alta e raffinata. E infatti Dante non perde l occasione per ribadire la sua opposizione, già espressa nel De Vulgari Eloquentia, al filone poetico di Guittone d Arezzo e Giraut de Bornelh, e per affermare la superiorità della nuova scuola alla quale lui stesso appartenne, omaggiando i maestri Guinizzelli e Arnaut Daniel. Da giovane vedeva Beatrice con gli occhi della passione terrena, seppur considerando la bellezza della donna la via per arrivare a Dio. E forse la coscienza della propria abilità tecnica come versificatore lo aveva fatto inorgoglire. Adesso però la sua arte deve tendere a un impresa ben più edificante e impegnativa: sta scrivendo la Commedia, ovvero il racconto del suo viaggio verso Dio, un racconto che spiega all umanità come purificarsi e salvare la propria anima. La sua poesia adesso è direttamente al servizio della volontà divina, tutta la sua abilità come scrittore deve servire il progetto di Dio per salvare le anime degli uomini mostrando loro la via del Bene; e la Beatrice che Dante sta per rincontrare a dieci anni dalla morte non è più una donna terrena ma la guida allegoria della Teologia che conduce a Dio. Canzoniere Palatino con le rime di Guido Guinizzelli, miniatura, XIII secolo.

Antologia della Divina Commedia
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