Antologia della Divina Commedia

Divina Commedia 66 Quando vidi costui nel gran diserto, «Miserere di me , gridai a lui, «qual che tu sii, od ombra od omo certo! . [64-66] Quando vidi costui nel vasto (gran) deserto (diserto) gli gridai: «Abbi pietà (Miserere) di me, chiunque tu sia (qual che tu sii), ombra o uomo vivo! . 69 Rispuosemi: «Non omo, omo già fui, e li parenti miei furon lombardi, mantoani per patr a ambedui. [67-69] Mi rispose: «Non [sono] un uomo (omo), lo fui un tempo (già fui), e i miei genitori (parenti) furono dell Italia settentrionale (lombardi), entrambi mantovani per luogo di nascita. 72 Nacqui sub Iulio, ancor che fosse tardi, e vissi a Roma sotto l buono Augusto nel tempo de li dèi falsi e bugiardi. [70-72] Nacqui al tempo in cui governava Giulio Cesare (sub Iulio), sebbene (ancor ) nell ultimo periodo (tardi ), e vissi a Roma durante il principato del valente Augusto, nel tempo degli dèi falsi e ingannevoli. PERSONAGGI VIRGILIO Publio Virgilio Marone (Mantova 70 a.C.-Brindisi 19 a.C.) fu uno dei più importanti scrittori della civiltà letteraria classica in lingua latina. A lui si devono le Bucoliche, una raccolta di poesie di argomento pastorale , ossia ambientate in campagna e incentrate sulla vita dei pastori (una vita idealizzata fatta di poesia, passeggiate nei boschi e amori per le belle ninfe), e le Georgiche, un poema sul lavoro nei campi, la coltivazione del grano, la cura della vigna, l allevamento del bestiame. Ma, soprattutto, Virgilio scrisse l Eneide, il celebre poema epico in cui sono narrate le avventure di Enea che, dopo la distruzione di Troia, fugge con il vecchio padre Anchise e il glio Ascanio e, attraverso varie vicissitudini, giunge in ne sulle coste del Lazio, dove fonda la comunità dalla quale nascerà la città di Roma. Per tutto il Medioevo, il poema di Virgilio fu letto e commentato come capolavoro letterario, ma anche come se fosse una segreta raccolta di insegnamenti morali. Attraverso la lettura allegorica, il viaggio di Enea fu interpretato come il percorso dell anima che sfugge ai peccati e riesce a tornare a Dio: per questo Virgilio venne considerato uno dei grandi sapienti dell antichità che, benché pagani, avevano ricevuto da Dio un illuminazione sulle verità del Cristianesimo. Dante riprende la gura storica di Virgilio così come gli era stata 65. Miserere: questo verbo latino era ben noto ai lettori del tempo perché impiegato nelle celebrazioni liturgiche nell espressione Miserere mei ( Abbi pietà di me , rivolta a Dio), derivata da uno dei Salmi della Bibbia (Salmi, LI, v. 1). Virgilio rappresenta la Ragione umana, uno degli strumenti che Dio ha donato all uomo per guidarlo verso il bene: per questo Dante si rivolge a lui chiedendo pietà e aiuto. 66. ombra ... certo: Dante non sa chi si trova di fronte e nemmeno se si tratti di uno spirito o di un uomo certo , in carne e ossa. 20 trasmessa da una lunga tradizione di studi e la fa diventare la guida che condurrà Dante-personaggio attraverso l Inferno e il Purgatorio, spiegandogli le leggi dell aldilà, illustrando il signi cato di molte delle cose che vedranno, rivelandogli i particolari ignoti della vita dei dannati. Soprattutto, Virgilio diviene l allegoria della Ragione umana e le sue parole saranno costantemente la prova della capacità che ha la mente dell uomo anche priva della rivelazione delle verità religiose, ma solo ri ettendo in maniera loso ca sulla realtà di distinguere il Bene dal Male e di comprendere l esigenza di compiere sempre e comunque l azione giusta, anche se non conveniente, perché capace di garantire la soddisfazione morale che è la vera essenza della felicità. Virgilio, in quanto pagano, non può accedere al regno celeste: scopriremo infatti nel canto IV dell Inferno che l anima del grande poeta latino dimora per l eternità nel nobile castello , sede delle anime di loso , guerrieri, eroi e pensatori che non furono cristiani e quindi non sono ammessi in Paradiso, ma che tuttavia furono persone giuste, capaci di agire in modo saggio grazie alla propria sapienza e fermezza d animo. Esse si trovano in una zona dell Antinferno in cui rimarranno per sempre; nessun demone li tormenta, ma saranno in eterno prive di ciò che più bramano: la visione di Dio. 67. Non omo, omo già fui: si noti la struttura a chiasmo*, con gli elementi della frase disposti in ordine inverso: non omo (avverbio di negazione + sostantivo), omo già (sostantivo + avverbio di tempo). 70-72. Nacqui ... bugiardi: Virgilio dichiara di essere un ombra (omo già fui) e informa Dante di essere nato da genitori (parenti, parola latina italianizzata) mantovani, cioè provenienti da una zona che, adeguandosi alla lingua del suo interlocutore, chiama Lombardia (ai tempi di Virgilio l Italia settentrionale si chiamava Gallia cisalpina). Afferma inoltre di essere nato sub Iulio, cioè sotto Giulio Cesare (altra espressione latina), ma nell ultimo periodo della sua vita. Virgilio era infatti nato nel 70 a.C., e quindi alla morte di Cesare (44 a.C.) aveva solo venticinque anni. Spiega infine di aver vissuto durante l impero di Augusto per il quale esprime una profonda ammirazione (buon, nel senso di eccellente , grande ) , quando il Cristianesimo ancora non esisteva e si veneravano gli dèi pagani, che ora giudica falsi e ingannevoli .

Antologia della Divina Commedia
Antologia della Divina Commedia