2. I COMPLEMENTI USATI ESCLUSIVAMENTE COME ARGOMENTI

2 | I COMPLEMENTI USATI ESCLUSIVAMENTE COME ARGOMENTI

       Il complemento oggetto

Scopri la grammatica

Leggi le frasi e poi rispondi alle domande.
Ho incontrato Marcella.
Ho assaggiato il sushi.
  • Nelle due frasi, oltre al soggetto (sottinteso, io), riconosci altri argomenti?
  • Le due frasi avrebbero senso se fossero costituite soltanto dal soggetto e dal verbo?

Un’espressione come ho incontrato non avrebbe alcun senso, perché il verbo incontrare, che è bivalente, per avere senso compiuto richiede la persona che compie l’azione di incontrare (cioè il primo argomento, il soggetto) e poi un secondo argomento, cioè la persona (in questo caso Marcella) che è oggetto dell’incontro. Questo secondo argomento prende il nome di complemento oggetto.


Lo stesso vale per la seconda frase, che richiede un primo argomento (il soggetto) e un secondo argomento, rappresentato dalla cosa oggetto dell’assaggio: in questo caso il sushi, che è il complemento oggetto.


Il complemento oggetto indica la persona, l’animale o la cosa su cui ricade l’azione espressa dal verbo; risponde alla domanda: chi o che cosa? La domanda, tuttavia, va posta soltanto dopo aver individuato il soggetto della frase, in modo tale da non confondere il soggetto con il complemento oggetto:


Il complemento oggetto serve a completare il significato di un verbo transitivo attivo e dunque ha sempre valore di argomento e fa sempre parte della frase minima. È un complemento diretto, ovvero non è mai introdotto da alcuna preposizione.


Ricorda di non confondere l’articolo partitivo [ p. 212] con la preposizione articolata formata da di + il:

 >> pagina 507 

Esistono anche altri complementi non introdotti da preposizioni: come puoi distinguere, tra questi, il complemento oggetto? Considera le frasi seguenti:

 Anna arriva lunedì.

 I pacchi sono stati spediti il 3 luglio.


Lunedì, anche se è un complemento non introdotto da alcuna preposizione, non può essere il complemento oggetto, perché non risponde alla domanda: chi o che cosa? Arrivare, infatti, è un verbo intransitivo. Lunedì è un complemento di tempo (risponde alla domanda: quando?).


Il 3 luglio, anche se è un complemento non introdotto da alcuna preposizione, non può essere il complemento oggetto, perché non risponde alla domanda: chi o che cosa? Sono stati spediti, infatti, è una forma passiva. Il 3 luglio è un complemento di tempo (risponde alla domanda: quando?).

Alcuni verbi, solitamente intransitivi, possono ammettere il cosiddetto complemento dell’oggetto interno [ p. 15], ovvero costituito da un nome che condivide la stessa radice del verbo o che ha un significato molto vicino a quello del verbo da cui dipende:

 vivere una vita spericolata

 dormire sonni tranquilli

 salire / scendere le scale


Il complemento oggetto non può mai essere costituito da un avverbio. In una frase come Cammina velocemente, l’avverbio velocemente non risponde alla domanda: chi o che cosa?, ma alla domanda: come? È infatti un complemento di modo.

       La posizione del complemento oggetto

Qual è la posizione del complemento oggetto nella frase? Considera i seguenti esempi.

1. Hai ascoltato la canzone?

2. Ti è piaciuta la canzone | che hai ascoltato?

3. Che cosa hai ascoltato?

4. Quale canzone hai ascoltato?

5. L’hai ascoltata?


Il complemento oggetto è collocato quasi sempre subito dopo il verbo (come nella frase 1), a meno che non sia costituito da un pronome relativo (come nella proposizione relativa della frase 2: che hai ascoltato = hai ascoltato la canzone) o interrogativo (frase 3) o esclamativo, oppure non abbia come attributo un aggettivo interrogativo (frase 4) o esclamativo, oppure non sia un pronome personale debole (frase 5). A proposito di quest’ultimo caso, ricorda però che, con il verbo nei modi imperativo, infinito, gerundio e participio passato, il pronome debole complemento oggetto si trova dopo il verbo, attaccato a esso:

 Prendilo!

 Puoi prenderlo.

 Prendendolo.

 Presolo.

 >> pagina 508 

Esiste un altro caso in cui il complemento oggetto può essere anticipato rispetto al verbo:

 I compiti li ho fatti.

 Un bel pasticcio hai combinato!


In casi come questi, tipici soprattutto della lingua parlata, o della scrittura informale, ma da evitarsi nella lingua scritta formale, il complemento oggetto è considerato talmente al centro dell’attenzione degli interlocutori da poter essere anticipato, e poi spesso (come nel primo esempio) ripreso da un pronome debole (li). È possibile, in contesti ancora più informali, anche invertire l’ordine dei sintagmi, ovvero collocare il complemento oggetto nella sua normale posizione dopo il verbo, anticipandolo, però, con un pronome debole:

 Li ho fatti i compiti.


La costruzione del primo tipo (I compiti li ho fatti) prende il nome di dislocazione a sinistra (perché il complemento oggetto si trova a sinistra del verbo), mentre quella del secondo tipo si chiama dislocazione a destra (con il complemento oggetto a destra del verbo, ma anticipato da un pronome debole). La dislocazione a destra, possibile soltanto nello scritto informale o che voglia imitare il parlato, è spesso scritta con una virgola che precede il complemento oggetto: Li ho fatti, i compiti.

Pillole di punteggiatura

Poiché il complemento oggetto, così come il soggetto, è strettamente legato al verbo, visto che ne costituisce uno degli argomenti fondamentali, esso non va separato dal verbo con alcun segno di punteggiatura:

 Rosella ama la chimica.

 Enrico ha perso la penna.


Fanno eccezione gli incisi, ovvero i sintagmi posti in mezzo alla frase che separano elementi di norma vicini. L’inciso va sempre separato, con la virgola, da quanto lo precede e da quanto lo segue:

 Rosellala mia amicaama la chimica;

 Enrico ha persocome al solitola penna.

 >> pagina 509 
Saper usare la lingua
Il complemento oggetto nell’italiano parlato

Nell’italiano parlato in alcune regioni si possono sentire frasi come Ho visto a MariaSenti a meChiama a tua sorella e simili. Queste frasi vanno assolutamente evitate nell’italiano scritto e nel parlato formale. Dato che il complemento oggetto è un complemento diretto, cioè senza preposizione, le forme corrette sono: Ho visto MariaSenti me (oppure Sentimi), Chiama tua sorella.


Nel parlato sono frequenti anche espressioni come A me convince (o A me mi convince), A te non persuade (o A te non ti persuade), A me ha colpito la tua osservazione (o A me mi ha colpito...). Anche queste costruzioni vanno assolutamente evitate nello scritto; possono essere sostituite con Mi convinceNon ti persuade (o Non sei persuaso da...), Mi ha colpito.

       Il complemento di termine

Scopri la grammatica

Leggi le frasi e poi rispondi alle domande.
Luigi ha dato le chiavi a Nunzia.
Laura pensa alle vacanze.
  • Qual è la funzione del sintagma in colore in ciascuna frase? 
  • Secondo te, le due frasi sono frasi minime? Motiva la tua risposta.

Alcuni verbi, in certi contesti, necessitano, oltre al complemento oggetto, anche di un altro complemento, che indichi, per esempio, la persona a cui viene dato qualcosa. Sono verbi come dare, regalare, attribuire ecc. In questi casi, l’azione ha come termine ultimo proprio il destinatario (cioè la persona, l’animale o la cosa a cui viene dato qualcosa oppure a cui è destinata l’azione espressa dal verbo). Il complemento che esprime questo termine ultimo si chiama complemento di termine e risponde alla domanda: a chi o a che cosa? A chi ha dato le chiavi Luigi? A Nunzia. A che cosa pensa Laura? Alle vacanze. Senza l’informazione fornita dal complemento di termine, la frase non è completa. Dunque, entrambe le frasi all’inizio di questo paragrafo sono frasi minime.


Il complemento di termine non si accompagna soltanto al complemento oggetto. Si trova spesso anche con verbi intransitivi (come pensare, credere, interessarsi, piacere):

 Non ha creduto alle mie storie.

 Si interessa alla politica.

 A Luca piace il nuoto.

 Non mi piacciono i fiori recisi.


Il complemento di termine è un complemento indiretto e può essere introdotto soltanto dalla preposizione a (e, ovviamente, dalle preposizioni articolate al, alla ecc.).


La preposizione a manca quando il complemento di termine è costituito da un pronome debole:

 Luca ti ha fatto un piacere.

 Maria dice sempre la verità: puoi crederle.


Quando invece il complemento di termine è costituito da un pronome forte, la preposizione a è obbligatoria:

 Luca ha fatto un piacere a te.

 Maria dice sempre la verità: a lei puoi credere.


Nel caso di complemento di termine costituito dal pronome relativo cui, la preposizione a è facoltativa:

 Stasera vedrò Mara, cui / a cui ho regalato un braccialetto.


Oltre che da verbi transitivi (attivi e passivi: Il permesso è stato dato a me) e da verbi intransitivi, il complemento di termine può dipendere anche da alcuni aggettivi che indicano somiglianza, vicinanza, disposizione e simili:

 La tua amica è simile a te.

 Questo libro non è adatto a Giacomo.

 Luca è allergico ai gatti.


Come puoi vedere dagli esempi, il complemento di termine è parte integrante del sintagma da cui dipende, perché serve a completarne il significato. Potresti dire La tua amica è simile? No, perché la frase sarebbe incompleta, cioè ti chiederesti: simile a chi, a che cosa? Esattamente come se al posto dell’aggettivo simile ci fosse il verbo assomigliare: La tua amica assomiglia (a chi?). Dunque, in questo caso, il complemento di termine è un argomento dell’aggettivo e come tale fa parte della frase minima:

Anche se, apparentemente, negli altri esempi l’aggettivo può avere senso compiuto anche senza il complemento di termine (un libro adatto, una persona allergica), in realtà in questo contesto specifico è necessario un argomento che chiarisca a chi sia adatto quel libro, a che cosa sia allergico Luca. Dunque, anche nelle altre due frasi, il complemento di termine ha valore argomentale. Come abbiamo già detto per i verbi [ p. 440], la valenza non è mai un valore assoluto, ma cambia a seconda della frase che si sta analizzando; per esempio un aggettivo come adatto, o allergico, non ha sempre bisogno di tutti i suoi argomenti per avere senso compiuto.


Come il complemento oggetto, anche il complemento di termine ha sempre valore argomentale e fa quindi sempre parte della frase minima.

 >> pagina 511 
       La posizione del complemento di termine

Considera le frasi seguenti:

1. Sandra ha prestato gli orecchini a Giorgia.

2. Sandra ha prestato a Giorgia gli orecchini.

3. Sandra a Giorgia ha prestato gli orecchini.

4. A Giorgia Sandra ha prestato gli orecchini.


Il complemento di termine si trova spesso dopo il verbo e, nel caso di verbi transitivi, dopo il complemento oggetto (frase 1). Tuttavia, se si vuole sottolineare il ruolo del destinatario nella frase, il complemento termine può essere anticipato prima dell’oggetto (frase 2), prima del verbo (frase 3) e addirittura prima del soggetto (frase 4).


Se il complemento di termine è costituito da un pronome personale debole, esso precede sempre il verbo: Gli ho dato retta; Le ho parlato. Il pronome loro, con valore di complemento di termine, di solito segue il verbo, ma a volte può trovarsi tra l’ausiliare e il participio passato: Ho intimato loro di tacere = Ho loro intimato di tacere.


Con il verbo nei modi imperativo, infinito, gerundio e participio passato, il pronome debole complemento di termine si trova dopo il verbo, attaccato a esso: Devo parlarti.


In questi ultimi casi, e nel caso di coppie di pronomi deboli (me lo, te lo, glielo), il complemento di termine precede sempre il complemento oggetto:

 Non posso prestarti il motorino.

 Non vuole darmelo.

 LO SAPEVI? 

Considera questi esempi:

 Mio nonno è sopravvissuto alla guerra.

 A me piace la cioccolata.

 Ho dato il quaderno a Rita.


Che cosa hanno in comune i complementi evidenziati in colore? Esprimono relazioni logiche e di senso molto diverse tra loro, che hanno in comune soltanto il fatto di essere tutte introdotte dalla preposizione a.


Nel caso di sopravvivere a, in particolare, il complemento retto dal verbo non ha nulla a che fare con il concetto di destinazione espresso dal complemento di termine classico. Infatti, in una frase come Mio nonno è sopravvissuto alla guerra, potremmo sostituire il verbo intransitivo sopravvivere con un verbo transitivo come superare o passare:

 Mio nonno ha superato / passato la guerra.


Potremmo, quindi, chiamare il complemento alla guerra non complemento di termine, bensì complemento oggetto preposizionale o oggetto preposizionale o oggetto indiretto. In analisi logica definiamo, comunque, anche questi casi come complemento di termine.

 >> pagina 512 
La torre di Babele

Il complemento oggetto preposizionale

Non tutte le lingue usano le stesse preposizioni dell’italiano, cioè non tutte esprimono i complementi allo stesso modo. Alcuni verbi transitivi in italiano, per esempio, sono intransitivi in inglese, e viceversa.

Italiano Inglese

 Mio nonno è sopravvissuto alla guerra My grandfather survived the war.

 Sto ascoltando una canzone I am listening to a song.

 Sto guardando le stelle I am looking at the stars.

 Sto giocando a pallone I am playing football.


Come vedi, il verbo sopravvivere è intransitivo in italiano, mentre è transitivo in inglese (survive). I verbi ascoltare e guardare, transitivi in italiano, sono intransitivi (nel senso che si costruiscono con una preposizione) in inglese, perché il verbo listen richiede la preposizione to, mentre il verbo look richiede la preposizione at. Pertanto to a song e at the stars sono, in inglese, complementi oggetto preposizionali.


Nella frase Sto giocando a pallone, potremmo considerare a pallone un complemento di mezzo (gioco per mezzo del pallone). In realtà è un oggetto preposizionale, che infatti in altre lingue, come in inglese, è espresso con un semplice complemento oggetto diretto. Questo stesso discorso vale per moltissimi altri casi, nei quali certi verbi italiani richiedono l’oggetto diretto, mentre in inglese richiedono l’oggetto indiretto (cioè preposizionale) o viceversa:

 Mi rendo conto dei miei errori I realize my mistakes.


Altre volte, infine, quello che è un complemento di termine (o meglio un oggetto preposizionale introdotto da a) in italiano è introdotto da una preposizione diversa rispetto all’inglese:

 Ho partecipato all’incontro I participated in the meeting.

       Il complemento d’agente e di causa efficiente

Scopri la grammatica

Leggi le frasi e poi rispondi alle domande.
Gli studenti sono stati elogiati dal preside.
L’albero è stato sradicato dal vento.
  • Quale informazione è data dai sintagmi evidenziati in colore? 
  • Se i sintagmi in colore venissero eliminati, le frasi sarebbero comunque comprensibili?

Le due frasi che hai appena letto sono passive [ p. 34]. Alla forma attiva sono:

 Il preside ha elogiato gli studenti.

 Il vento ha sradicato l’albero.


Chi nella frase attiva è il soggetto, cioè chi compie l’azione, diventa nella frase passiva il complemento d’agente (detto di causa efficiente se è una cosa, anziché una persona o un animale). Mentre il complemento oggetto della frase attiva diventa il soggetto nella frase passiva. Dunque, il complemento d’agente o di causa efficiente indica la persona, l’animale o la cosa che compie l’azione in una frase passiva.


Come sai, il soggetto può sempre essere sottinteso (se si comprende dal contesto):

 Ha elogiato gli studenti.

 Ha sradicato l’albero.


Dunque, anche il complemento d’agente può non essere espresso:

 Gli studenti sono stati elogiati.

 L’albero è stato sradicato.


Così come il soggetto, sebbene possa essere sottinteso, è un argomento del verbo, anche il complemento d’agente, se è espresso, è un argomento di un verbo di forma passiva e fa dunque parte della frase minima. Il complemento d’agente o di causa efficiente è un complemento indiretto con valore di argomento, introdotto dalla preposizione da (o articolata dallo, dalla ecc.). Risponde alla domanda: da parte di chi o di che cosa?


Oltre che dalla preposizione da, il complemento d’agente o di causa efficiente può essere introdotto dalle locuzioni preposizionali da parte di, per opera di e simili:

 La dichiarazione è stata rilasciata da parte della polizia.

 Sono stati sconfitti per opera dei nemici.


Il complemento d’agente o di causa efficiente può essere sostituito dal pronome atono ne:

 Era amico di Giorgio ma ne (= da Giorgio) è stato deluso.

       La posizione del complemento d’agente

Il complemento d’agente o di causa efficiente può avere posizione variabile nella frase, o prima o, più spesso, dopo il verbo (a seconda di quale sintagma si voglia mettere in maggiore evidenza):

 Lo spettacolo è stato apprezzato da tutti.

 Da tutti è stato apprezzato lo spettacolo.

       I complementi predicativi

Scopri la grammatica

Leggi le frasi e poi rispondi alle domande.
Questo cruciverba pare difficile.
Mi chiamo Ibrahim.
Tuo fratello sta diventando un osso duro.
Non mi sembri più tu.
Il mio cane si chiama Briciola.
  • Ricordi come si chiamano i verbi come sembrare, diventare, chiamare, che reggono un aggettivo, un pronome o un nome? 
  • A che cosa servono i sintagmi in colore e in quale modo si legano al resto della frase? 
  • A quale sintagma si riferiscono i sintagmi in colore, ovvero di quale sintagma completano il significato?

 >> pagina 514 
       Il complemento predicativo del soggetto

Verbi come sembrare, diventare, apparire, chiamare e altri simili quali essere considerato, essere ritenuto, essere soprannominato ecc. si chiamano verbi copulativi e si comportano come il verbo essere usato come copula. Il sintagma aggettivale o nominale che reggono si chiama complemento predicativo del soggetto. L’insieme del verbo copulativo e del complemento predicativo del soggetto, dal punto di vista sintattico, si comporta in modo identico al predicato nominale e può dunque essere considerato come predicato nominale (anche se alcune grammatiche parlano di predicato verbale con verbi copulativi):


Il complemento predicativo del soggetto è un sintagma costituito da un aggettivo, un sostantivo o un pronome che ha la funzione di completare il significato del soggetto. Il complemento predicativo del soggetto fa parte della frase minima; non è, però, un argomento del verbo, bensì un completamento di un altro argomento, cioè del soggetto, mediante il collegamento del verbo. Il verbo copulativo è, quindi, monovalente.


Sono usati come verbi copulativi anche altri verbi che reggono un complemento predicativo del soggetto (lavorare, crescere, andarsene ecc.):

 Lavora da / come giardiniere.

 Ce ne andammo scontenti.


Se il complemento predicativo del soggetto è un aggettivo, esso concorda con il soggetto nel numero e nel genere, se è un nome può non concordare nel genere:

 Marella sembra annoiata.

 Luisa pare un fenomeno.

       Il complemento predicativo dell’oggetto

Il complemento predicativo dell’oggetto è un sintagma costituito da un aggettivo, un sostantivo o un pronome che ha la funzione di completare il significato del complemento oggetto. Il complemento predicativo dell’oggetto fa parte della frase minima; non è, però, un argomento del verbo, bensì un completamento di un altro argomento, cioè del complemento oggetto, mediante il collegamento del verbo. Il verbo transitivo che regge il complemento predicativo dell’oggetto è quindi bivalente.


Ecco alcuni esempi di complemento predicativo dell’oggetto:

 Tutti considerano Mauro il migliore della squadra.

 Lo hanno eletto presidente.

 Trovo Laura dimagrita.

 Ti vedo annoiato.

 Mi hanno preso per un impostore.

 Li hanno convocati come testimone.

 Hanno chiamato Gianni in veste di arbitro.


I verbi che reggono il complemento predicativo dell’oggetto sono verbi come considerare, eleggere, soprannominare, trovare, ritenere, vedere. Alcuni di questi verbi sono la forma attiva dei verbi copulativi da cui dipende il complemento predicativo del soggetto.


Se il complemento predicativo dell’oggetto è un aggettivo, esso concorda con il complemento oggetto nel numero e nel genere; se è un nome può non concordare nel genere:

 La classe considera Lia e Lara timide.

 Giudico il tuo intervento una benedizione.


Come hai visto negli esempi, a volte il complemento predicativo dell’oggetto (o del soggetto) è introdotto da per, come, da, in qualità di, in veste di, in quanto. Può dunque essere un complemento diretto o indiretto.

 >> pagina 515 

 LO SAPEVI? 

Come distinguere un aggettivo con valore di attributo da un aggettivo con valore di predicativo del soggetto o dell’oggetto? Considera i seguenti esempi:

1. Il racconto fu giudicato divertente dalla giuria.

2. Il racconto divertente fu giudicato dalla giuria.

3. Il medico considera la mia dieta leggera.

4. Il medico mi ha consigliato una dieta leggera.


Da che cosa dipende divertente nella frase 1? Dal verbo copulativo essere giudicato. È dunque un complemento predicativo del soggetto, che completa il significato del soggetto mediante il collegamento del verbo. Nella frase 2, invece, divertente dipende da il racconto: è pertanto un attributo del soggetto.


Nella frase 3 leggera dipende da considera (ed è quindi un complemento predicativo dell’oggetto), mentre nella frase 4 dipende da dieta (ed è quindi un attributo del complemento oggetto).


Lo stesso discorso vale per la differenza tra apposizione e complemento predicativo:

1. Aurora è stata nominata arbitra.

2. L’arbitra Aurora è stata convocata.

3. Hanno nominato Aurora arbitra.

4. Hanno convocato l’arbitra Aurora.


Nelle frasi 1 e 3 arbitra dipende dal verbo (è stata nominata, hanno nominato) e dunque è complemento predicativo del soggetto (nella frase 1) e dell’oggetto (nella frase 3). Nelle frasi 2 e 4, invece, arbitra dipende dal soggetto (nella frase 2) o dal complemento oggetto (nella frase 4) e dunque è rispettivamente apposizione del soggetto e del complemento oggetto.

Fissa i concetti

• Il complemento oggetto indica la persona, l’animale o la cosa su cui ricade l’azione espressa dal verbo. Risponde alla domanda: chi o che cosa? è un complemento diretto, ovvero non è mai introdotto da alcuna preposizione.

• Il complemento di termine è un complemento indiretto introdotto dalla preposizione a, che indica la persona, l’animale o la cosa cui è destinata l’azione espressa dal verbo. Risponde alla domanda: a chi o a che cosa?

• Il complemento d’agente o di causa efficiente indica la persona, l’animale o la cosa che compie l’azione in una frase passiva. È un complemento indiretto introdotto dalla preposizione da e risponde alla domanda: da parte di chi o di che cosa?

• Il complemento predicativo del soggetto e il complemento predicativo dell’oggetto sono complementi diretti o indiretti costituiti da aggettivi, sostantivi o pronomi che hanno la funzione di completare il significato del soggetto o del complemento oggetto mediante il collegamento del verbo.

• Tutti i complementi qui elencati fanno sempre parte della frase minima.

 >> pagina 516 

IL COMPLEMENTO OGGETTO


                      1  Sottolinea i complementi oggetto (e gli eventuali attributi) presenti nelle seguenti frasi.

1. In un museo a Praga ho visto dei dipinti bellissimi. 2. Maurizia ha dimenticato il libro di storia a scuola. 3. Berrei volentieri un bicchiere di spremuta d’arancia. 4. L’elettricista ha riparato il televisore. 5. I rappresentanti ci avviseranno per tempo! 6. I nostri amici ci hanno appena regalato una culla per la nostra bambina. 7. I tuoi compagni avranno invitato Giulia alla festa? 8. Patrizio studia il russo da un anno. 9. Oggi ho mangiato i cannelloni al forno. 10. La chiameremo al più presto.


                      2  Collega opportunamente gli elementi della colonna di sinistra con quelli della colonna di destra.

1. Il complemento oggetto indica
2. Il complemento oggetto può
accompagnare
3. Il complemento oggetto è un
complemento diretto, ovvero
4. Nella frase Vive una vita spericolata,
la parte sottolineata si chiama
5. Il complemento oggetto ha sempre
6. Nella frase Gradirei delle pesche, la
parte sottolineata si chiama
a. valore di argomento.
b. non è introdotto da alcuna
preposizione.
c. complemento dell’oggetto interno.
d. complemento oggetto partitivo.
e. la persona, l’animale o la cosa su cui
ricade l’azione espressa dal verbo.
f. solo un verbo transitivo attivo.


                      3  Rileggi le frasi dell’esercizio 1 e di ciascuna scrivi nel quaderno la frase minima.


                      4  Collega opportunamente gli elementi della colonna di sinistra con quelli della colonna di destra. 

1. La costruzione del tipo Il gelato l’ho mangiato

2. Il complemento oggetto serve

3. Nella frase ho bisogno di una matita

4. Il complemento oggetto

5. Nella frase Ho delle cose da dirti

6. La costruzione del tipo Le ho lavate le finestre

a. è presente un complemento oggetto.
b. si chiama dislocazione a destra.
c. risponde alla domanda Chi? Che
cosa?
d. a completare il significato del verbo.
e. non è presente un complemento
oggetto.
f. si chiama dislocazione a sinistra.


                      5  Completa le frasi con gli elementi elencati e poi sottolinea, se presenti, i complementi oggetto.

abbiamo intravisto dei simpatici scoiattoli al policlinico Gemelli di Roma della persona sbagliata dentro lo spogliatoio maschile il mare il prezzo del caviale • la vasca con gli squali li attirava molto tutte le sdraio dalla spiaggia un cappuccino e un cornetto per le vacanze

1. Non conosco ........................... , ma credo sia alle stelle.

2. Il figlio di Arturo è nato ........................... .

3. Preferisco ........................... alla montagna ........................... .

4. Nel bosco ........................... .

5. Come sempre, mi sono innamorato ........................... .

6. Quei due ragazzi sono rimasti chiusi ........................... .

7. Il bagnino ha ritirato ........................... a causa del temporale.

8. A colazione prendo sempre ........................... .

9. All’acquario di Genova abbiamo visto ........................... .

10. ........................... l’idea di una crociera nel Mediterraneo.

 >> pagina 517 

                      6  Scrivi, per ciascuno dei seguenti verbi, due frasi in cui sia presente un complemento dell’oggetto interno.

combattere correre dormire piangere vivere


                      7  Leggi le frasi e completa la tabella con le informazioni richieste, se presenti. 
Esplicita sempre il soggetto sottinteso e se il complemento oggetto è accompagnato dall’attributo riporta entrambi in tabella. L’esercizio è avviato.

1. Ieri ho comprato un maglione rosso. 2. Vorrei capire il perché del tuo atteggiamento. 3. Raccoglieresti per me dei fiori gialli? 4. Potrebbe gentilmente richiamarmi più tardi? 5. Daniela, mia sorella, è una dermatologa. 6. Il professore ci interrogò alla lavagna. 7. Chi chiami? 8. Claudia desidera parlare con noi domani. 9. Le vostre bugie sono troppe. 10. Gradiremmo delle aragoste fresche per cena.


PREDICATO VERBALE

PREDICATO NOMINALE

SOGGETTO

COMPLEMENTO OGGETTO

1

ho comprato


io

un maglione rosso

2

       

3

       

4

       

5

       

6

       

7

       

8

       

9

       

10

       

 >> pagina 518 

                      8  Nelle seguenti frasi sottolinea in blu i pronomi relativi con funzione di soggetto e in rosso quelli con funzione di complemento oggetto.

1. Il film su Gandhi che è stato trasmesso ieri sera in TV mi è piaciuto moltissimo. 2. Il documentario che hanno trasmesso ieri sera in TV mi ha annoiato. 3. Quel signore con i baffi è l’uomo che dirige i lavori del cantiere. 4. Non ti credo affatto! Ciò che dici è assurdo. 5. Ti racconterò al telefono ciò che mi è successo stamattina alla fermata del bus. 6. Il treno che è appena arrivato in stazione proseguirà per Roma. 7. Non è ancora arrivato il pacco che mi hai spedito la scorsa settimana. 8. L’articolo che sto leggendo è molto interessante. 9. L’aula che è in fondo al corridoio è molto luminosa. 10. La lezione si svolgerà nell’aula che ha indicato l’insegnante.


IL COMPLEMENTO DI TERMINE


                      9  Sottolinea nei testi i complementi di termine.


1.

Pierino dice alla mamma: «Mamma, ti ho trovato il regalo di Natale, è un vaso!» La mamma risponde: «Grazie, tesoro, ma ho già un vaso». E Pierino: «No invece, te l’ho appena rotto!»


2.

Ho appena sbagliato strada tre volte giusto per far capire al navigatore chi comanda.


3.

Darò alla mia vita la svolta che si merita. Mi girerò sull’altro fianco...

Buonanotte!


4.

Sonno! Esci da questo corpo pieno di vita!

Buongiorno a tutti!


5.

Se qualcuno ti è accanto in tutti i tuoi momenti peggiori...

allora vuol dire che ti porta sfortuna!


6.

Un bambino chiede al papà: «È vero che le carote fanno bene alla vista?»

Il papà: «Certo! Hai mai visto un coniglio con gli occhiali?»

 >> pagina 519 

                      10  Inserisci un complemento di termine adatto, eventualmente accompagnato da un attributo.

1. Il docente ha dettato un avviso ........................... . 2. Ho chiesto le indicazioni stradali per il museo ........................... laggiù. 3. Verrà consegnato un premio ........................... . 4. Sara ha sempre detto la verità, quindi ........................... credo anche in questa occasione. 5. Se vuoi ottenere dei risultati migliori, devi dedicare più tempo ........................... . 6. I grandi dicono sempre di non dare confidenza ........................... . 7. Mi dispiace per Giovanni, ma purtroppo ho dovuto dir ........................... una bugia.


                      11  Nelle seguenti frasi sottolinea i pronomi deboli e indica con una crocetta quando sono complemento di termine (CT) e quando complemento oggetto (CO).



CT

CO

1. Ti voglio presentare un mio carissimo amico.

   

2. L’ho sgridata più volte, ma senza risultato.

   

3. Dammi quel telefono!

   

4. Tua sorella ti assomiglia.

   

5. Le regalerò delle scarpe nuove.

   

6. Li abbiamo accompagnati al campo per la partita.

   

7. Vi prego di pazientare ancora qualche minuto.

   

8. Chi vi ha consigliato questo locale?

   

9. Mio padre ci ha visti insieme.

   

10. Le restituiremo tutto il denaro che abbiamo preso in prestito.

   

11. Floriana mi detesta!

   


                      12  Scrivi nel quaderno una frase per ognuna delle espressioni elencate (i pronomi devono essere usati come complementi di termine). Segui l’esempio.

agli ospiti -> Offriremo agli ospiti una vacanza da sogno.

ai giocatori ai nonni al cantante all’allenatrice all’avvocato ci mi ti


IL COMPLEMENTO D’AGENTE E DI CAUSA EFFICIENTE


                      13  Sottolinea una volta i complementi di agente e due volte quelli di causa efficiente. Attenzione: non sono presenti in tutte le frasi.

1. Da te non me l’aspettavo questa battuta. 2. Il vetro è stato rotto da Luigi. 3. Sono tornato ieri da Brindisi. 4. La lezione d’inglese è dalle 17 alle 18. 5. L’arcobaleno è formato dalle gocce d’acqua sospese in aria. 6. La circolare è firmata dalla dirigente in persona. 7. Questa musica viene da quel locale? 8. Il motociclista investito è stato salvato dal casco.

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                      14  Trasforma nel quaderno le seguenti frasi nella forma passiva e poi sottolinea una volta i complementi di agente e due volte quelli di causa efficiente.

1. I colori di quel dipinto mi hanno colpito particolarmente.

2. I muratori hanno riparato il tetto.

3. L’arbitro ha espulso la giocatrice con la maglia numero 4.

4. La luna illuminava la superficie del lago.

5. La pioggia battente ha rovinato le primizie.

6. Ieri Giorgio ha ricevuto una lettera proveniente dal Canada.

7. Secondo me Giovanna condiziona in modo negativo le tue scelte.

8. La brina aveva imbiancato tutti i campi con le sue gocce gelide.


                      15  Scrivi per ciascuna frase passiva dell’esercizio 13 la frase minima corrispondente.


                      16  Sottolinea, tra le alternative in corsivo, l’opzione più appropriata.


Quando trasformo una frase dall’attivo al passivo / riflessivo il soggetto diventa un complemento oggetto / di agente o causa efficiente. Questo complemento è denominato di causa efficiente / causa quando l’azione viene compiuta da una cosa / un animale, mentre se a fare l’azione è una persona / un’entità è denominato complemento di termine / di agente. Nella frase «I piatti sono stati preparati dal cuoco», la parte sottolineata è il soggetto / complemento di agente. Così come il soggetto, anche questo complemento può essere sottinteso / diretto ed è un circostante / argomento del verbo / complemento oggetto. Il complemento d’agente è introdotto dalla preposizione da / di, e può essere sostituito dal pronome atono ci / ne. Risponde alla domanda a chi, a che cosa / da chi, da che cosa.


IL COMPLEMENTO PREDICATIVO DEL SOGGETTO E IL COMPLEMENTO PREDICATIVO DELL’OGGETTO


                      17  Nelle frasi sottolinea in rosso il soggetto e in blu il complemento predicativo del soggetto.

1. L’architetto Pola è considerato un professionista molto competente. 2. Nonostante il terremoto, la torre campanaria restò intatta. 3. La gioventù degli anni 2000 è spesso descritta come svogliata e insolente. 4. Matilde è diventata una grande sostenitrice delle “domeniche ecologiche”. 5. Luca è stato nominato responsabile della sicurezza. 6. Questa escursione sembra parecchio interessante. 7. Mia sorella è soprannominata Brontolo per via delle sue continue lamentele.

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                      18  Nelle frasi sottolinea in rosso il complemento oggetto e in blu il complemento predicativo dell’oggetto.

1. Ti hanno preso per un bugiardo. 2. Mia madre trova tua sorella molto responsabile. 3. Il Collegio dei docenti ha nominato la professoressa Bianca responsabile all’inclusione. 4. La giuria ha dichiarato l’imputata colpevole di incendio doloso. 5. La questura ha convocato mio fratello come testimone. 6. I miei amici mi considerano un fratello. 7. Giudico Martina una benedizione.


                      19  Completa le frasi con un complemento predicativo del soggetto o dell’oggetto a tuo piacere. Indica, poi, se hai inserito un predicativo del soggetto (PS) o uno dell’oggetto (PO).

1. Abbiamo soprannominato il nostro cane ........................................... (........) perché non è molto socievole.

2. L’inverno sembra ........................................... (........) quest’anno per colpa del riscaldamento globale.

3. Sei diventato ........................................... (........) a furia di allenamenti.

4. Ti abbiamo eletto ........................................... (........) perché ci fidiamo di te.

5. Garibaldi fu detto ........................................... (........) perché partecipò a guerre in due continenti.

6. Mi hai preso forse ........................................... (........)?


                      20  Leggi i testi e scrivi se le parole in corsivo sono attributi (A), apposizioni (AP), complementi predicativi del soggetto (PS) o complementi predicativi dell’oggetto (PO).


1.

Bevan gli lanciò un’occhiata di sfida. «Ci consideri così incompetenti? Siamo in grado di trattenere gli Ó Phelan mentre voi vi allontanate.»

(...................................)

(M. Willingham, La moglie del re, 2008)


2.

Poiché aveva ricevuto risposte soddisfacenti, mi assunse per cinque anni, come apprendista.

(...................................)

(M. Stretti, La missione della Spezia per Milano, 2013)


3.

Quando entrò al Café Orquídea il dottor Cardoso non era ancora arrivato. Pereira fece preparare il tavolo vicino al ventilatore e vi si accomodò.

(...................................)

(A. Tabucchi, Sostiene Pereira, 1994)


4.

Benedikt Venetz è piccolo, magro, con la pelle scura e il naso aquilino, ed è soprannominato “l’Indien”.

(...................................)

(S. Ardito, Le grandi scalate che hanno cambiato la storia della montagna, 2014)

La Grammatica Treccani - volume A
La Grammatica Treccani - volume A
Morfologia, sintassi, lessico, fonologia, ortografia