4. IL GENERE E IL NUMERO DEI NOMI

4 | IL GENERE E IL NUMERO DEI NOMI

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Legenda
A = informazioni sulla canzone riprodotta
B = icone operative
C = tempo trascorso / tempo totale

  • Riconosci, nella legenda, i nomi? 
  • Riesci a distinguere i nomi maschili da quelli femminili e i nomi singolari da quelli plurali?
  • Sai spiegare da quale elemento si ricavano il genere e il numero di un nome?

Il genere e il numero sono caratteristiche di tutti i nomi italiani, contenute entrambe nella desinenza. Il seguente schema riporta le desinenze nominali esistenti in italiano, divise per genere e numero:


Maschile

Femminile

Maschile e femminile

Singolare

Plurale

Singolare

Plurale

Singolare

Plurale

problem-a

problem-i

cas-a

cas-e

atlet-a

atlet-i, atlet-e

can-e

can-i

stagion-e

stagion-i

nipot-e

nipot-i

temp-o

uov-o

temp-i

man-o

man-i

uov-a

   


Non tutti i nomi che finiscono in vocale rientrano nello schema. Questi sono i casi più comuni:

  • nomi femminili che finiscono al singolare in perché hanno perso il pezzo finale -de (rientravano, quindi, nel gruppo di stagion-e): abilitade → abilità, cittade → città, libertade → libertà ecc.;
  • nomi quasi tutti di origine straniera che al singolare finiscono in , , , , : papà, pascià, lillà, maragià (che si può scrivere anche maharaja), caffè, canapè, colibrì, comò, bambù, caucciù, gnu ecc.;
  • nomi che finiscono in -i e -y: brindisi, bisturi, crisi, metropoli, ghibli, party, privacy, country ecc.;
  • pochissimi nomi maschili che finiscono in -a: gorilla, sosia, cobra.

Le vocali finali di questi nomi non sono vere desinenze, ma fanno parte della radice; infatti non ci dicono se il nome è singolare o plurale, maschile o femminile. Esse inoltre rimangono invariate al plurale (un papà → due papà, un brindisi → due brindisi).

 >> pagina 164 

       Il genere dei nomi

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Rifletti e rispondi alla domanda:
Probabilmente in questo momento sei seduto o seduta su una sediahai davanti a te un libro.
  • Come mai, secondo te, il nome sedia è femminile e il nome libro è maschile?

Trattandosi di oggetti inanimati, il genere di nomi come sedia e libro non rispecchia una loro caratteristica intrinseca: è arbitrario (cioè casuale) e accettato dai parlanti per convenzione (cioè per un accordo non scritto). Al contrario, i nomi degli esseri animati rispecchiano una loro caratteristica: il sesso. Al sesso femminile corrisponde il genere femminile (la maestra, la lupa), al sesso maschile corrisponde il genere maschile (il maestro, il lupo).


Dal momento che gli oggetti inanimati non hanno sesso, non possono neanche passare dal maschile al femminile e viceversa. Per questo motivo non devi considerare il torto come il maschile di la torta (o il porto come il maschile di la porta, il tavolo come il maschile di la tavola e così via): la somiglianza tra questi nomi è una semplice coincidenza o dipende da un’origine comune.

       I nomi mobili

La maggior parte dei nomi di persona rientra nella categoria dei nomi mobili. Questi nomi mantengono la stessa radice e modificano la desinenza per passare dal maschile al femminile e viceversa: il bambino / la bambina, il cameriere / la cameriera. A volte tra il maschile e il femminile cambia anche la parte prima della desinenza: il profess-or-e / la profess-oress-a. Solamente alcuni nomi cambiano leggermente anche la radice: il difens-or-e / la difendi-tric-e.

Rientrano in questo gruppo i seguenti tipi:


Terminazione

Esempi

-o / -a

l’amico / l’amica

-e / -a

il cameriere / la cameriera

-a / -essa

il poeta / la poetessa

-e / -essa

il professore / la professoressa

-tore / -trice

il protettore / la protettrice

-tore / -tora

l’impostore / l’impostora

-sore / -trice

il difensore / la difenditrice

-o / -ina oppure -e / -ina (pochi)

il gallo / la gallina, l’eroe / l’eroina

 >> pagina 165 

LO SAPEVI?

Alcuni nomi di professioni e cariche pubbliche terminanti in -o fino a pochi anni fa avevano solamente il maschile, ma oggi il femminile può e deve essere usato: architetto / architetta, avvocato / avvocata, chirurgo / chirurga, deputato / deputata, ministro / ministra, prefetto / prefetta, sindaco / sindaca.


A questi nomi possiamo aggiungerne uno in -sore, assessore, che al femminile non può essere asseditrice (come difenditrice, deciditrice, precorritrice...), perché non esiste il verbo assedere (mentre esistono difendere, decidere, precorrere...), ma è assessora.


Erano usati quasi esclusivamente al maschile anche alcuni nomi in -tore: direttore, moderatore, provveditore, a cui corrispondono i femminili direttrice, moderatrice, provveditrice.

       I nomi indipendenti

I nomi indipendenti cambiano la radice tra il maschile e il femminile, ovvero sono due parole diverse. Molti sono nomi di parentela e di animali:


Maschile

Femminile

l’uomo

la donna

il maschio

la femmina

il padre

la madre

il papà

la mamma

il fratello

la sorella

il genero

la nuora

il re

la regina

il cane

la cagna

il dio

la dea

il maiale

la scrofa

il montone

la pecora

il toro

la vacca / la mucca

       I nomi di genere comune

I nomi di genere comune (detti anche ambigèneri o epicèni) hanno la stessa forma al maschile e al femminile. Molti sono participi presenti sostantivati (di verbi ancora esistenti o usati in passato o in latino), che finiscono in -nte: cantante, insegnante, docente, amante, vigilante, presidente. A questi si aggiungono anche consorte e nipote.


Accanto a questi troviamo alcuni nomi che terminano in -a:


Nomi in -ista

artista, giornalista, pianista, specialista, capitalista, comunista, verista

Nomi in -cida

omicida, uxoricida

Nomi in -iatra

pediatra, fisiatra, psichiatra

Nomi in -ta e -ga

atleta, ipocrita, stratega, collega


Completa il gruppo un piccolo numero di nomi in -e: giudice, testimone, teste (sinonimo di testimone), vigile.

Presidente e vigile possono rientrare anche nel gruppo dei nomi mobili, perché esistono anche presidentessa e vigilessa (sono, però, da preferire i femminili uguali ai maschili).


Come si distingue il maschile dal femminile in questi nomi? Bisogna guardare l’articolo e gli aggettivi, o anche i participi passati, che li accompagnano:

 Il giudice è stato giusto. / La giudice è stata giusta.

 >> pagina 166 
       I nomi di genere promiscuo

I nomi di genere promiscuo hanno una sola forma per il maschile e il femminile, di un unico genere (alcuni sono maschili, altri femminili). Il maschile si distingue dal femminile solamente per il contesto, oppure aggiungendo un altro nome che chiarisca il genere. Possono essere:

  • nomi di animali (la maggioranza): il pavone, il cigno, il leopardo, la giraffa, la balena ecc. Per distinguere il maschile dal femminile in questo caso si accompagna il nome con maschio o femmina: il pavone maschio / il pavone femmina, o il maschio del pavone / la femmina del pavone;
  • nomi di persona femminili adatti a entrambi i sessi: la guida, la persona, la sentinella, la spia e pochi altri. In questo caso solamente il contesto può chiarire il sesso della persona: La nostra guida a Firenze, Luca, è stata bravissima.

La torre di Babele 

IL GENERE DEI NOMI STRANIERI

I nomi stranieri che usiamo comunemente in italiano finiscono a volte in vocale, ma molto più spesso in consonante, e al plurale devono rimanere invariati, come i nomi che finiscono con vocali accentate: il social network → i social networkil blog → i blogla chat → le chatl’e-mail → le e-mailil selfie → i selfie ecc.


Ma come facciamo a stabilire il genere di questi nomi? Quelli che derivano da lingue che hanno il genere mantengono il genere originario: la toilette (dal francese, letteralmente “piccola tela”, in riferimento alla tela che copriva il mobiletto con quel nome). Lo stesso vale per i nomi presi dal latino o dal greco antico che terminano in -i al singolare (crisimetropolisepsi): sono femminili perché derivano da parole femminili.


Tutti i nomi che vengono da lingue che non hanno il genere (per esempio l’inglese) e finiscono in vocale o consonante dovrebbero essere considerati maschili, perché il genere maschile in italiano è quello non marcato. Sappiamo, però, che questo principio non è sempre rispettato: oltre a la chat e l’e-mail possiamo citare la bandla crewla cover e tanti altri. Come mai? Perché i parlanti associano queste parole ad altre parole italiane che hanno un suono simile oppure hanno un significato equivalente a quelle straniere, e che sono femminili:

 la chat = la chiacchierata

 l’e-mail = la lettera

 la band = la banda

 la crew = la squadra

 la cover = la copertina

 TI SFIDO  Trova quanti più nomi possibile provenienti dall’inglese terminanti in vocale o consonante di genere femminile: per ciascuno individua il nome che ne influenza il genere. Spiega, inoltre, perché selfie è maschile anche se è un tipo di fotografia.

 >> pagina 167 

       Il numero dei nomi

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Leggi l’articolo e poi svolgi l’esercizio.

GATTI IN VACANZA: VALIGIE PRONTE PER IL 50% DEI FELINI
Inseparabili anche in vacanza: il 50% dei proprietari porterà il proprio gatto con sé in villeggiatura e il 79,5% di chi non lo porterà lo farebbe volentieri, almeno ogni tanto. È quanto emerge dal sondaggio sulle “Gatto-vacanze 2019” svolto da Feliway attraverso la sua community Facebook, che conta oltre 795 000 proprietari e amanti dei gatti. Solo l’11% dei gatti passerà le vacanze senza il proprietario ospite da amici o parenti e il 2,5% in una pensione specializzata.

(Adattato da ansa.it)

  • Immagina di dover partire per un viaggio di due settimane con il tuo gatto: completa la lista per essere sicuro o sicura di non dimenticare niente di importante per te e per lui. L’esercizio è avviato.

OGGETTI
QUANTITÀ
DOVRÒ PORTARE...
maglietta
6 sei magliette
valigia
2
pantaloni
4
giacca
2
camicia
4
paio di scarpe
2
fascia per i capelli
3
caricabatterie
1
spazzolino da denti
1
bottiglia di latte
2
scatola di croccantini
3
peluche
2

 >> pagina 168 
I nomi possono essere singolari o plurali. Generalmente i nomi comuni italiani al singolare identificano una sola categoria o un solo elemento di una categoria, al plurale identificano più di una categoria o più di un elemento di una categoria. Questa caratteristica del nome è il numero. L’informazione sul numero è contenuta nella desinenza, insieme a quella del genere, con la quale si intreccia.
       I nomi variabili

I nomi che hanno una desinenza diversa per il singolare e il plurale sono detti variabili. Come si può vedere dallo schema a p. 163, i nomi possono avere, al singolare, le desinenze -a, -e e -o e al plurale le desinenze -a, -e e -i.

Più precisamente, la desinenza -a al plurale è propria solamente di un ristretto numero di nomi che hanno il singolare maschile e il plurale femminile: l’uovo / le uova, il paio / le paia, il centinaio / le centinaia, il migliaio / le migliaia, il riso (“atto del ridere”) / le risa, il miglio (“unità di misura di lunghezza”) / le miglia.

Rimangono, per il plurale della stragrande maggioranza dei nomi, le desinenze -e e -i, la prima esclusiva dei nomi femminili, la seconda dei maschili (uniche eccezioni la mano / le mani, l’ala / le ali, l’arma / le armi).

Quando la -e e la -i del plurale sono precedute da una c (di cero o di caro), una g (di gelo o di gatto) o una i, il plurale può prendere forme diverse, e precisamente:


Terminazioni del singolare

Plurale

Esempi

-ca / -ga (in nomi maschili)

-chi / -ghi

monarca / monarchi

collega / colleghi

-gi (un solo caso)

belga / belgi

-ca / -ga (in nomi femminili)

-che / -ghe

amica / amiche

piega / pieghe

belga / belghe

-cia / -gia (precedute da vocale)

-cie / -gie

camicia / camicie

valigia / valigie

-cia / -gia (precedute da consonante)

-ce / -ge

arancia / arance

provincia / province

frangia / frange

-ie

-ie

serie / serie

carie / carie

-i

moglie / mogli

-io

-i

principio / principi

bacio / baci

-co / -go (con l’accento sulla penultima sillaba)

-chi / -ghi

ago / aghi

fuoco / fuochi

-ci

amico / amici

nemico / nemici

greco / greci

porco / porci

-co / -go (con l’accento sulla terzultima sillaba)

-ci / -gi

monaco / monaci

medico / medici

-chi / -ghi

carico / carichi e incarico / incarichi

obbligo / obblighi

pizzico / pizzichi

profugo / profughi

-logo e -fago (nomi che identificano cose)

-loghi

dialogo / dialoghi

catalogo / cataloghi

sarcofago / sarcofaghi

-logo (nomi che identificano persone)

-logi

psicologo / psicologi

antropologo / antropologi


Esistono poche eccezioni alle forme dello schema: valige (oltre a valigie) e provincie (oltre a province). Alcuni nomi in -logo e -fago possono avere entrambe le forme (sarcofaghi / sarcofagi, antropologi / antropologhi).

Quando la i che precede la desinenza è accentata, la radice rimane intatta al plurale: farmacia / farmacie, bugia / bugie, corsia / corsie, zio / zii, fruscio / fruscii ecc.

Alcuni nomi non seguono una regola precisa nella modificazione della radice al plurale: uomo / uomini, dio / dei, bue / buoi, tempio / templi (o tempi).

 >> pagina 170 
       I nomi invariabili

I nomi che hanno la stessa forma al singolare e al plurale sono detti invariabili. Sono invariabili:

  • i nomi che finiscono con una vocale accentata: città, caffè, tribù...;

– rientrano in questo gruppo anche i monosillabi che terminano in -e e in -u ma non si scrivono con l’accento proprio perché sono monosillabi: gru, gnu, re, e l’unico nome monosillabo in -e che si scrive con l’accento, (l’accento serve a distinguerlo dal pronome te);

  • i nomi che terminano con una vocale che non ha la funzione di desinenza: il parka, il burka (o il burqa), il gorilla, il sosia, il bisturi, la crisi, la metropoli, la biro (da Bíró, il cognome dell’inventore della penna a sfera);

– rientrano in questo gruppo i nomi accorciati: la moto (da motocicletta), l’auto (da automobile), la tele (da televisione), la bici (da bicicletta), la radio (da radiotrasmittente);

– rientra in questo gruppo anche l’euro, che deve essere considerato la radice della parola Europa, ma è maschile perché la -o finale è sentita come vicina alla desinenza -o, tipica dei nomi maschili (tanto che qualcuno forma il plurale gli euri, che, però, è da evitare);

  • i nomi che terminano in consonante: sport, gas, business...
Parole al microscopio
SOSIA

Che cos’è un sosia? Nella commedia Anfitrione, dello scrittore romano antico Plauto, rappresentata nel 206 a.C., Sosia è il nome del servo del protagonista Anfitrione. Quest’ultimo è sposato con la bellissima Alcmena, di cui, però, si è innamorato Giove, il padre degli dei. Per poterla corteggiare, Giove va a trovarla travestito da Anfitrione, dopo che questi è partito per la guerra insieme a Sosia. Per ingannarla meglio, Giove si fa accompagnare da Mercurio, a sua volta travestito da Sosia. Mentre Giove è con Alcmena, la guerra finisce e Anfitrione si appresta a tornare a casa. Prima, però, manda avanti il fedele Sosia ad annunciare la vittoria ad Alcmena. Quando Sosia arriva al palazzo si trova davanti... sé stesso, ovvero Mercurio travestito, che con la sua astuzia riesce a confonderlo e a dare a Giove il tempo di fuggire.


Il nome del personaggio di Sosia è, così, diventato un nome comune, che è passato a indicare qualcuno che assomiglia esteriormente a un’altra persona, tanto da poter essere scambiato per quella.

 >> pagina 171 
       I nomi difettivi

I nomi difettivi si chiamano così perché difettano, ovvero mancano, del singolare o del plurale.

I nomi che vengono usati solo o prevalentemente al plurale sono:

  • quelli che identificano oggetti duplici: i pantaloni, le forbici, gli occhiali, le redini, le manette;
  • quelli che identificano categorie composte di elementi simili considerati tutti insieme: i viveri, le stoviglie, le posate, i dintorni, i posteri, le tenebre;
  • quelli plurali perché in latino erano plurali e sono rimasti in quella stessa forma: le nozze, le congratulazioni, le ferie.

I nomi che vengono usati solo o prevalentemente al singolare sono i nomi non numerabili [ p. 147].

       I nomi sovrabbondanti

I sovrabbondanti hanno due forme di plurale, che si sono formate nel corso del tempo e sono rimaste per mantenere la tradizione o perché hanno due significati diversi.

Al singolare sono tutti maschili con la desinenza -o, al plurale una forma è maschile con la desinenza -i, l’altra femminile con la desinenza -a (sul modello di l’uovo le uova).

Hanno due plurali con lo stesso significato:

 il ginocchio → i ginocchi / le ginocchia
 il sopracciglio →  i sopraccigli / le sopracciglia


Hanno due plurali con significati diversi:


SINGOLARE

PLURALE

il braccio

i bracci:

delle gru “le parti sporgenti”;

di un fiume “le diramazioni”;

di mare “brevi tratti di mare tra due sponde, stretti marini”

le braccia “l’insieme dei due arti superiori di una persona”

il ciglio

i cigli: della strada o del burrone “margini”

le ciglia “la striscia di peli ricurvi sulle palpebre umane e di molti animali”

il corno

i corni “strumenti musicali d’ottone, d’osso, legno o altro”

le corna “protuberanze ossee del capo di molti mammiferi”

il dito

i diti (raro): si usa per riferirsi a due o più diti, distinguendoli dagli altri (Mi sono rotto i diti indici delle due mani)

le dita: si usa per riferirsi a due o più dita considerate insieme (Mi sono rotto due dita)

l’osso

gli ossi: come i diti si usa per riferirsi a due o più ossi dello scheletro, distinguendoli dagli altri (gli ossi del cranio sono delicati)

le ossa: si usa per riferirsi all’insieme delle ossa dello scheletro (Le ossa si allungano durante la crescita)

il grido

i gridi “forti richiami vocali soprattutto degli animali”

le grida “forti richiami vocali soprattutto dell’essere umano”

l’urlo

gli urli “forti richiami vocali soprattutto degli animali”

le urla “forti richiami vocali soprattutto dell’essere umano”

il labbro

i labbri “lembi di una ferita”

le labbra “le due parti sovrapposte di carne che chiudono la bocca degli esseri umani e degli animali”

il muro

i muri “le strutture di mattoni che delimitano un edificio”

le mura “i muri difensivi tipici delle città antiche”

il filo

i fili “i prodotti della filatura con cui si realizzano i tessuti”, “oggetti che hanno forma sottile e allungata” (i fili d’erba)

le fila “sviluppo coerente, connessione di elementi” (le fila del discorso)

 >> pagina 172 
       Particolarità dei nomi sovrabbondanti

Pochi nomi hanno due singolari e due plurali:


SINGOLARE

PLURALE

l’orecchio / l’orecchia

gli orecchi / le orecchie

il legno / la legna

i legni / le legna (raro)

il frutto / la frutta

i frutti / le frutta (raro)


  • Nel caso di orecchio, la coppia dei singolari e la coppia dei plurali sono del tutto equivalenti, sebbene al singolare il maschile orecchio sia più comune.
  • Le forme di singolare femminile legna e frutta sono usate come nome collettivo, per cui il plurale è superfluo e praticamente mai usato.
  • I legni è usato soprattutto per riferirsi agli strumenti musicali fatti di legno (come i flauti), ai bastoni da golf o ai pali della porta del calcio (Ronaldo ha preso due legni nella partita di ieri); la legna si riferisce ai pezzi di legno che si ardono nei camini, nelle stufe o simili.
  • I frutti si usa per riferirsi ai prodotti degli alberi: Il mio pero quest’anno ha dato pochi frutti; oppure nel senso di “risultato”: Ho finalmente colto i frutti del mio impegno.
  • La frutta si riferisce all’insieme dei frutti che si mangiano: Preferisco mangiare la frutta (raro le frutta) lontano dai pasti.

 >> pagina 173 

Verso l'analisigrammaticale 
Per fare l’analisi grammaticale di un nome devi riconoscere:
  • se è proprio o comune;
  • se è di persona, animale o cosa (si possono anche fare distinzioni più precise: nome di città, nome di pianta e altre);
  • il genere e, nel caso di un nome comune di persona, se è mobile, indipendente, di genere comune o di genere promiscuo;
  • il numero e, nel caso di un nome comune, se è variabile o invariabile, (eventualmente) se è difettivo o sovrabbondante.


Se il nome è comune, inoltre, puoi anche specificare (ma è meno importante) se è:

  • concreto o astratto;
  • individuale o collettivo;
  • numerabile o non numerabile;
  • primitivo, derivato (o alterato, e di che tipo) o composto (e, se vuoi essere davvero accurato o accurata, specificare quali sono le parti che lo costituiscono).


Per esempio:

  • (il) computer: nome comune di cosa, concreto, individuale, numerabile, primitivo, maschile, singolare, invariabile;
  • spesa: nome comune di cosa, concreto (o astratto, non è possibile stabilirlo con certezza), collettivo, numerabile, primitivo (costituito dalla radice spes- e dalla desinenza -a), femminile, singolare, variabile;
  • (i) paraorecchie: nome comune di cosa, concreto, individuale, numerabile, composto (costituito dal verbo para(re) e dal nome orecchie), maschile, plurale, invariabile;
  • ziette: nome comune di persona, concreto, individuale, numerabile, alterato diminutivo (costituito dal nome zi(e), dal suffisso -ett- e dalla desinenza -e), femminile, plurale, variabile;
  • Inghilterra: nome proprio di luogo, femminile, singolare.

Fissa i concetti

I nomi possono essere classificati in base al genere (maschili e femminili) e al numero (singolari e plurali). Il genere e il numero di un nome sono indicati dalla sua desinenza.

I nomi che non hanno la desinenza sono quasi tutti maschili per il genere e invariabili per il numero.
In base al genere distinguiamo: 
• nomi mobili
• nomi indipendenti
• nomi di genere comune
• nomi di genere promiscuo.

In base al numero distinguiamo: 
• nomi variabili
• nomi invariabili
• nomi difettivi (solo plurali o solo singolari); 
• nomi sovrabbondanti (che hanno due forme di plurale).

 >> pagina 174 

In pratica

IL GENERE


                      1  Individua i nomi degli elementi raffigurati e poi collega le coppie che subiscono un falso cambiamento di genere.


 >> pagina 175 

                      2  Inserisci correttamente le desinenze e gli articoli dei nomi nel testo della canzone, poi confrontati con un compagno sulle frasi che ti hanno colpito di più.


.......sorris....... regalato a quel passant.......

.......paragraf....... di una pagin....... qualunque

La storia è ....... equilibri....... tra le font.......

.......disegn....... che compare unendo i punt.......

Un patto firmato, un baci....... non dato

.......futur....... che cambia

È ....... somm....... di piccole cos.......

È ....... somm....... di piccole cos.......

Una somma di pass che arrivano a cento

Di scelt... sbagliate che ho capito col temp...

Ogni voto buttato, ogni centimetr... in più

Come ogni minut... che abbiamo sprecato

E non ritornerà

.......salvezz....... in ogni grano di....... rosari.......

Ogni lettera del mio vocabolari.......

Scavalchiamo quei cancell....... uno ad uno

Nelle cellul....... di un uomo è il suo destin.......

Abbiamo due soluzion.......

Un bell’asteroid....... e si riparte da zero

O una somma di piccole cose.

(N. Fabi, Una somma di piccole cose, 2016)


                      3  Inserisci l’articolo corretto che identifica il genere delle parole straniere. Segui l’esempio.

Non conosco il brand di cui mi ha parlato Lisa, non mi interessa la moda.

1. Ho scritto ........... e-mail alla professoressa, speriamo risponda!

2. ........... social network che mi piace di più è Instagram, perché adoro fare fotografie.

3. ........... make-up di Beyoncé è straordinario: caldo, luminoso e naturale.

4. Luca Argentero è ........... star qui in Italia, ma preferisco la recitazione di Pierfrancesco Favino.

5. Ho davvero bisogno di ........... snack, altrimenti non riesco a continuare a studiare.

6. La sua esibizione di danza è stata ........... flop: mi dispiace molto per lui.

7. ........... app che serve a ritoccare le foto si trova in tutti ........... store digitali.

8. Devo darti ........... news più sconvolgenti che tu abbia mai sentito!

9. Forza ragazzi, siamo ........... team fantastico!

10. Ho letto ........... graphic novel davvero entusiasmante.

11. Che avrà voluto dire Marco con ........... emoji che mi ha mandato?

 >> pagina 176 

                      4  Sostituisci le parole straniere dell’esercizio 3, dove è possibile, con parole italiane.


                      5  Leggi le definizioni, poi scrivi accanto il nome corrispondente. Infine, trasformalo al femminile. L’esercizio è avviato.


Definizione

Nome

al maschile

Nome

al femminile

Il maschio adulto dei polli domestici e di altri uccelli appartenenti all’ordine dei galliformi.

il gallo

la gallina

Titolo di un re o un imperatore russo.

   

Capo dell’amministrazione e rappresentante di una città.

   

Chi, per professione, scrive per i giornali, e chi collabora, come redattore, alla compilazione di un giornale.

   

Mammifero domestico, solitamente socievole e fedele.

   

Professionista forense fornito di laurea in legge il cui compito è quello di assistere i clienti durante un processo.

   

Chi presiede, cioè la persona che sovraintende, dirige, coordina, con o senza poteri di rappresentanza, l’attività di un’assemblea.

   


                      6  Sottolinea nelle seguenti frasi i nomi di esseri animati, poi specifica se sono nomi mobili (M), indipendenti (I), di genere comune (C) o di genere promiscuo (P).

1. La nuova impiegata dell’azienda è così brava che sarà promossa già in novembre. (.....)

2. La famosa scultura della dea Afrodite è opera di Prassitele. (.....)

3. Il pianista che preferisco è Chopin. (.....)

4. La formica maschio nasce da uova non fecondate. (.....)

5. La femmina della giraffa è solitamente più bassa del maschio. (.....)

6. La pediatra ha prescritto un farmaco per mio figlio. (.....)

7. Per il kebab non si usa il montone, perché si preferisce una carne più tenera. (.....)

8. Le leonesse sono facilmente riconoscibili in quanto non presentano la criniera. (.....)

9. Quando la comunicazione nella coppia è efficace, si è più fedeli al proprio consorte. (.....)

10. Il 1957 è stato l’anno del gallo, secondo la cultura cinese. (.....)

 >> pagina 177 

                      7  Inventa una favola usando almeno due nomi appartenenti a ciascuna categoria della tabella.


Nomi maschili terminanti in -a

Nomi femminili terminanti in -à

Nomi terminanti in -trice

tema, sistema, problema, poeta, clima, gorilla, programma, cataclisma, melodramma

elettricità, fragilità, onestà, città, tranquillità, società, attività, maturità, verità

difenditrice, scrittrice, attrice, cacciatrice, imperatrice, spettatrice, creatrice, posseditrice

                      8  Leggete il testo e rispondete alle domande.


il dottor Niù ha bussato alla mia porta

Avevo appena parcheggiato la macchina, quando un tizio con occhiali neri e capelli rasati mi viene incontro e si presenta: dottor Niù, consulente di aggiornamento tecnologico per famiglie. È un tipico esemplare Mediaset, un uomo per cui il tempo si è magicamente fermato. Ha sessant’anni ma ha il fisico di un quarantenne, l’han condannato a vent’anni di galera ma non ne ha fatto neanche uno. Mi spiega che la sua è una new profession nata insieme alla new economy per una new way of life. Devo solo avere un old conto corrente con un po’ di old fashion money per pagargli l’old onorary. Travolto dal suo garbo e dal suo eloquio, firmo un contratto di consulenza. Diamoci subito da fare, dice il dottor Niù, la sua vita va ottimizzata e rimodernata. Cominciamo dalla sua auto, è un vecchio modello superato e ridicolo. Ma ha solo tre anni, dico io. Tre anni sono tre secoli nella new economy, spiega. La sua auto non ha il navigatore satellitare, i vetri bruniti, l’altimetro, le sospensioni anti-alce. Però funziona bene, dico io. Si vede che non guarda la pubblicità, ride il dottor Niù. Che cosa vuole dire “funziona”? L’auto non è fatta per funzionare, ma per mostrarla, per esibirla, per parlarne con gli amici, il funzionamento è un puro optional. Insomma in meno di tre ore ho il nuovo modello di auto, una specie di ovolone azzurro a dodici posti. Peccato che in famiglia siamo in tre.

(S. Benni, in repubblica.it)


1. Leggi il titolo: che cosa potrebbe indicare il nome Niù?

2. Sottolinea tutte le parole inglesi. Secondo te perché l’autore le usa?

3. Possiamo sostituirle con termini italiani?

4. Consulente è un nome mobile, indipendente, di genere comune o promiscuo?

5. La parola esemplare è maschile o femminile?

6. Qual è il femminile di alce? A che tipo di nomi di esseri viventi appartiene?

7. Aiutandoti con il vocabolario, prova a capire l’etimologia di pubblicità. Segue la stessa formazione di altre parole in -à, come città, libertà, abilità?

 >> pagina 178 

IL NUMERO


                      9  Scrivi i plurali dei seguenti nomi, quando è possibile. Attenzione, ci sono alcuni nomi che non hanno il plurale, altri che hanno il plurale ma sono invariabili.

pasta .....................................

solidarietà .....................................

zoo .....................................

gioco .....................................

televisore .....................................

pianoforte .....................................

pensiero .....................................

armadio .....................................

schema .....................................

lotta .....................................

pace .....................................

astuccio .....................................

gomma .....................................

assessore .....................................

aceto .....................................

giustizia .....................................

racconto .....................................

strega .....................................

                      10  Leggi l’articolo e inserisci i nomi comuni nella tabella.


A scuola con ragazze e ragazzi che dormono poco

Qualche anno fa ho avuto uno studente che dormiva in classe. Aveva vent’anni – era stato bocciato due volte – si faceva almeno due, tre ore di sonno pieno con la faccia sul banco. Non dormiva per noia – o insomma, credo, non solo. Era il sonno di chi arrivava a scuola distrutto, dopo una nottata in bianco. Non era l’unico. Milena, una ragazza di sedici anni di un liceo di Avezzano, mi ha spiegato che dorme in media quattro ore e che la sua vita è completamente influenzata dall’insonnia: «Mi addormento verso le cinque del mattino. Quando mi sveglio bevo tanto caffè, anche tre o quattro tazze, mi preparo in fretta, vado a scuola, e rimugino sulle cose tutto il giorno, fino a rimettermi nel letto senza riuscire ad addormentarmi», dice.

(Adattato da internazionale.it)


Nomi variabili

Nomi difettivi

Singolari

Plurali

 








 >> pagina 179 

                      11  Nelle seguenti frasi, individua i plurali dei nomi errati o rari e sostituiscili con quelli corretti o più comuni. In alcune frasi non ci sono errori.

1. Conosco una coppia di belghi con cui devo comunicare in francese. .......................

2. Secondo me i profughi dovrebbero essere sempre accolti. .......................

3. Gli psicologhi sono concordi nel ribadire l’importanza di una corretta comunicazione in qualsiasi tipo di relazione. .......................

4. Ho dei formicoli alle gambe: forse dovrei alzarmi e camminare per qualche minuto. .......................

5. Non starai portando troppe valigie? Staremo via solo quattro giorni. .......................

6. Le arancie che hai comprato sono davvero succose. .......................

7. Le roccie delle Dolomiti presentano spesso conchiglie e coralli risalenti a milioni di anni fa. .......................


                      12  Individua l’intruso di ogni gruppo, poi spiega in che cosa si distingue dagli altri.

1. olio – amarezza – idrogeno – gente – Sud – attore

..................................................................

2. faccia – spiaggia – camicia – focaccia – bilancia – pioggia

..................................................................

3. dialogo – riepilogo – catalogo – psicologo – prologo – apologo

..................................................................

4. dito – occhio – mano – capello – collo – naso

..................................................................


                      13  Inserisci nelle frasi i nomi sovrabbondanti della lista scegliendo il plurale e l’articolo corretti. Attenzione: in alcuni casi sono corrette entrambe le risposte.

orecchio braccio ciglio osso (2 volte) dito grido urlo


1. ........................ di questa impastatrice sono regolabili e lavorano su diverse velocità: cucinare non è mai stato così facile!

2. Quando qualcuno sta imparando un mestiere si dice che “si sta facendo ........................ ”.

3. ........................ di alcuni animali venivano utilizzati per costruire strumenti musicali, come i flauti.

4. Ho preso molto vento e adesso mi fanno male ........................ : avrei dovuto mettere il cappello.

5. ........................ delle strade dovrebbero essere sempre ripuliti dalle sterpaglie.

6. ........................ indici si chiamano così perché servono per indicare qualcosa.

7. Ho sentito ........................ giù in strada e mi sono affacciata alla finestra per capire che cosa stesse succedendo.

8. Quando sono in pericolo, molti animali emettono ........................ diversi rispetto a quelli che di solito usano per comunicare.

 >> pagina 180 

                      14  In base all’ambito lessicale indicato al centro, scrivi tutti i nomi che ti vengono in mente, dividendoli secondo le caratteristiche indicate nei vari campi. Alcuni nomi potrebbero rientrare in più di un campo.


 >> pagina 181 

                      15  Completa il cruciverba, poi rispondi alle domande.


Orizzontali

4. Strumento che serve per tagliare la carta.

6. Settimo mese dell’anno.

7. Tipo di indumento.


Verticali

1. Metallo meno prezioso dell’oro.

2. Malattia che si manifesta con la comparsa di febbre e macchie rosse che provocano prurito.

3. Le usi per mangiare. Le puoi lavare a mano o con un apposito elettrodomestico.

5. Il contrario di orgoglio, superbia, arroganza.

8. Avvenimento che determina l’unione ufficiale di una coppia.


a. In quale tipo rientrano i nomi richiesti? ...........................................

b. Quali di questi sono al singolare? ...........................................

c. Quali sono al plurale? ...........................................

giochi di PAROLE Gioco del tris. Inizia lo studente che per primo trova tre nomi mobili. Dichiara quale casella vuole occupare e scrive il femminile o il maschile del sostantivo nella casella. Se la soluzione è corretta, può occupare la casella. Il turno passa all’avversario, che fa lo stesso. Vince chi riesce per primo a fare tris, ossia a occupare tre caselle adiacenti in orizzontale, verticale o diagonale.

La Grammatica Treccani - volume A
La Grammatica Treccani - volume A
Morfologia, sintassi, lessico, fonologia, ortografia.