Dai fatti alla Storia - volume 3

La Prima guerra mondiale | CAPITOLO 2 erano operai e contadini, furono le donne a prendere il loro posto sia nei campi sia in fabbrica, anche in settori lavorativi dove la loro presenza non era consueta. La guerra costituì per le donne un occasione per dimostrare di saper assumere la responsabilità di lavori e funzioni tradizionalmente destinate solo agli uomini, acquisendo una maggiore autonomia personale e familiare e un più marcato peso sociale. Dal punto di vista finanziario i paesi in guerra fecero massiccio ricorso a prestiti per pagare i costi del conflitto, rivolgendosi in particolare alle banche centrali e, nel caso dei paesi dell Intesa, indebitandosi con gli Stati Uniti. Si generò, in tal modo, un debito pubblico smisurato che avrà gravi conseguenze nel dopoguerra. Poster del Credito italiano, in cui un soldato chiede a tutta la popolazione di sottoscrivere un prestito di guerra, 1917. Fronte interno L insieme dell opinione pubblica e della popolazione civile che il potere politico tende a coinvolgere negli impegni bellici. un elemento della guerra totale. LA STANCHEZZA DI SOLDATI E CIVILI Dopo anni di guerra ininterrotta, avanzava tra i soldati e tra i civili un senso di sfinimento. Gli eserciti e le popolazioni civili esaurirono gli entusiasmi di fronte a un evento così devastante. Davanti alla morte di milioni di uomini e alla mancanza di generi di prima necessità, si attivarono forme di resistenza, di opposizione alla guerra, che avviarono la crisi politica di tutti gli Stati coinvolti e soprattutto la crisi di coscienza degli europei. La sensazione non riguardò solo gli aspetti materiali della vita, ma fu tutt uno con la stanchezza morale, con l insofferenza verso una guerra che appariva priva di senso. I soldati si sentirono traditi dai comandi militari; aumentarono gli atti di insubordinazione e di diserzione, cui si associarono le automutilazioni o la simulazione di malattie fisiche e mentali per essere allontanati dal fronte. Erano evidenti segni di logoramento, derivati dalla lunga e sfibrante vita di trincea e dall aver affrontato e attuato orrende carneficine. Gli uomini coabitarono, in quegli anni, costantemente con la morte. La visione di corpi sventrati e mutilati produsse, nei soldati, un trauma che restò impresso nelle loro coscienze. Nacquero dall orrore della guerra nuove espressioni di malattia psichiatrica. Gli squilibri mentali derivanti dalla convivenza con la morte e con il terrore erano l espressione di un autentico bisogno di fuggire dalla carneficina. In Italia quasi mezzo milione di soldati furono denunciati per renitenza e circa 200 000 per diserzione. Ma i soldati si difendevano dalla vita di guerra anche in altri modi. Lo facevano con la scrittura di lettere a casa che rappresentarono una sorta di tutela di se stessi, attraverso il recupero di relazioni più intime e quotidiane. FRONTE INTERNO E PROPAGANDA A questi segnali sui campi di battaglia si aggiunsero quelli del cosiddetto fronte interno, cioè delle popolazioni civili che vivevano l altra faccia della guerra, fatta di ansie per i propri cari andati a combattere, di sacrifici quotidiani, di privazioni e dolori che si accrescevano con il passare del tempo, fino al razionamento dei generi alimentari. Tale situazione coinvolse tutti i paesi belligeranti e cominciò a provocare il venir meno del consenso dell opinione pubblica all entusiastico mito della vittoria. Non furono, quindi, soltanto i militari a essere provati dalla guerra di logoramento. I civili sembravano non essere più disposti a dare legittimità a una guerra i cui costi umani superavano ogni ragionevolezza. Proprio per dare una risposta decisa a questa nuova percezione che si insinuava nelle popolazioni e nei soldati, gli Stati Maggiori degli eserciti e i governi si mobilitarono con nuove forme di pressione sull opinione pubblica e sui soldati in particolare. 67

Dai fatti alla Storia - volume 3
Dai fatti alla Storia - volume 3
Dal Novecento a oggi