3 LA LOTTA PER LE INVESTITURE

V ¬ ¬ ¬ ¬ ¬ | CAPITOLO 2 3 L imperatore Enrico III e la moglie Agnese protetti da Cristo in trono, miniatura del 1045. Ierocrazia Sistema politico fondato sul potere della classe sacerdotale, potere che si ritiene conferito da Dio e che si esercita nell ambito sia spirituale sia temporale. QUANDO 1059 Con Niccolò II esclusione dei laici dall elezione papale Cardinale Il grado più alto della gerarchia ecclesiastica. I cardinali sono nominati direttamente dal papa e lo assistono nel governo della Chiesa. LA LOTTA PER LE INVESTITURE IL CONTROLLO IMPERIALE SULLA CHIESA In presenza di un vuoto di potere morale della Chiesa, l Impero si assunse il compito di farsi garante della moralità della christianitas con l intento di avvalorare il proprio primato rispetto al papato. Una prima manifestazione di questa tendenza era stata la vicenda che nel n X secolo aveva visto protagonista Ottone I: di fronte alla crescente corruzione n della curia (cioè la corte) pontificia e del papa Giovanni XII, l imperatore aveva deciso di deporlo accusandolo di grave immoralità. Questo atto clamoa roso accreditava la supremazia del potere secolare su quello ecclesiastico. r Questo indirizzo politico continuò con successo al punto che l imperatore Enrico III di Franconia (1017-56) nel 1046 giunse a Roma, dove il papato era E spaccato dalla presenza di ben tre pontefici eletti da altrettante fazioni. Ricorrendo al Privilegium Othonis (962) (> C0.7) l imperatore li fece deporre e fece eleggere Clemente II. Successivamente riuscì a controllare l elezione di quattro pontefici, designandoli egli stesso. Fu questo un modo per tenere a freno le lotte delle casate nobiliari di Roma, che usavano il soglio pontificio f per p la loro ascesa al potere. Accreditandosi come custodi del rinnovamento spirituale della Chiesa, gli imperatori della casa di Franconia appoggiarono s i movimenti riformatori garantendosi il primato sulla Chiesa. LA REAZIONE DEI PAPI Il controllo di natura sia politica sia morale esercitato dall Impero sul papato aveva determinato l ascesa al soglio pontificio di personalità molto attente alle qualità cristiane del mondo ecclesiastico e orientate a una concezione del papato come entità autonoma dal controllo imperiale. I papi dell epoca si adoperarono, infatti, verso un processo di riforma che nell arco di qualche decennio portò effetti opposti a quelli desiderati dagli imperatori. In questi anni fu elaborata una nuova concezione, che potremmo definire di tipo ierocratico, secondo cui la Chiesa non solo intendeva sottrarsi alla tutela imperiale ma affermava con chiarezza l universalità della figura del papa. In quanto vicario di Pietro non poteva esserci altra autorità a lui superiore, all interno della Chiesa (primato sugli altri vescovi) ma anche al di fuori (quindi rispetto a tutte le autorità civili). Nel 1059 i propositi imperiali trovarono un valido contrasto nell opera di papa Niccolò II (1058-61) il quale affermò che nessun laico, quindi neanche l imperatore, poteva influenzare l elezione del papa, riservata esclusivamente al collegio dei cardinali. All imperatore non veniva riconosciuto neppure il potere di ratifica dell elezione. Quanto ai vescovi, che, come abbiamo visto più sopra, ricevevano dall imperatore diritti di tipo pubblico, non poterono più ottenere alcuna funzione dall autorità politica, in quanto sarebbero caduti nell accusa di simonia. Il papa dichiarò, pertanto, decadute tutte le investiture fatte dagli imperatori. Con questo atto Niccolò II riprendeva in mano il controllo della struttura di vertice della Chiesa e si svincolava dalla precedente sottomissione sancita dal Privilegium Othonis. Era scoppiato quel conflitto tra papato e Impero noto con il nome di lotta per le investiture . In questo periodo, anche sulla spinta dei movimenti riformatori, fu stabilito per decreto l obbligo del celibato per gli ecclesiastici. Se lo scopo evidente era di natura morale non si può nascondere che il provvedimento rispondeva anche a interessi di tipo economico, in quanto intendeva ridurre la dispersione del patrimonio ecclesiastico. Il decreto provocò notevoli opposizioni, soprattutto da parte degli aristocratici, ma altrettanto forti furono le approvazioni. 59 77636R_0000E01_INTE_BAS@0059.pgs 15.09.2021 13:06

Dai fatti alla Storia - volume 1
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Dal Medioevo all'Età moderna