5 LE DELIBERAZIONI DEL CONCILIO

La Chiesa cattolica tra reazione e rinnovamento | CAPITOLO 17 I papi e le fasi del concilio Paolo III 1545 1547 1550: Giulio III 1551 1552-59 1555: Paolo IV 1559: Pio IV 1562-63 1563 Chiusura del concilio di Trento QUANDO ni dottrinali bloccasse ogni possibilità di ricomposizione con i protestanti, impedendo definitivamente l auApertura a Trento spicata unità religiosa. Spostamento a Bologna Nel contempo, tuttavia, visto che da parte luterana non si manifestava alcuna intenzione di partecipare al Ritorno a Trento concilio, Carlo V optò per la soluzione militare, affronSospensione tando e sconfiggendo i principi protestanti della Lega di Non convocato Smalcalda nel 1547 a M hlberg (> C16.5). Nel 1547, per via di una pestilenza, ma anche per le Conclusione diverse prospettive e i dissidi sorti tra il papa e Carlo V, il concilio fu spostato a Bologna, in territorio pontificio, dove Paolo III riteneva di poter controllare meglio l assemblea. Perciò la nuova sede fu sgradita all imperatore, il quale attendeva ancora la mossa che avrebbe consentito di raggiungere un accordo capace di ricomporre l unità politica in tutto l Impero. In questa fase i lavori, anche se ufficialmente proseguirono, di fatto non fecero alcun progresso. Solo nel 1551 il concilio fu riconvocato a Trento sotto la guida del nuovo papa Giulio III (1550), ma venne nuovamente sospeso l anno dopo. Nel 1555 divenne papa Gian Pietro Carafa, con il nome di Paolo IV (1555-59): fautore di una linea intransigente e fiero sostenitore della lotta alle eresie, era un convinto assertore del primato pontificio su qualunque assemblea conciliare e perciò il concilio non fu convocato. Riprese solo nel 1562, con Pio IV (1559-65), per essere finalmente portato a termine l anno seguente (1563). RICAPITOLANDO 1 Che cosa suggeriva il documento Consilium de emendanda Ecclesia? 2 Per quale motivo fu scelta la città di Trento? 3 Per quali ragioni papa Paolo IV non convocò il concilio? 5 Canone L insieme delle norme di carattere giuridico o dogmatico che la Chiesa stabiliva al suo interno, soprattutto quelle emanate dai concili. LE DELIBERAZIONI DEL CONCILIO LE QUESTIONI FONDAMENTALI DELLA FEDE CATTOLICA Il concilio fu formalmente concluso con la bolla di Pio IV, Benedictus Deus, emanata nel giugno 1564, con cui venivano convalidati i canoni e le decisioni stabilite nel corso delle varie fasi. Qualche mese dopo il pontefice promulgò la Professione di fede (Professio fidei), un testo che riepilogava sinteticamente le deliberazioni approvate dal concilio (> F , pag. 436). Queste riguardavano soprattutto cinque questioni fondamentali, tutte di ordine dottrinale, con il chiaro scopo di rimarcare le distanze dalle tesi protestanti. Le fonti primarie della fede erano individuate nelle Sacre Scritture, cui si aggiungeva, riconoscendogli pari valore, il contributo dato dalla tradizione della Chiesa. La storica traduzione latina della Bibbia, la cosiddetta Vulgata (> C16.1), fu l unica versione autorizzata a circolare nel mondo cattolico, contro l idea di riprendere i testi originali ebraici e greci. Inoltre a nessun laico fu concessa la libertà di commentare le Sacre Scritture, sottolineando in tal modo il ruolo del clero come unico intermediario fra Dio e gli uomini. La salvezza del fedele veniva riconosciuta come derivante sia dalla grazia divina sia dalle opere buone realizzate in vita, in contrapposizione al principio della giustificazione per sola fede, caposaldo della dottrina luterana. 435 77636R_0000E01_INTE_BAS@0435.pgs 15.09.2021 13:57

Dai fatti alla Storia - volume 1
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Dal Medioevo all'Età moderna