Dai fatti alla Storia - volume 1

La crisi del Trecento le cattive condizioni igieniche degli abitanti d Europa facilitarono il diffondersi del contagio. La medicina dell epoca non aveva strumenti adeguati per combattere il morbo, cosicché si ebbe una rapida diffusione e quindi una vera e propria pandemia. Non conoscendo la malattia e non sapendo come combatterla si elaborarono teorie che andavano dall influsso degli astri alla corruzione dell aria o all uso purificatore del fuoco. Solo in pochi casi si attuarono regolamenti sanitari e si presero provvedimenti di isolamento della popolazione da parte delle autorità. L immaginario collettivo tentava di darsi spiegazioni di natura religiosa per una strage così enorme, ritenendo che Dio avesse voluto punire l umanità peccatrice. Il terrore si diffuse man mano che la peste uccideva milioni di abitanti (morì più di un terzo della popolazione europea). In questo clima si sentì il bisogno di trovare qualche soggetto cui attribuire la colpa di quanto stava avvenendo e spesso furono incriminati gli ebrei, già odiati dai cristiani che li accusavano di deicidio per avere fatto crocifiggere Cristo. Attraverso le opere d arte e la predicazione si diffuse una pedagogia della paura che accentuava il senso di precarietà dell esistenza umana, sempre sotto la minaccia della morte. Squilibrio tra popolazione e risorse Raffreddamento climatico Calo delle rendite agrarie e aumento dei canoni Esaurimento dell espansione economica (Diminuzione della produzione agricola) Carestie Guerre Cattive Epidemie di peste condizioni igienico-sanitarie Inefficacia della medicina INDEBOLIMENTO DELLA POPOLAZIONE E CRESCITA DELLA MORTALIT Crollo demografico Immaginario della paura Persecuzione degli ebrei 77636R_0000E01_INTE_BAS@0161.pgs 15.09.2021 13:31

Dai fatti alla Storia - volume 1
Dai fatti alla Storia - volume 1
Dal Medioevo all'Età moderna