Dai fatti alla Storia - volume 1

La crisi del Trecento | CAPITOLO 6 Altri, invece, reagirono alla minaccia con l esasperazione dei piaceri del corpo e degli aspetti materiali della vita allo scopo di scacciare il pensiero della morte e godere del breve tempo che ancora restava da vivere. Tutto ciò accadeva in un clima di isteria collettiva, quasi fosse giunta la fine dei tempi. LA CACCIA AGLI EBREI Man mano che si diffondevano morte e paura e cresceva il senso di insicurezza avvenne un fenomeno tipico delle società umane quando non riescono a risolvere problemi gravi: la ricerca del capro espiatorio. PAROLE DALLA STORIA Capro espiatorio Il nome deriva da un rito di espiazione ebraico (ma conosciuto anche in altre culture): il sommo sacerdote trasferiva tutti i peccati del popolo su un caprone che poi era mandato a morire nel deserto. In questo modo, attraverso l espulsione di un soggetto divenuto estraneo, la comunità si sentiva sollevata e liberata dai suoi mali e dalle sue colpe. la persona sulla quale si fa ricadere la colpa, mandata al macello per coprire altre responsabilità. La morte e il papa, scena da una danza macabra quattrocentesca. RICAPITOLANDO 1 Come ebbe inizio e dove si diffuse l epidemia di peste del 1348 in Europa? 2 In che cosa consiste la teoria miasmatica ? 3 Quali risposte di tipo religioso si davano come motivazione della diffusione della peste? Il bisogno di individuare un responsabile su cui addossare la colpa di ciò che stava succedendo portò a una forte chiusura nelle relazioni; si finì per sospettare e diffidare di chiunque fosse ritenuto diverso : poveri, malati, vagabondi, forestieri, ebrei. Soprattutto gli ebrei furono incolpati di contagiare appositamente i luoghi pubblici o le acque per impossessarsi del potere e acquisire i beni dei cristiani. La reazione contro gli ebrei era motivata, spesso, da fattori di altra natura: essi svolgevano attività di prestatori di denaro a interesse (proibita ai cristiani per il divieto di praticare l usura (> C5.1) e ciò alimentava l ostilità nei loro confronti soprattutto da parte di chi, nobili o borghesi, doveva restituire i prestiti. Inoltre, la loro abilità commerciale era malvista dai mercanti, che li ritenevano pericolosi concorrenti. Ma soprattutto gli ebrei, in quanto ritenuti dalla Chiesa colpevoli di deicidio per aver provocato la morte di Cristo, erano sospettati di tramare contro i cristiani. Si verificarono omicidi di ebrei in varie località, soprattutto in Germania e in Svizzera, e in alcuni casi si giunse ad arderli vivi o a squartarli, come avvenne in alcune comunità catalane e tedesche. EFFETTI SULLA MENTALIT E SULLA CULTURA Vedere morire ogni giorno persone conosciute senza poter in alcun modo reagire, con la continua paura di essere contagiati, provocò un diffuso senso di angoscia. La morte come presenza costante portò a una più forte accettazione della precarietà dell esistenza umana. La stessa predicazione degli uomini di Chiesa si fece sempre più cupa, con il richiamo incalzante alle immagini di un inferno in cui i diavoli divoravano i corpi delle anime dannate, tra atroci sofferenze. Molti predicatori praticarono quella che oggi è definita pedagogia della paura , fondata sull idea del castigo di Dio: parole, rappresentazioni e figure della vita religiosa si impregnarono di simboli di morte. Anche l arte manifestò questo senso di terrore e contribuì a rafforzarlo, in particolare attraverso la pittura, svolgendo un importante ruolo soprattutto per gli analfabeti che proprio attraverso le immagini potevano comprendere i messaggi veicolati dalla Chiesa. Divennero frequenti, soprattutto sui muri di chiese e conventi, dipinti che avevano per tema il Trionfo della Morte (> F , pag. 158) o la danza macabra , con scheletri che ballano con uomini vivi di ogni condizione sociale, conducendoli alla tomba; o ancora le scene terrificanti del giudizio finale di un Dio adirato con gli umani peccatori. 157 77636R_0000E01_INTE_BAS@0157.pgs 15.09.2021 13:31

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Dai fatti alla Storia - volume 1
Dal Medioevo all'Età moderna