Dai fatti alla Storia - volume 1

SEZIONE A | RINASCITA E CRISI DELL EUROPA MEDIEVALE e di d conio delle monete, fino a eleggere i magistrati cittadini. Erano qu queste le cosiddette regalìe o, più precisamente nel linguaggio dell ep l epoca, i regàlia (in latino, cose del re ), cioè le prerogative del potere p pubblico che spettavano appunto al re, unico titolare della sovranità (per esempio battere moneta, nominare giudici, fissare e riscuotere tri tributi): potevano essere solo delegate per concessione o privilegio e s spesso venivano usurpate. Il comune consolare ebbe un carattere sostanzialmente aristocratico, nel senso che il potere era di fatto nelle mani dei grandi casati nobiliari della città, la militia, termine con cui si è soliti in indicare un ceto di cavalieri di città in grado di costituire un esercito, no non assimilabile alla cavalleria di tipo feudale. Il rafforzamento del co comune consolare fu costante tra la fine dell XI secolo e per quasi tu tutto il XII, anche attraverso la redazione di statuti cittadini che dimostravano una raggiunta autonomia nel legiferare. Ma l istituzione rimaneva afflitta da una sostanziale instabilità dovuta alle contrapposizioni fra le famiglie nobiliari. Tra i diritti acquisiti dai comuni c era anche l esercizio della giustizia, spesso esercitato in maniere estreme, come mostra la miniatura trecentesca. Podestà Magistrato che deteneva il potere (in latino: potestas) esecutivo nei comuni italiani. Il podestà di Genova tra i consoli della città, miniatura del XII secolo. I RAPPORTI CON IL CONTADO La presenza di una forte nobiltà terriera nelle città determin determinò uno stretto legame con le aree rurali circostanti, il contado. Man mano anche m mercanti e professionisti individuarono nel possesso della terra un veicolo di consolidamento della propria ricchezza e un opportunità di ascesa sociale, a imitazione dei nobili. Il già stretto contatto fra campagna e città (per via dell afflusso di alimenti e di uomini dalla prima alla seconda) giunse a una sorta di saldatura e prese la forma della subordinazione del contado alla città. Il controllo del territorio infatti era di fondamentale importanza non solo per garantirsi gli approvvigionamenti ma anche per assicurare la libera circolazione di uomini e merci, in continuo sviluppo. L espansione avvenne molto spesso attraverso conquiste militari oppure sulla base di accordi con le comunità rurali, che furono sottomesse alle esigenze dei comuni. Esse ottennero, tuttavia, effetti benefici grazie all introduzione di statuti di libertà per i contadini. IL COMUNE PODESTARILE Caratteristico della vita politica nei comuni italiani fu l alto livello di litigiosità che dava origine a continui scontri tra le varie fazioni cittadine della militia, per cui, a partire dal Duecento, si decisero nuove forme di gestione politica per evitare di danneggiare la coesione stessa della comunità. Si stabilì di affidare il comando a una nuova, singola figura, il podestà, il cui compito consisteva nel governare tenendo a bada le fazioni che mettevano in crisi la stabilità cittadina. Scelto inizialmente all interno della città, successivamente si ritenne più utile che il podestà dovesse essere forestiero, a garanzia della sua imparzialità. Particolarmente esperto in questioni militari e giuridiche, il podestà era affiancato da giudici e funzionari con cui gestiva le attività giudiziarie, ma anche quelle diplomatiche o relative alle guerre. La sua carica aveva la durata massima di un anno per evitare che potesse parteggiare per l una o l altra fazione o assumere 102 77636R_0000E01_INTE_BAS@0102.pgs 15.09.2021 14:54

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Dai fatti alla Storia - volume 1
Dal Medioevo all'Età moderna