Lo stile

Il contesto letterario La prima produzione letteraria in breve non enfatizza la sconfitta del popolo troiano, del quale gli abitanti di Roma si sentono discendenti; mette in risalto la virtù femminile della fedeltà nel personaggio di Penelope, che diviene così un modello di comportamento per le matrone romane; celebra il sentimento della patria e della famiglia, valori centrali nella formazione del civis Romanus. L Odissea, insomma, rappresenta agli occhi di Livio Andronico un poema nel quale i Romani possono facilmente trovare validi modelli etici e comportamentali. Lo stile La scelta del saturnio La grande importanza dell Odusia, di cui possediamo soltanto pochi e brevissimi frammenti, sta nella volontà dell autore di introdurre nel mondo latino uno dei capolavori della letteratura greca e, soprattutto, nello sforzo di romanizzare la poesia di Omero. Questo processo di romanizzazione è messo in atto da Livio Andronico in primo luogo ricorrendo non all esametro, ma al saturnio, il verso indigeno per eccellenza ( p. 90), l unico che non avesse rapporti con la metrica greca. Il saturnio è, secondo la testimonianza di Ennio («con i versi che un tempo recitavano i Fauni e gli indovini ), il verso dell antica poesia oracolare e ha perciò un valore sacrale, perfetto dunque per trasporre nell Odusia il tono solenne del modello. Esso, inoltre, viene latinamente reso anche con la scelta di parole, formule ed espressioni che dovevano apparire arcaiche già allo stesso Livio Andronico. Tra fedeltà al modello e romanizzazione La traduzione dell Odissea si presenta quindi come un opera che, pur nella sua autonomia, intende mantenere un contatto con l originale e non tradirne la qualità artistica: un impresa molto complessa da compiere in una lingua non ancora del tutto formata dal punto di vista letterario, che difficilmente sarebbe riuscita sin da principio a competere con la secolare esperienza culturale del mondo greco. Se si guarda al primo verso del poema nella versione liviana, si ha già un idea della ricercatezza e dell originalità dell operazione compiuta. Il famoso incipit dell Odissea, àndra moi ènnepe Mòusa, poly`tropon («L uomo ricco di astuzie raccontami, o Musa , trad. R. Calzecchi Onesti), è infatti così reso da Andronico: Virum mihi Came na inse ce versu tum Narrami, o Camena, l uomo ingegnoso Livio Andronico romanizza il poema omerico ricorrendo a un verso totalmente indigeno, il saturnio, per conferire all Odusia la stessa solennità del modello. Il primo verso dell opera esemplifica la complessità dell operazione: il poeta vuole mantenere il legame con il modello, ma al tempo stesso introduce elementi italici che integrano l opera nel mondo romano. (fr. 1 Traglia) Se, da una parte, si nota la volontà di non discostarsi troppo da un esordio celeberrimo, è evidente allo stesso tempo lo sforzo di romanizzazione, rappresentato dalla sostituzione della Musa greca con le Camenae, citate al singolare come le Muse del poema omerico. Si tratta, in origine, di divinità delle sorgenti del monte Celio, dotate di poteri profetici e divinatori (e quindi assimilate, appunto, alle Muse): nello specifico, il riferimento è qui alle quattro ninfe delle sorgenti i cui nomi tradizionali sono Egeria, Carmenta, Antevorta e Postvorta , al cui culto antichissimo Numa Pompilio aveva consacrato il bosco vicino alla fonte di Egeria. L importanza di questo autore, di cui purtroppo conosciamo così poco, sta proprio nella ricerca di una traduzione artistica in equilibrio fra fedeltà all originale ed esigenza di rielaborazione per un diverso ambito culturale e una diversa mentalità. Così, se nell originale greco il verso inizia con il richiamo all uomo (àndra) protagonista del poema, versu tum appare un perfetto calco del poly`tropon greco, perché il verbo trèpein, da cui deriva, corrisponde al verbo latino verto. Per l invito al canto Livio Andronico utilizza invece il termine inse ce, che doveva essere già al suo tempo una voce arcaica, resuscitata per rendere il termine epico ènnepe. 89

Tua vivit imago - volume 1
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Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.