Tua vivit imago - volume 1

GLOSSARIO D Deverbium Termine con cui si indicano le parti che nelle opere teatrali erano composte in metri trocaici o giambici e che, a differenza dei cantica (à canticum), erano destinate alla recitazione. Diàtriba Discorso di contenuto filosofico, riguardante generalmente tematiche etiche e moralistiche, che, essendo rivolto a un pubblico più ampio di quello delle scuole, adotta un tono più popolare e rivolge un attenzione maggiore agli aspetti della vita quotidiana. Praticata già da Socrate e dai suoi seguaci, la diàtriba entra in voga soprattutto in età ellenistica grazie a filosofi itineranti di orientamento cinico o stoico, assumendo carattere letterario solo con Bione di Borìstene (III secolo a.C.), e influisce significativamente sugli sviluppi del genere satirico a Roma. E Ecloga (o egloga) Dal greco ekloghè, letteralmente scelta , è una breve opera poetica di argomento pastorale o campestre, generalmente caratterizzata da ricercatezza formale e da tratti marcatamente idilliaci (à idillio); in particolare, si indicano con questo nome i singoli componimenti che costituiscono il corpus (à) delle Bucoliche di Virgilio. kphrasis (o ècfrasi) Dal greco èkphrasis, derivato dal verbo ekphràzo, descrivere , questo termine indica una descrizione di un opera d arte inserita all interno di un opera letteraria; sebbene presente già nella letteratura greca arcaica, il motivo dell èkphrasis è però molto ricorrente nei poeti alessandrini e, nella letteratura latina, è praticato in particolare dai neoterici e dai raffinati poeti augustei. Ellissi Omissione di un elemento della frase, che rimane dunque sottinteso; adoperata in particolare quando si vuole donare rapidità e concitazione al discorso e frequente nei prosatori che seguono la linea stilistica della brev tas (à), l ellissi in latino si verifica soprattutto tramite l omissione del verbo essere . Enallage Figura retorica tipica del linguaggio poetico che consiste nell utilizzo di un vocabolo al posto di un altro di uguale significato ma con funzione grammaticale differente, come nel caso in cui un aggettivo sia impiegato in luogo dell avverbio corrispondente. Per esempio in Lucrezio (V, 201-202) si trova inde avidam partem 844 montes silvaeque ferarum / possedere, una parte [della terra] l hanno occupata avidamente i monti e le selve [covo] di fiere : come si può osservare anche dalla traduzione, al posto dell aggettivo avidam si dovrebbe logicamente avere l avverbio corrispondente avide. Endiadi Dall espressione greca èn dià duòin, letteralmente una cosa per mezzo di due , il termine indica una figura retorica che consiste nell esprimere un concetto tramite due termini coordinati (generalmente due sostantivi al posto di un unico sostantivo determinato da un attributo o da un complemento di specificazione), come nel virgiliano pateris libamus et auro (Georgiche II, 192), letteralmente libiamo con coppe e con oro anziché libiamo con coppe d oro . Enfasi Procedimento espressivo che consiste nel far emergere un significato allusivo e implicito delle parole adoperate, in aggiunta al significato letterale, o anche, più genericamente, nell intensificare l espressività tramite la messa in evidenza di un termine o di una locuzione all interno del periodo (per esempio, l uso enfatico dei pronomi personali, ripetuti o collocati alla fine o all inizio della frase o del verso in posizione enfatica, per l appunto). Enjambement Si verifica quando un unità sintattica non è conclusa all interno del verso ma si prolunga all inizio di quello successivo. Per esempio: nec Babylonios / temptaris numeros (Orazio, ode I, 11, 2-3). Epanalessi Figura retorica, dai grammatici latini detta geminatio, che consiste nella ripetizione di una o più parole in un unico segmento testuale sintattico (prosa) o ritmico (verso), sia di seguito, sia con l interposizione di altre parole, come in De rerum natura I, 6: te, dea, te fugiunt venti, te nubila caeli. figura di emozione, di intensificazione enfatica. Epicèdio Brano poetico composto in onore di una persona defunta. Il carme 3 di Catullo, per esempio, sebbene sia dedicato a un animaletto da compagnia, il passero di Lesbia, è a tutti gli effetti un epicèdio. Epifora Ripetizione di una stessa parola alla fine di periodi (in prosa) o versi (in poesia) successivi, come per esempio in Sallustio, De Catilinae coniuratione, 51, 3: Ubi intenderis ingenium, valet; si lubido possidet, ea dominatur, animus nihil valet. Epìllio Dal greco epy` llion, diminutivo di èpos, è un breve componimento di argomento storico-mitologico, caratterizzato da raffinatezza formale e ricco di quadretti di genere e descrizioni minuziose di uomini e cose umili o borghesi; inaugurato in età ellenistica e molto praticato dai dotti poeti alessandrini, un esempio di epillio nella letteratura latina è il carme 64 di Catullo. Epinìcio Dal greco epinìkion mèlos, canto della vittoria (epinìkion è infatti composto di epì, sopra , e nìke, vittoria ), è propriamente, nella lirica greca, un componimento d occasione per celebrare i vincitori ai giochi panellenici (celebri gli epinìci di Pindaro e Bacchilide); più genericamente, si definisce così uno scritto o un discorso composto per glorificare una persona o un avvenimento. Epitaffio (o epitafio) Dal greco epitàfios (composto di epì, sopra , e tàfos, tomba ), è originariamente un iscrizione sepolcrale, spesso in forma poetica e celebrativa del defunto; successivamente passa a indicare, in senso più ampio, un elogio funebre, che può assumere la forma sia di un componimento poetico sia di un discorso pubblico. Epitalàmio Dal greco epithalàmios y`mnos, inno nuziale (epithalàmios è infatti composto di epì, sopra , e thàlamos, talamo ), è originariamente il canto con cui si accompagnavano gli sposi presso il talamo. Il termine è poi passato a indicare, genericamente, un componimento d occasione per celebrare un unione matrimoniale, come per esempio i carmi 61 e 62 di Catullo. Epìtome Dal greco epitomè, derivato da epitèmno, tagliare, riassumere , è il compendio di un opera più ampia, allestito perlopiù a fini didattici da autori successivi. Nella letteratura latina, l opera maggiormente epitomata sono gli Ab Urbe condita libri di Tito Livio, ma molte altre opere storiografiche, grammaticali ed enciclopediche di ampio respiro hanno subìto la medesima sorte e spesso ne sono sopravvissute soltanto le epìtomi. Eufemismo La sostituzione di parole o locuzioni con altre dal significato più attenuato, effettuata per scrupolo morale o riguardo sociale, o per evitare eccessivo realismo o crudezza. Excursus Breve divagazione rispetto all argomento principale di una trattazione, allo scopo di approfondirne un determinato aspetto. famosissimo, per esempio,

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Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.