Tua vivit imago - volume 1

L autore Sallustio 10 15 20 25 30 35 40 lutarli realisticamente, più di ogni altro ti incoraggeranno. Quello, infatti, debole e malsicuro, accetterà qualunque alleanza tu possa volere; e a me la sorte, che pure mi ha strappato parecchie cose, ha dato l esperienza a consigliare bene; per di più ed è un elemento che dovrebbero augurarsi quelli che godono di prosperità io, non più fortissimo, offro un esempio perché tu possa regolare meglio le tue cose. Per i Romani l unico e inveterato motivo per combattere contro tutti i popoli e le nazioni e i re è la smisurata brama di dominio e di ricchezza. Spinti da essa, dapprima intrapresero una guerra contro Filippo re di Macedonia4 ma fingevano per lui amicizia finché erano premuti dai Cartaginesi ; poi fraudolentemente staccarono da lui Antìoco5 che gli veniva in aiuto, con concessioni in Asia; subito dopo, piegato Filippo, Antìoco fu spogliato di tutto il territorio al di qua del Tauro e di diecimila talenti. Pèrseo,6 poi, il figlio di Filippo, dopo molte e alterne lotte lo accolsero sotto la loro protezione dinanzi agli dèi di Samotracia; ma, astuti escogitatori di perfidie, dato che, in base ai patti, gli avevano concesso la vita, lo fecero morire d insonnia. Quell umene la cui amicizia orgogliosamente ostentano, anzitutto lo consegnarono ad Antìoco, come prezzo della pace; e poi, tenendolo a custode del territorio conquistato, con le spese che gli imposero, e con gli oltraggi di cui lo coprirono, da re che era, lo resero il più miserabile degli schiavi; e, inventando un empio testamento, trascinarono in un corteo trionfale suo figlio Aristonìco,7 perché reclamava il regno di suo padre. E occuparono l Asia. Infine, morto Nicomède,8 misero a sacco la Bitinia, sebbene ci fosse incontestabilmente un figlio natogli da Nisa, che egli aveva proclamato regina. [ ] Sai bene che i Romani, da quando l Oceano ha fermato la loro marcia verso occidente, hanno dirottato qui le loro armi. E, fin dai loro inizi, non hanno altro se non quello che hanno arraffato con la forza: case, donne, terre, impero. Profughi un tempo senza patria, senza genitori, si organizzarono in Stato per la rovina del mondo, e non c è legge umana né divina che li trattenga dal depredare e dal fare a brani gli alleati, gli amici, vicini o lontani che siano, deboli o potenti; e tutto ciò che non è anc ra loro schiavo, soprattutto i regni, considerano loro nemico. Ma pochi vogliono la libertà, in gran parte vogliono giusti padroni. E ai Romani noi siamo sospetti come rivali e come pronti a farci vìndici in futuro. E tu, che hai Seleucia,9 la più grande delle città, e il regno di Persia, dalle gloriose ricchezze, che cosa ti attendi da loro, se non malafede nel presente, e guerra in avvenire? I Romani impugnano le armi contro tutti, e tanto più spietate contro quelli dalla cui sconfitta si ricava 4. Filippo di Macedonia: Filippo V, il longevo sovrano macedone (238-179 a.C.) che aveva condotto contro Roma le prime due guerre dette macedoniche (215205 a.C. la prima, 200-197 la seconda). 5. Antìoco: Antìoco III di Siria, contro il quale i Romani avevano combattuto una lunga guerra fredda e, dal 192 al 188 a.C., la cosiddetta guerra romano-siriaca. 6. Pèrseo: figlio di Filippo V. Condusse contro i Romani una guerra disastrosa (la terza guerra macedonica , 171-168 a.C.), al termine della quale la Macedonia venne divisa in quattro repubbliche separate e, nel 148 a.C., ridotta a provincia romana. 7. Aristonìco: ribelle che, alla morte del sovrano di Pergamo ttalo III (133 a.C.), il quale aveva lasciato in eredità ai Romani il suo regno, prese il nome di Eùmene III e guidò una guerra assai aspra contro i Romani, vinta nel 129 a.C. dal console Marco Perperna. 8. Nicomède: Nicomède IV, il sovrano di Bitinia che aveva lasciato in eredità a Roma il suo regno nel 74 a.C. 9. Seleucia: Seleucia al Tigri è la capitale del regno dei Parti. 827

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Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.