IL TEATRO ROMANO ARCAICO

Il contesto letterario La prima produzione letteraria in breve „IL TEATRO ROMANO ARCAICO Le origini Già prima del 240 a.C., anno a cui si fa tradizionalmente riferimento come data della prima messa in scena di un testo in lingua latina di Livio Andronico, a Roma sono frequenti delle rappresentazioni in cui si mescolano canti, danze e azioni drammatiche. Come già accadeva in Grecia, dove le rappresentazioni teatrali erano messe in scena durante le feste dedicate alle divinità, anche a Roma gli spettacoli sono strettamente connessi a periodi di interruzione dell attività lavorativa (feriae) e alla celebrazione di grandi festività religiose, dette ludi, durante le quali si svolgono diversi tipi di intrattenimento popolare: competizioni sportive (tra cui incontri di pugilato e corse con i carri) ed esibizioni di acrobati e danzatori. Sulla successiva introduzione dei cosiddetti ludi scaenici a Roma esiste una celebre testimonianza del grande storico di età augustea Tito Livio (Ab urbe condita VII, 2), che colloca l avvenimento nel 364 a.C.: Lo storico Tito Livio offre un importante testimonianza sulla nascita a Roma dei ludi scaenici, istituiti per placare l ira degli dèi e fermare una pestilenza in corso. Nascono come mescolanza di danze, canti e motteggi. Quell anno e il seguente, in cui furono consoli Gaio Sulpicio Petico e Gaio Licinio Stolone,1 durò la pestilenza. Nulla perciò fu fatto che sia degno di ricordo, se non che, per implorare il favore degli dei, si celebrò allora per la terza volta dopo la fondazione dell Urbe un lettisternio;2 e poiché la violenza dell epidemia non diminuiva né per umani provvedimenti né per aiuto divino, caduti gli animi in preda alla superstizione, si dice che tra gli altri mezzi per placare l ira 1. in cui furono consoli Stolone: i consoli del 364 a.C. 2. lettisternio: un convito sacro in cui si offrivano vivande alle immagini degli dèi. Il circolo degli Scipioni Con l espressione circolo degli Scipioni , ricorrente negli studi di letteratura latina, si è soliti indicare un gruppo di intellettuali, raccolti intorno a Scipione Emiliano (185/184-129 a.C.: è il figlio di Lucio Emilio Paolo, il vincitore di Pidna, ma adottato dalla gens degli Scipioni), che sarebbero stati i promotori del processo di ellenizzazione della cultura romana. Si tratta di un espressione moderna che non trova riscontro nelle fonti antiche, se non, in modo molto vago, in un passo del Laelius de amicitia (44 a.C.) di Cicerone ( p. 561), in cui Lelio, uno degli interlocutori del dialogo (che si svolge nel 129 a.C.), parlando dell amicizia di un superiore nei confronti di un inferiore, fa riferimento all amicizia di Scipione in nostro, ut ita dicam, grege ( nel nostro, per così dire, gregge ). Sicuramente intorno a Scipione, com è accaduto spesso ad altre personalità di spicco, si raccoglievano amici e conoscenti che condividevano con lui molti interessi, ma, come nota lo storico A.E. Astin (19301991), autore di un importante monografia su Emiliano (Scipio Aemilianus), pubblicata nel 1967, sarebbe un errore esagerare l unicità degli interessi culturali e intellettuali, presumendo l esistenza di una sorta di club di cui avrebbero fatto parte tutti i romani filelleni. Altrettanta cautela va applicata alla presunzione dell esistenza di un gruppo che, oltre agli interessi culturali, avrebbe condiviso anche determinate posizioni politiche. Certamente non tutti gli intellettuali romani filelleni appartenevano all entourage di Scipione Emiliano: alcuni, anzi, ne erano avversari. La denominazione di circolo degli Scipioni è, dunque, legittima se fa riferimento ad alcuni letterati che esercitarono una grande influenza sulle generazioni successive, ma che non furono gli unici a coltivare l interesse per la cultura greca, allora in grande diffusione presso il patriziato romano. Non vi sono dubbi, invece, sull importanza, da questo punto di vista, di Lucio Emilio Paolo e di Scipione Emiliano: il primo fece avere ai figli un educazione ellenica e donò loro l immensa biblioteca di Pèrseo, il re della Macedonia sconfitto nel 168 a.C.; il secondo fu in rapporti di stretta amicizia da giovane con lo storico Polibio e più tardi con il filosofo stoico Panezio: due intellettuali il cui pensiero rappresentò un momento decisivo nel processo di armonizzazione tra la cultura greca e i tradizionali valori romani. 81

Tua vivit imago - volume 1
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Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.