T14 ITA - L’assedio di Alesia. La posizione della città

L autore Cesare T14 L assedio di Alesia. La posizione della città latino tratto da De bello Gallico VII, 69 Proprio quando Cesare sembra aver sottomesso tutta la Gallia, riuscendo anche a respingere gli assalti dei Germani (à T12), la situazione si fa improvvisamente drammatica con lo scoppio di una grande rivolta nel cuore stesso della regione: a Cènabo, l odierna Orléans, i Carnùti massacrano commercianti e residenti romani. La rivolta assume subito dei connotati religiosi per la vicinanza al centro druidico più importante della Gallia, dove una volta l anno i druidi (i sacerdoti delle popolazioni celtiche) si riunivano solennemente. A capo della rivolta si pone Vercingetorìge (à p. 330), condottiero ambizioso che conosceva bene i Romani per esserne stato alleato. Dopo gli scontri ad Avàrico e a Gergovia, dove i Romani subiscono una pesante sconfitta, Vercingetorìge si dirige ad Alesia, dove si accampa fuori dalle mura. Qui Cesare descrive con precisione la posizione della città: la morfologia del territorio gioca infatti un ruolo importante nello sviluppo dell assedio. Audio LETTURA ! 5 repetita iuvant p. 742 à 10 1. Ipsum erat oppidum Alesia in colle summo admo dum ed to loco, ut nisi obsi dione expugnari non posse videretur; 2. cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. 3. Ante id oppidum planities circ ter milia passuum tria in longitudinem patebat: 4. rel quis ex omnibus partibus colles mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant. 5. Sub muro, quae pars collis ad orientem solem spectabat, hunc omnem locum copiae Gallorum compleverant fossamque et maceriam sex in altitudinem pedum praeduxerant. 6. Eius munitionis quae ab Romanis instituebatur circu tus XI milia passuum tenebat. 7. Castra oppor tunis locis erant posita ibique castella viginti tria facta, quibus in castellis interd u stationes ponebantur, ne qua subito eruptio fie ret: haec eadem noctu excubitoribus ac firmis praesidiis tenebantur. 1. Ipsum non posse videretur Ip sum: si riferisce a oppidum ( la stessa città , la vera e propria città ). oppidum: città , ma nel senso di roccaforte . Ale sia: è identificata con l attuale centro di Alise Sainte-Reine, presso Digione. in colle summo: sulla sommità del colle ; l aggettivo summus è usato in funzione predicativa. admo dum ed to loco: ablativo di stato in luogo ( in una posizione assai elevata ); ed tus è il participio perfetto del verbo e do ( emettere , ma anche elevare ), qui con valore aggettivale. ut videretur: proposizione consecutiva da cui dipende l infinitiva nisi obsidione expugnari non posse, cosicché appariva chiaro che non potesse essere espugnata senza un assedio (obsidione è ablativo strumentale; nota la doppia negazione nisi non, se non non ). 2. cuius collis flumina subluebant cuius collis: nesso relativo. duo flu mina: ai piedi (radices) del monte Auxois, su cui sorge il centro abitato, scorrevano i fiumi Ose e Oserain. Il sostantivo radix, in- dicante originariamente la radice , passa poi a indicare la parte inferiore di qualcosa l origine , il fondamento . 3. Ante patebat planities: ora è la pianura di Laumes. circ ter patebat: si estendeva in lunghezza per circa tremila passi (quindi circa 4,5 km). Nell espressione in longitudinem, la preposizione in con accusativo indica la dimensione e accompagna il complemento di estensione espresso con l accusativo semplice (milia passuum tria). 4. reliquis oppidum cingebant me diocri interiecto spatio: ablativo assoluto ( a poca distanza ). pari altitudinis fastigio: di pari altezza (lett. con cima uguale di altezza ), ablativo di qualità. 5. Sub muro praeduxerant quae pars: prolessi del pronome relativo (costruisci: pars collis quae spectabat ad orientem solem, la parte del colle che era rivolta a oriente ); la frase si riferisce a senso a hunc omnem locum, tutto questo luogo , ma pars è al nominativo per attrazione inversa del relativo. hunc praeduxerant: le truppe dei Galli avevano riempito tutto questo luogo e avevano realizzato davanti (praeduxerant) una fossa e un muro a secco (maceriam) alto sei piedi (cioè 1,8 metri circa) . 6. Eius munitionis tenebat tenebat: misurava ; il perimetro della fortificazione (munitionis circuitus) era lungo 11.000 passi, quindi circa 16,5 km. 7. Castra praesidiis tenebantur castella: il sostantivo castellum ( fortino ) è diminutivo di castrum ( castello , mentre il plurale castra significa accampamento ) e indica un architettura militare che si sviluppava in rapporto al castrum come opera fortificata e punto di osservazione. facta: sottintende erant. quibus in castellis: nesso relativo ( e in questi fortini ). stationes: corpi di guardia . ne fie ret: affinché non (ne) avvenisse (fie ret) all improvviso (subito) una qualche irruzione (qua eruptio) . una proposizione finale negativa. haec eadem: questi stessi [fortini] . 741

Tua vivit imago - volume 1
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Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.