Tua vivit imago - volume 1

L autore Cesare Animali fantastici della Germania Quelli che qui Cesare ritrae sono animali sconosciuti per lui e per i suoi lettori: dovendoli descrivere, fa ricorso al confronto con animali più familiari ai Romani. Così, la renna è rappresentata come una sorta di incrocio tra un bue e un cervo, le alci sono raffigurate come grandi capre, gli uri come dei tori grandi quasi come elefanti. A suo modo, anche questa è una forma di interpretazione latina di realtà proprie di un mondo sentito come diverso, quale era quello dei popoli barbari: come le divinità celtiche sono assimilate a quelle del pantheon greco e latino, e come le istituzioni politiche e sociali dei Galli e dei Germani sono definite con gli stessi termini usati per quelle romane, così anche gli animali di quei territori sono descritti per mezzo dell analogia con quelli noti ai lettori di Cesare. Laboratorio sul testo COMPRENSIONE 1. Quali sono gli elementi che contribuiscono a conferire alla selva Ercinia il suo carattere selvaggio e quasi misterioso? 2. Tra gli animali descritti da Cesare, certamente l uro è quello più strano e curioso, perché, in quanto estinto, stimola maggiormente la nostra fantasia. rappresentato come un grosso bovino cornuto (se ne possono ammirare delle rappresentazioni tra le pitture rupestri della grotta di Lascaux in Francia) impossibile da addomesticare. Quali sono, secondo Cesare, i suoi rapporti con l uomo? TRADUZIONI A CONFRONTO Leggi in lingua latina il passo del capitolo 26 dedicato alla descrizione della renna. Confronta la traduzione di Adriano Pennacini alle rr. 12-15 con quelle di Carlo Carena e di Fausto Brindesi. Quali sono a tuo avviso le differenze più vistose tra le tre traduzioni? Quale ti sembra la più vicina al testo originale? Qual è, secondo te, la più efficace e perché? Proponi infine una tua traduzione letterale del passo. Testo latino Traduzione di C. Carena Traduzione di F. Brindesi 1. Est bos cervi figura, cuius a media fronte inter aures unum cornu exsistit excelsius magisque directum his, quae nobis nota sunt, cornibus: 2. ab eius summo sicut palmae ramique late diffunduntur. 3. Eadem est feminae marisque natura, eadem forma magnitudoque cornuum. 1. C è un bue con l aspetto di un cervo e un corno solo che esce in mezzo alla fronte tra le orecchie, più alto e diritto delle corna a noi note; 2. alla sommità si allarga con ramificazioni quasi palmate. 3. La femmina ha la stessa struttura del maschio, stessa forma e stessa estensione di corna. 1. Vi è un quadrupede simile al cervo, che porta in mezzo alla fronte, tra le due orecchie, un solo corno più alto e più diritto di quelli degli animali a noi noti, 2. che alla sommità si divide, come una palma, in rami di grande estensione. 3. Uguale è la corporatura del maschio e della femmina, ed uguali anche la grandezza e la forma delle corna. COMPETENZE ATTIVE cazion CA e CIVI Per approfondire Il brano descrive alcuni animali che popolano la selva Ercinia: si tratta di animali reali ma sconosciuti ai lettori di Cesare, e quindi quasi fantastici , presentati in modo non realistico. Tra questi compaiono gli uri, che vivevano in Europa e che si sono estinti da diverso tempo. Purtroppo, in seguito ai mutamenti climatici o all alterazione dell habitat naturale dovuto all inquinamento, molte specie animali sono state condannate all estinzione. Con il tuo docente di Scienze affronta questo argomento; prepara almeno una decina di slides su PowerPoint che mostrino alcune delle specie animali europee ormai estinte e le possibili cause che hanno portato alla loro scomparsa. OBIETTIVO 15 LASULLAVITATERRA 727 Edu

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Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.