Tua vivit imago - volume 1

LA CRISI DELLA REPUBBLICA E LE GUERRE CIVILI Analisi del testo La mollezza della civiltà Nei capitoli precedenti (à T5, T6) Cesare ha insistito sull arretratezza dell organizzazione sociale germanica; ora invece, mettendo a confronto Galli e Germani, individua nella capacità, propria di questi ultimi, di mantenere intatti gli usi primitivi e barbari la ragione della loro superiorità bellica, al contrario dei Galli, fiaccati e indeboliti dal contatto con la civiltà. Viene così richiamato uno dei luoghi comuni più caratteristici della tradizione culturale romana, vale a dire l idea che la cultura, in particolare quella greca con i lussi a essa associati, sia causa di indebolimento fisico e spirituale: è la posizione di Catone il Censore (à p. 105), che ora Cesare applica implicitamente alle popolazioni barbare, considerando più valorose e, di conseguenza, più temibili quelle che hanno conservato lo stile di vita più primitivo. Questo passo di Cesare sarà esplicitamente citato da Tacito nella Germania (cap. 28), per introdurre la trattazione delle popolazioni galliche che si erano stanziate in Germania: «Il divo Giulio, la cui autorità di storico è massima (summus auctorum divus Iulius), ci tramanda che in passato la potenza dei Galli era maggiore: si può dunque congetturare che anche dei Galli siano passati in Germania. Ben misero ostacolo poteva essere un fiume: appena un popolo prevaleva sugli altri, tendeva a occupare o a cambiare sedi non ancora definite nei confini e non entrate nella sfera di influenza di alcun regno (trad. G.D. Mazzocato). Una struttura sintattica articolata Dal punto di vista stilistico il capitolo presenta, dopo il primo paragrafo, una prima parte caratterizzata da un periodo piuttosto ampio (Itaque ea quae fertilissima Germaniae sunt loca bellicae laudis opinionem, rr. 3-7), articolato in diverse proposizioni relative (in un caso collegate tra loro per asindeto) che descrivono la situazione passata. Alla descrizione della situazione contemporanea è riservata la seconda parte, che presenta una successione di due subordinate causali seguite poi dalla principale; qui il contrasto fra la povertà dei Germani e l abbondanza dei Galli è sottolineato anche dall uso di sostantivi dal significato opposto come inopia (r. 7) e copia (r. 9). Caratteristici dello stile cesariano sono, inoltre, i costrutti participiali (paula tim adsuefacti superari multisque victis proeliis, r. 10) e le ripetizioni verbali tese a sottolineare i concetti (come quella di idem: quod in eadem inopia, egestate, patientia eodem victu et cultu , rr. 7-8). Laboratorio sul testo COMPRENSIONE 1. Perché un tempo i Galli attaccavano militarmente i Germani? Che cosa è cambiato nel tempo in cui Cesare scrive? ! repetita iuvant VERBI CHE SI COSTRUISCONO CON L ABLATIVO STRUMENTALE Il caso ablativo ha in latino diverse funzioni. Una di queste è quella strumentale, che esprime cioè la cosa o l essere per mezzo del quale si compie l azione espressa dal verbo (in caso di persona si preferisce invece l accusativo preceduto da per). Con tale funzione l ablativo è retto anche da alcuni verbi che sono: i verbi cosiddetti di abbondanza (abundo, augeo, affluo, compleo, onero, satio e altri); cinque verbi deponenti intransitivi che sono utor (eodem victu et cultu corporis utuntur, r. 8), fruor, fungor, potior (che può costruirsi anche con il genitivo, come nell espressione potiri rerum, impadronirsi del potere ), vescor e i loro composti. 724 N.B. Si costruisce con l ablativo strumentale anche l espressione opus est (à p. 174). Svolgi&Verifica ESERCIZI INTERATTIVI 1. Inquadra il QRcode: nei periodi proposti individua gli ablativi strumentali e sottolinea il verbo da cui sono retti.

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Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.