Tua vivit imago - volume 1

LA CRISI DELLA REPUBBLICA E LE GUERRE CIVILI e l austerità dei costumi e per una bellicosità che i loro vicini hanno in parte perduto. La barbarie germanica sarebbe dimostrata anche dalla mancanza di un potere centrale e dalla politica di aggressione nei confronti dei popoli confinanti: la bellicosità dei Germani li porta a continui sconfinamenti e incursioni, a cui i giovani vengono spinti perché si tengano in costante esercizio. Il capitolo 23, dunque, completa quanto detto nel capitolo 21: l arretratezza e la mancanza di civilizzazione dei Germani non riguarda soltanto i costumi e la società, ma anche l ambito politico e militare. Essi infatti sono privi di un potere centrale forte (T6, rr. 6-7) e non conoscono la legalità (T6, parr. 6-8). L unico aspetto positivo sembrerebbe essere rappresentato dal valore sacrale attribuito all ospitalità (T6, rr. 13-15). Gli studiosi hanno notato come le notizie fornite da Cesare a proposito dei Germani risultino spesso inattendibili rispetto all evidenza dei dati documentari e alle fonti storiche successive: non è escluso che il ritratto che il condottiero traccia di questo popolo sia volutamente deformato a fini propagandistici. Descrivendoli come barbari e primitivi, Cesare intendeva forse giustificare l esclusione dai suoi piani militari dei territori al di là del Reno. L interpretazione latina delle istituzioni dei barbari A proposito della lingua del De bello Gallico si può notare come, nell affrontare realtà fino a quel momento sconosciute al mondo romano, Cesare si trovi costretto a costruire un lessico nuovo: la soluzione che egli adotta è quella di latinizzare i nomi propri e i termini indicanti le strutture sociali e religiose, evitando così di inserire in uno stile armonico e lineare, dominato dal principio dell analogia (à p. 700), espressioni che alle orecchie di un romano sarebbero suonate rozze e dissonanti. Questo spiega il motivo per cui sono riferiti ai Germani, così come agli altri popoli barbari, vocaboli tipicamente romani come magistratus, principes, ius e fas. Laboratorio sui testi COMPRENSIONE 1. In che cosa consiste, secondo la descrizione di Cesare, la religione germanica? 2. Perché i Germani ritengono che sia segno di lode il fatto di essere circondati da solitudines (T6, r. 1)? 3. Qual è la loro abitudine che maggiormente si avvicina al vivere civile ? ! repetita iuvant L USO DEI TEMPI NELLE PROPOSIZIONI INFINITIVE Nelle proposizioni infinitive, il verbo non ha valore assoluto, ma instaura una particolare relazione temporale con la sovraordinata. Pertanto, il latino, a prescindere da quello che è il tempo della reggente, usa l infinito presente per indicare un rapporto di contemporaneità con la sovraordinata (expulsos agris finitimos cedere, neque quemquam prope audere consistere, rr. 2-3 di T6); l infinito perfetto se vuole esprimere un azione anteriore a quella della sovraordinata; l infinito futuro se invece l azione dell infinitiva è posteriore rispetto a quella della reggente (se fore tutiores, r. 3 di T6). Svolgi&Verifica ESERCIZI INTERATTIVI 1. Inquadra il QRcode: nei periodi proposti individua le proposizioni infinitive e indica il tipo di rapporto instaurato con la reggente. ANALISI 4. Quale figura retorica puoi riconoscere nel nesso ali vires nervosque confirmari (T5, rr. 6-7)? 5. Analizza sintatticamente le seguenti frasi: qui ei bello praesint, ut vitae necisque habeant potestatem (T6, r. 5). Quale principio retorico-stilistico riconosci nel loro accostamento? stato utilizzato in questo testo un ulteriore costrutto per rendere lo stesso tipo di proposizione? 722

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Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.