IL DE BELLO GALLICO

L autore Cesare in breve Fra oggettività e propaganda Cesare rifugge, tuttavia, dagli abbellimenti retorici caratteristici della historia vera e propria e da espressioni apertamente valutative: l effetto ricercato è quello dell oggettività della narrazione, ottenuto anche grazie al ricorso alla terza persona nel parlare di sé stesso, che segna un netto distacco dai fatti narrati. Si è molto discusso delle deformazioni celate dietro questa apparente oggettività: sicuramente le due opere cesariane sono strettamente legate all azione politica del loro autore e la loro finalità propagandistica è indubbia; tuttavia non si può parlare di vistose falsificazioni, ma piuttosto di omissioni, anticipazioni, attenuazioni tese a giustificare l operato del condottiero (à pp. 751 e 763). Cesare mira Temi ricorrenti nei commentarii cesariani Nei commentarii di Cesare ricorrono alcuni temi, relativi soprattutto all analisi dei comportamenti degli uomini: siano essi intesi come usi e costumi di popoli diversi da quello romano, osservati con lo sguardo dell etnografo (à T5); siano essi quelli degli ufficiali e dei comandanti militari, dalle cui scelte e dal cui esempio dipendono spesso le sorti delle battaglie e delle guerre (à T15 e T21); siano essi quelli dei soldati, colti nel loro rapporto con il proprio comandante (à T19, T23 e T24); siano essi, infine, quelli degli avversari politici, di cui vengono messe in luce meschinità e debolezze (à T16). Talvolta emerge invece nella narrazione un elemento estraneo alle logiche umane: la fortuna (à T13). Questa, secondo Cesare, determina dei repentini cambiamenti di situazione: è l elemento imponderabile che sfugge al controllo e alla razionalità umana. Alla fortuna si oppone la virtus, richiamata innumerevoli volte, soprattutto nei discorsi e nelle esortazioni ai soldati, ma riconosciuta non di rado anche agli avversari. Cesare indaga a un racconto che risulti oggettivo, pur orientandolo secondo i propri scopi politici. gli atteggiamenti umani nelle varie situazioni e il contrasto tra fortuna e virtus. IL DE BELLO GALLICO Argomento e data di composizione I primi sette libri dei Commentarii de bello Gallico presentano il resoconto delle campagne militari di Cesare in Gallia nel periodo compreso fra il 58 e il 52 a.C., ovvero fra la campagna contro gli Elvezi e la resa del capo dei Galli Vercingetorìge. Ciascun libro è dedicato a un anno (l ottavo libro, aggiunto da Irzio dopo la morte di Cesare, copre gli anni 51 e 50, colmando così la lacuna tra il De bello Gallico e il De bello civili). I tempi di composizione di quest opera sono tuttora oggetto di discussione fra gli studiosi: secondo alcuni il De bello Gallico sarebbe stato scritto di getto nell inverno del 52-51 a.C., mentre altri ritengono che la composizione sia avvenuta anno per anno, durante le pause invernali della guerra. A favore di questa ipotesi sono state evidenziate alcune contraddizioni interne all opera, difficilmente spiegabili se la scrittura fosse avvenuta in tempi brevi. Inoltre è stata ravvisata una evoluzione nello stile, dapprima scarno (e quindi più rispondente alle caratteristiche dei commentarii come appunti), poi sempre più curato e con maggiori concessioni agli artifici retorici. Una terza possibilità è che Cesare abbia abbozzato annualmente i resoconti, per poi riordinarli insieme in un secondo momento. Non è chiaro se I contenuti e la finalità dell opera Certamente il De bello Gallico è concepito dall autore come un eccezionale strumento di propaganda: come vedremo nella sezione antologica, Cesare intende dimostrare la necessità di una campagna bellica, presentata come preventiva (à T2 e T3), che gli porterà una grande gloria, innalzandolo a un enorme posizione di potere. Seguendo una consolidata tradizione storiografica, risalente allo storico greco Erodoto (V secolo a.C. à pp. 698-699), Cesare inserisce inoltre nel resoconto della campagna militare degli excursus geografici ed etnografici (rispettivamente sui Galli à T4; sui Germani à T5 e T6; sui Britanni à T9), consapevole dell interesse dei Romani per i popoli con cui egli si va misuran- Pur rappresentando il De bello Gallico sia stato composto di getto oppure anno per anno, dal 58 al 52 a.C. VIDEO Cesare: il De bello Gallico le campagne in Gallia in ottica propagandistica, Cesare testimonia i valori culturali e militari dei propri nemici. 697

Tua vivit imago - volume 1
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Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.