Tua vivit imago - volume 1

La retorica tra persuasione e inganno 30 35 40 45 50 legislatori senza la grande forza della parola non avrebbero ottenuto il risultato di far assoggettare gli uomini all ossequio della legge. Anzi, gli stessi precetti morali, anche se per natura sono onesti, hanno più efficacia nella formazione dello spirito, ogni volta che lo splendore di un orazione illumina la bellezza delle cose dette. Pertanto, anche se quelle della facondia possono essere armi a doppio taglio, tuttavia non è giusto considerare negativo ciò che si può usare per un buon fine. Queste discussioni valgono però forse per coloro che hanno ricondotto il fine della retorica alla capacità di persuadere. Se invece è (e noi seguiamo questa definizione) la scienza del parlare bene, di modo che l oratore sia innanzitutto un uomo onesto, bisogna riconoscere che essa è utile. E per Ercole! il grande dio che è padre delle cose e creatore del mondo non diversificò l uomo dagli altri esseri mortali in nulla più che nella facoltà di parola. Noi infatti vediamo corpi più prestanti quanto a grandezza, forze, solidità, resistenza, velocità anche negli esseri muti: sono gli stessi che hanno minor bisogno di forza acquisita dall esterno: infatti sanno per natura procedere più velocemente, nutrirsi, nuotare da soli, senza che ci sia chi glielo insegni, e per lo più si equipaggiano contro il freddo col proprio corpo, hanno armi congenite, trovano di che nutrirsi per strada, tutti bisogni per il cui soddisfacimento gli uomini si devono affaticare molto. Quel dio, dunque, a noi ha dato una razionalità che ci contraddistingue e volle che la condividessimo con gli dei immortali. Ma questa razionalità da sola non ci aiuterebbe tanto e non sarebbe in noi tanto manifesta, se non potessimo esprimere anche con la parola quello che abbiamo concepito col pensiero: caratteristica che vediamo mancare agli altri esseri più di una generica capacità di comprensione e di rappresentazione. [...] E infine, agli uomini a cui è negato il dono della parola, quanto poco giova quello spirito divino? Pertanto, se dagli dei non abbiamo ricevuto nulla di meglio della capacità di parlare, che cosa dovremmo ritenere tanto degno di cura e di fatica o in cosa dovremmo preferire di superare gli uomini, se non in ciò in cui gli uomini stessi superano gli altri esseri viventi. (trad. S. Beta, E. D Incerti Amadio) DI TESTO IN TESTO Ma voi, concittadini [ ] giudicherete forse che se questa fede compendia tutto un programma, è mestieri che un legislatore si tracci una precisa linea di condotta in tutte le particolari quistioni riflettenti l orientamento politico, l ordinamento delle amministrazioni pubbliche, il regime economico e via dicendo. Permettetemi dunque di dirvi le mie idee in proposito. Disciolte le antiche parti parlamentari, non ancora si delineano le nuove. Io auguro pertanto la formazione, e seguirò le sorti di quel partito che ci darà la libertà con l ordine all interno e la pace col rispetto all estero (Benissimo, applausi), di quel partito che realizzerà tutte le riforme legittime conservando tutte le tradizioni rispettabili (Bravo ! bene !) ; di quel partito che restringerà le spese folli e largheggerà nelle produttive (Vivissimi applausi), di quel partito che non presu- 687

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Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.