Tua vivit imago - volume 1

DALLE ORIGINI ALLA CONQUISTA DEL MEDITERRANEO Il generale cartaginese Annibale Barca. Scipione, soprannominato l Africano per le sue vittorie sui Cartaginesi. Pur essendo collocata in un area che, in base agli accordi successivi alla prima guerra punica, doveva essere considerata sottoposta all influenza cartaginese, Sagunto aveva stipulato un patto d alleanza con Roma, che quindi si sente in dovere di intervenire e dà inizio alle ostilità. Tuttavia, mentre i Romani mobilitano l esercito convinti che la posta in gioco sia il controllo della Spagna, un armata punica (composta da circa 30.000 soldati e qualche decina di elefanti), guidata da Annibale Barca, si mette in cammino dalla Spagna, giunge in Gallia e poi, attraversando le Alpi, invade l Italia, diretta verso l Urbe. Il piano del condottiero cartaginese, che ha attentamente studiato le proprie mosse, è quello di frantumare il sistema di alleanze che unisce Roma alle comunità della penisola e colpire al cuore la potenza avversaria sorprendendola con una rapida incursione, ma l iniziativa non ha successo. Nonostante le numerose e schiaccianti vittorie, nel 218 a.C. presso il Ticino e poi presso il Trebbia, l anno successivo sul Trasimeno e infine, nel 216 a.C., a Canne, Annibale non riesce a dare il colpo di grazia a Roma, che passa al contrattacco. Mentre i Punici sono impegnati a devastare l Italia meridionale e nonostante l intervento del re Filippo V di Macedonia al fianco di Annibale, un esercito, comandato da Publio Cornelio Scipione, conquista le basi dei Cartaginesi in Spagna, prima, e poi in Africa. Incalzata dai Romani, che cominciano a intraprendere azioni di vera e propria guerriglia sotto la guida del generale Quinto Fabio Massimo (soprannominato Cunctator, cioè Temporeggiatore , per via della sua tattica particolarmente cauta, che mira a evitare il più possibile gli scontri diretti), l armata di Annibale è costretta, dopo quindici anni di saccheggi in Italia, a tornare in patria per difendere Cartagine: lì, nella piana di Zama, a pochi passi dalla città nemica, Scipione sgomina l esercito avversario, costringendo i Punici alla resa (202 a.C.) e guadagnando, per lo straordinario successo, il soprannome di Africano. Cartagine, ancora una volta duramente battuta, è costretta a cedere i territori conquistati in Spagna e a versare ingenti indennità di guerra. Nonostante ciò, dà prova di straordinarie capacità di ripresa economica, riuscendo addirittura a saldare con largo anticipo il pagamento delle somme pattuite. Tale prosperità, dovuta a una posizione geografica estremamente favorevole per la produzione agricola e per il commercio, sarà però la causa della sua rovina: i Romani, premura occupati dalla possibilità che la potenza mar punica possa tornare a nuova vita, ma Medi t e r ra n e magazzini o anche temendo che Cartagine cada fra le mani di ambiziosi Stati rivali (come porto militare per esempio il vicino regno di Numidia), le dichiarano guerra, adducendo una serie di motivazioni pretestuose. Convinto, secondo la tradizione, da un accanita fazione anticartaginese, in cui spicca la figura di Marco Porcio Catone il Censore (acceso sostenitoporto o mercantile mercantile ile re dell eliminazione della città punica, al punto da concludere ogni intervento con un invito alla sua Marco Porcio Catone. La struttura del porto di Cartagine, ritenuto inespugnabile. 68

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Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.