Tua vivit imago - volume 1

L autore Cicerone 10 15 14. Nec vero illa parva vis naturae est rationisque, quod unum hoc an mal sentit, quid sit ordo, quid sit quod deceat, in factis dictisque qui modus. Ita que eorum ipsorum, quae aspectu sentiuntur, nullum aliud an mal pulchritudinem, venustatem, convenientiam partium sentit; quam similitudinem natura ratioque ab oculis ad animum transfe rens multo etiam magis pulchritudinem, constantiam, ordinem in consiliis factisque conservandam putat cavetque ne quid indeco re effeminateve faciat, tum in omnibus et opinionibus et factis ne quid libidinose aut faciat aut cogitet. Quibus ex rebus conflatur et efficitur id, quod quaerimus, honestum, quod etiamsi nobilitatum non sit, tamen honestum sit, quodque vere dicimus, etiamsi a nullo laudetur, natura esse laudabile. 14. Non è piccolo pregio della natura e della ragione che questo, unico tra gli esseri animati, avverta che cosa sia l ordine, il conveniente, la moderazione nelle azioni e nelle parole. Nessun altro essere sente la bellezza, la venustà, la concordanza delle singole parti delle stesse percezioni sensibili; la ragione naturale poi, trasportando per analogia queste proprietà dai sensi allo spirito, ritiene che ancor di più si debbano conservare bellezza, coerenza, ordine nei pensieri e nelle azioni, e si guarda dal commettere alcunché di sconveniente o di vergognoso, e del pari dal pensare o agire in alcunché capricciosamente, in tutti i suoi giudizi ed in tutte le sue azioni. Di questi elementi consta ed è composta quell onestà di cui facciamo ricerca, la quale, anche se non è pubblicamente riconosciuta, è pur sempre quell onestà che potremmo veramente dire che è per sua natura lodevole, ancorché nessuno la lodi. (trad. L. Ferrero-N. Zorzetti) 14. Nec vero laudabile illa: concorda con vis, ma è prolettico di quod ( il fatto che ). vis naturae rationisque: lett. forza della natura e della ragione (endiadi* per la natura razionale ). unum hoc an mal: lett. questo solo animale , cioè questo solo [l uomo] tra gli animali . quid sit quod deceat: che cosa sia ciò che è appropriato . qui modus: sottintende sit. eorum ipsorum: complemento di specificazione dipendente dai tre complementi oggetti di sentit (pulchritudinem, venustatem e convenientiam partium). Il soggetto è nullum aliud an mal. quae aspectu sentiuntur: che sono percepite per mezzo della vista . quam similitudinem conservandam putat: costruisci: natura ratioque (endiadi), transferens quam similitudinem (nesso relativo) ab oculis ad animum, etiam multo magis putat in consiliis factisque conservandam (sott. esse) pulchritudinem, constantiam, ordinem. ne quid faciat: lett. dal fare qualcosa in modo indecoroso o effeminato ; così anche subito dopo, ne quid libidinose aut faciat aut cogitet, dal fare o pensare qualcosa in modo arbitrario (cioè a proprio piacimento, da lib do, piacere ma anche capriccio ). tum: e inoltre . Quibus ex rebus: e da queste cose (nesso relativo). id honestum: quell onesto che ricerchiamo , cioè che è oggetto della nostra indagine. quod etiamsi honestum sit: che, se anche non fosse fatto conosce- re (cioè: se non fosse riconosciuto come tale), sarebbe [comunque] onesto . quod que laudabile: e che diciamo secondo verità che, se anche non fosse lodato da nessuno, sarebbe lodevole per [sua] natura . Nota le due antitesi* concettuali presupposte dal rapporto tra le due concessive e le rispettive reggenti: nobilitatum è un participio perfetto, e dunque presuppone, in quanto passivo, un azione dall esterno, mentre honestum indica una caratteristica intrinseca (come viene esplicitato subito dopo dall ablativo natura ); allo stesso modo il passivo laudetur presuppone un riconoscimento dall esterno, mentre l aggettivo laudabile indica, di nuovo, una caratteristica che si possiede a prescindere. Analisi del testo Lo stimolo a vivere secondo ragione L uomo in quanto essere razionale sente lo stimolo a vivere secondo ragione. Seguendo la dottrina stoica e in particolare Panezio (ca 185-110 a.C.), Cicerone fa derivare da questo stimolo fondamentale altri quattro stimoli, che a loro volta danno origine alle quattro virtù che costituiscono l honestum, una categoria del vivere comune per natura degna di lode (natura laudabile, r. 18). Lo stimolo alla comunanza e alla società umana (à T25) e lo stimolo all osservanza degli obblighi generano la giustizia, che, come spiega lo stesso Cicerone (De officiis I, 20-24), consiste nel dare a ciascuno il suo e nel far del bene al prossimo. 643

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Tua vivit imago - volume 1
Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.