T23 LAT - Il buon uso dell’otium

LA CRISI DELLA REPUBBLICA E LE GUERRE CIVILI T23 Il buon uso dell otium tratto da De officiis I, 18-19 latino La prima delle quattro virtù fondamentali che costituiscono l honestum (à p. 561) è la sapienza. L uomo è portato per natura alla ricerca e alla scoperta della verità, ma non deve incorrere nell errore di trascurare l azione. 5 10 18. Ex quattuor autem locis, in quos honesti naturam vimque divisimus, primus ille, qui in veri cognitione consistit, maxime naturam attingit humanam. Omnes enim trahimur et ducimur ad cognitionis et scientiae cupiditatem, in qua excelle re pulchrum putamus, labi autem, errare, nescire, dec pi et malum et turpe ducimus. In hoc genere et naturali et honesto duo vitia vitanda sunt, unum, ne incognita pro cognitis habeamus hisque teme re assentiamur; quod vitium effuge re qui volet omnes autem velle debent adhibebit ad considerandas res et tempus et diligentiam. 19. Alterum est vitium, quod quidam nimis magnum studium multamque operam in res obscuras atque difficiles confe runt easdemque non necessarias. Quibus vitiis declinatis, quod in rebus honestis et cognitione dignis operae curaeque ponetur, id iure laudabitur, ut in astrolog a C. Sulpicium audimus, in geometr a Sex. Pompeium ipsi cognovimus, multos in dialecticis, plures in iure civili, quae omnes artes 18. Ex quattuor diligentiam Ex quat tuor locis: delle quattro categorie . Le quattro virtù sono state descritte al paragrafo 15: «quanto è compreso nella categoria dell onesto, si fonda su qualcuno di questi quattro elementi: o riguarda l intuizione e lo studio della verità; o il mantenimento dell umana società, la giustizia distributiva [lett. il dare a ciascuno il suo ] e la lealtà degli impegni; o la magnanimità e la forza d animo di uno spirito eccelso ed invitto; o l ordine e la misura di quanto si fa e si dice, nel che consistono la moderazione e la temperanza (trad. L. Ferrero-N. Zorzetti). in quos humanam: in cui abbiamo diviso l intima essenza (naturam vimque è un endiadi*) dell onesto, la prima, quella che consiste nella conoscenza del vero, tocca molto da vicino (maxime attingit, lett. riguarda soprattutto ) la natura umana . Omnes... cupiditatem: tutti infatti siamo irresistibilmente trascinati dal desiderio di conoscere e di sapere . Trahimur et ducimur è endiadi, ma lett. siamo trascinati e spinti . in qua: concorda con cupiditatem, ma il riferimento è logicamente alla cognitio e alla scientia: e in questo desiderio stimiamo bello eccellere, mentre giudichiamo male e vergognoso ingannarsi, cadere in errore, ignorare e lasciarsi ingannare . excelle re ducimus: osserva la studiata costruzione dei due 634 cola ( membri ) sintattici: il primo è costituito da verbo principale e aggettivo neutro (pulchrum putamus) e infinito sostantivato (excelle re), il secondo da verbo e aggettivi neutri (et malum et turpe ducimus) e infiniti sostantivati (labi, errare, nescire, dec pi). In hoc honesto: in questa naturale e onesta inclinazione (genere) . vitanda sunt: è sottinteso il dativo d agente nobis, ricavabile dai sucessivi habeamus e assentiamur; dobbiamo evitare due difetti . pro cognitis habeamus: habeo pro + ablativo significa considerare come : il primo (unum), di non considerare (ne habeamus) l ignoto come noto . hisque as sentiamur: assentior ha qui il significato di riconoscere come giusto ( e di approvarlo avventatamente, senza riflettere ). quod vitium diligentiam: chi vorrà fuggire questo difetto (quod vitium, nesso relativo) e tutti devono volerlo applicherà tempo e attenzione a ben considerare le cose (ad considerandas res, proposizione finale implicita) . Il verbo considero (composto da cum e sidus) è in origine un verbo del lessico della navigazione e vale etimologicamente osservare le stelle ; qui assume il significato di esaminare attentamente . 19. Alterum est versabitur Alterum est vitium, quod confe runt: nota la discontinuità della costruzione: dopo la completiva ne habeamus assentia- mur ci si aspetterebbe alterum, ne conferamus. easdemque non necessarias: il ricorso a idem serve qui ad aggiungere un ulteriore qualità. Quibus vitiis de clinatis: eliminati questi difetti (nesso relativo). quod laudabitur: costruisci: iure laudabitur id, quod operae curaeque ponetur in rebus honestis et cognitione dignis. Operae e curae sono genitivi partitivi dipendenti da quod. ut: significa come per esempio . C. Sulpicium au dimus civili: le infinitive sono ellittiche di fecisse. Audimus (= audivimus) e ipsi cognovimus sono plurali maiestatici; audio e cognosco indicano il sapere rispettivamente per sentito dire e per esperienza personale. Gaio Sulpicio Gallo (C. Sulpicium) fu console nel 166 a.C. Diversi autori parlano dei suoi studi e interessi astronomici: stando alla testimonianza di Plinio il Vecchio (II, 12, 53), scrisse un libro sulle eclissi. Nel 168 a.C. in qualità di luogotenente nella guerra contro il re macedone Pèrseo, prima della battaglia di Pidna predisse all esercito romano un eclissi di luna che si sarebbe presto verificata e ne spiegò le cause, evitando così il panico durante lo scontro. Sesto Pompeo (Sex. Pompeium), zio di Pompeo Magno, si occupò di studi giuridici e matematici; fu inoltre un seguace dello stoicismo.

Tua vivit imago - volume 1
Tua vivit imago - volume 1
Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.