T21 LAT - I doveri dell’uomo di Stato

L autore Cicerone T21 I doveri dell uomo di Stato tratto da De officiis I, 85-86 latino Il perfetto uomo di Stato, come un tutore e un procuratore, deve curare gli interessi dell intero organismo della res publica e non di singoli gruppi politici; in questo modo eviterà di scatenare rivolte e guerre civili. ! repetita iuvant p. 629 à 5 10 85. Omn no qui rei publicae praefuturi sunt duo Platonis praecepta teneant: unum, ut utilitatem civium sic tueantur, ut quaecumque agunt, ad eam refe rant obl ti commodorum suorum, alterum, ut totum corpus rei publicae curent, ne, dum partem aliquam tuentur, rel quas dese rant. Ut enim tutela, sic procuratio rei publicae ad eorum utilitatem, qui commissi sunt, non ad eorum, quibus commissa est, gerenda est. Qui autem parti civium consu lunt, partem negle gunt, rem perniciosissimam in civitatem indu cunt, seditionem atque discordiam; ex quo eve nit, ut alii populares, alii studiosi optimi cuiusque videantur, pauci universorum. 86. Hinc apud Athenienses magnae discordiae, in nostra re publica non solum seditiones, sed etiam pestifera bella civilia; quae gravis et fortis civis et in re publica dignus principatu fugiet atque oderit tradetque se totum rei publicae neque opes aut potentiam consectabitur totamque eam sic tuebitur, ut omnibus consu lat. Nec vero criminibus falsis in odium aut invidiam quemquam vocabit omninoque ita iustitiae honestatique adhaerescet, ut, dum ea conservet, quamvis graviter offendat mortemque oppe tat potius, quam dese rat illa, quae dixi. 85. Omn no pauci universorum qui praefuturi sunt: perifrastica attiva indicante predestinazione. teneant: congiuntivo esortativo. unum: il primo precetto platonico (essere guidati, nelle proprie azioni, dall interesse del cittadino e non dal proprio vantaggio personale) è contenuto in De re publica I, 342. ut tueantur, ut curent: proposizioni completive di tipo esplicativo. ut refe rant: proposizione consecutiva (anticipata da sic) da cui dipende la relativa propria quaecumque agunt: [in maniera tale] che, qualsiasi cosa facciano, la riferiscano . obl ti: participio congiunto con valore temporale. alterum: il secondo precetto di Platone (pensare allo stesso modo all intera cittadinanza e non soltanto a una parte, quella privilegiata) si trova in De re publica IV, 420b. ne dese rant: all interno della proposizione finale negativa si colloca la proposizione temporale dum tuentur ( mentre tutelano una qualche parte ). tutela procura tio: la funzione di tutore si esercitava nei confronti dei minori e delle donne, mentre la procuratio era la cura legale che ci si assumeva degli affari altrui. qui commissi sunt: la perifrasi* indicante i cittadini si oppone a quella che segue (quibus [procuratio] commissa est) con cui si definiscono i governanti: Cicerone intende dire che i cittadini sono stati affidati ai governanti (proprio come qualcuno viene affidato a un tutore) e questi devono dunque svolgere la funzione di tutori e amministratori dei cittadini guardando al loro interesse e non al proprio. Qui autem discordiam: invece coloro che provvedono a una parte dei cittadini (parti civium consu lunt; consule re costruito con il dativo assume il significato di provvedere a, avere cura di ), ma trascurano l altra parte, introdocono nello Stato un elemento estremamente rovinoso (rem perniciosissimam), la sedizione e la discordia . Partem negle gunt è proposizione coordinata alla principale con valore avversativo. ut videantur: che alcuni si mostrano democratici, altri fautori degli ottimati (studiosi optimi, lett. di tutti i migliori ) . una proposizione completiva soggettiva dipendente da ex quo eve nit, da ciò deriva . pauci universorum: pochi [si mostrano fautori] di tutti . 86. Hinc quae dixi magnae discor diae: si sottintende exstiterunt o ortae sunt, con cui concordano anche i due successivi soggetti della proposizione coordinata (seditiones e bella civilia). Ci si riferisce alle vicende della democrazia ateniese tra il V e il IV secolo a.C. pestifera bella civilia: Cicerone pensa alle guerre civili tra Mario e Silla, tra Cesare e Pompeo; si sarebbe pre- sto consumata quella tra i cesaricidi (Bruto e Cassio) da una parte e Antonio e Ottaviano dall altra. quae: nesso relativo, oggetto di fugiet atque oderit; richiama seditiones e bella civilia: queste un cittadino autorevole, coraggioso e degno di un elevata posizione in politica le fuggirà e odierà . tradetque consu lat: e si dedicherà interamente (totum) allo Stato e non andrà alla ricerca di ricchezza o potere, e lo tutelerà nella sua interezza in modo da provvedere a tutti . Ut consu lat è proposizione consecutiva. in odium vocabit: con l espressione in odium aut invidiam vocare, che significa letteralmente trarre qualcuno nell odio o nell avversione e quindi attirare odio o avversione su qualcuno , si allude alla prassi di intentare false accuse (criminibus falsis) a un personaggio in vista per emergere in politica. omn no: si potrebbe tradurre, nel contesto, scrupolosamente . dum: ha valore restrittivo (è infatti seguito dal congiuntivo conservet); traduci purché . ea: si riferisce alla iustitia e all honestas appena citate. quamvis graviter: quamvis con valore concessivo può rafforzare il grado positivo di un aggettivo o di un avverbio. offendat: con valore assoluto offendo si intende qui come divenire odioso, impopolare , crearsi ostilità . 627

Tua vivit imago - volume 1
Tua vivit imago - volume 1
Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.