Tua vivit imago - volume 1

DALLE ORIGINI ALLA CONQUISTA DEL MEDITERRANEO in breve quindi, ai metri della letteratura italiana. Questo verso è presente nelle iscrizioni più antiche del sepolcro degli Scipioni (à p. 59) e in alcune epigrafi successive, e viene impiegato nell epica da Livio Andronico (à p. 88) e da Nevio (à p. 94). Con il termine carmen à Contenuti e tipologie di carmina Il contenuto veicolato da un carmen è vario, per cui si indica una varietà il termine ha un ampia estensione semantica: esso infatti può indicare una preghiera disomogenea (privata o di un collegio sacerdotale), un invocazione, un vaticinio, un incantesimo prodi testi (invocazioni, piziatorio o apotropaico, una maledizione, un divieto rituale, un giuramento, un canto preghiere, canti militari, filastrocche, militare, una legge, ma anche un proverbio, una filastrocca, una ninna-nanna, un lamento maledizioni ), spesso funebre (nenia). di difficile e oscura Della produzione preletteraria rimangono frammenti a noi noti grazie alle testimonianze interpretazione. e alle citazioni di autori posteriori, i quali probabilmente nel tramandarli hanno apportato alcuni ammodernamenti agli originali, il cui testo risultava oscuro; Quintiliano (Institutio oratoria I, 6, 40), per esempio, informa che i carmina Saliaria (vedi sotto) riuscivano poco comprensibili agli stessi sacerdoti Salii. Carmina di carattere religioso e rituale La religione arcaica ha uno scopo eminentemente pratico e utilitaristico: l essere umano, infatti, tenta di placare l ira divina o di propiziarsi il favore delle divinità antropomorfe (numina) grazie a una serie di prescrizioni religiose e norme rituali. Poco rimane di alcuni canti religiosi eseguiti in occasione di riti pubblici annuali, come il carmen Saliare e il carmen Arvale, legati alle attività pubbliche, rispettivamente belliche e agricole. Il carmen Saliare, di cui si hanno frammenti tramandati dagli eruditi antichi, è un inno cantato dai Salii, un collegio sacerdotale di giovani patrizi, durante i rituali praticati in onore di Marte e Quirino a marzo e a ottobre, in corrispondenza dell apertura e della chiusura delle attività belliche. Il carmen Arvale è invece la preghiera intonata dai sacerdoti Arvali (Fratres Arvales) in occasione degli Ambarvalia, una sorta di danza intorno ai campi coltivati (arva), allo scopo di purificarli dagli influssi maligni. Nel carmen si invocano i Lari, cioè gli spiriti degli avi, Marte, protettore dei confini e dei poderi, e i Sem ni (da semen, seme ), divinità della semina, perché impediscano la sterilità dei campi e stornino malattie e pestilenze. Carmina popularia Si definiscono carmina popularia quei testi che rispecchiano le tradizioni popolari romane. Si tratta di preghiere e cantilene nate nella vita rurale, di canti intonati per accompagnare il lavoro agricolo, formule magiche, proverbi, filastrocche, indovinelli, sentenze, canti d amore, ninnenanne. La protezione e la purificazione dei campi coltivati (che in occasioni pubbliche ufficiali si tenta di ottenere con il carmen Arvale) vengono richieste in un ambito privato anche tramite la lustratio, un atto di difesa di un campo consistente nell aspersione di acqua. In questa occasione il pater familias intona il carmen lustrale, con il quale chiede al dio Marte la protezione dell intera fattoria. Il testo del carme non è noto nella sua versione originaria in latino arcaico, bensì nella redazione modernizzata nella fonetica e nella morfologia tramandata da Catone (De agri cultura 141, 2-3). Neniae Durante le esequie degli uomini illustri, secondo un uso documentato già nella Grecia arcaica dal thrènos ( canto funebre ), vengono intonate le neniae, lamenti funebri con schemi fissi, talora accompagnati dal suono del flauto; di esse non ci sono rimasti frammenti. Il testo, che doveva contenere le lodi del defunto, viene intonato originariamente dalle donne della gens, poi dalle praef cae, lamentatrici professioniste (e dunque pagate) che, vestite a lutto, si graffiano la faccia, si battono il petto e si strappano ciocche di capelli. L atmosfera straziante creata da queste professioniste del canto mira a esprimere il cordoglio della famiglia e della comunità e favorisce l elaborazione del lutto. Carmina triumphalia In occasione del trionfo del generale vincitore i soldati cantano brevi componimenti in versus quadrati, consistenti o in semplici espressioni (quali, per esempio, Io, triumphe!, Evviva, trionfo! ) o nelle lodi del generale e delle sue gesta. Durante la cerimonia si realizza talvolta un rovesciamento dei ruoli, che consente ai subalterni di essere irriverenti verso i superiori. I soldati, infatti, possono inserire nei carmina anche battute e motteggi mordaci e osceni, che mettono in risalto i difetti fisici e morali e le debolezze del triumphator. Lo 62

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Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.