Tua vivit imago - volume 1

L autore Cicerone 5 10 15 non expr mens; bracchium procerius proiectum quasi quoddam telum orationis; supplosio pedis in contentionibus aut incipiendis aut finiendis. 221. Sed in ore sunt omnia, in eo autem ipso dominatus est omnis oculorum; quo melius nostri illi senes, qui personatum ne Roscium quidem magno opere laudabant; animi est enim omnis actio et imago animi vultus, indices oculi: nam haec est una pars corporis, quae, quot animi motus sunt, tot significationes [et commutationes] possit efficere; neque vero est quisquam qui eadem conivens efficiat. Theophrastus quidem Tauriscum quendam dicit actorem aversum solitum esse dicere, qui in agendo contuens aliquid pronuntiaret. 222. Qua re oculorum est magna moderatio; nam oris non est nimium mutanda species, ne aut ad ineptias aut ad pravitatem aliquam deferamur; oculi sunt, quorum tum intentione, tum remissione, tum coniectu, tum hilaritate motus animorum significemus apte cum genere ipso orationis. Est enim actio quasi sermo corporis, quo magis menti congruens esse debet; oculos autem natura nobis, ut equo aut leoni saetas, caudam, auris, ad motus animorum declarandos dedit, qua vimenti delle mani devono essere meno espressivi, con le dita che accompagnano le parole e non le sostituiscono; il braccio, quasi come l arma dell orazione, deve essere ben proteso in avanti; nei momenti di maggior tensione, all inizio o alla fine, si batterà il piede. 221. L elemento fondamentale è però l espressione del viso, che a sua volta dipende completamente da quella degli occhi; i nostri antenati lo avevano capito meglio di noi: essi non applaudivano molto neppure Roscio se portava sul viso la maschera. L actio scaturisce direttamente dall anima; il volto è lo specchio dell anima, e gli occhi ne sono gli interpreti, perché essi sono la sola parte del corpo capace di dare espressione diversa a tutte le passioni e a tutte le loro sfumature. Nessuno potrebbe produrre gli stessi effetti rimanendo a occhi chiusi. Teofrasto diceva di un certo Taurisco che era solito parlare volgendo le spalle al pubblico, perché mentre parlava teneva lo sguardo fisso. 222. Perciò c è bisogno di grande senso della misura nel muovere gli occhi: non si deve alterare troppo l espressione del volto, per non cadere nel ridicolo o in qualche smorfia; per esprimere le emozioni si devono usare gli occhi, assumendo ora un aria severa, ora mite, ora corrucciata, ora ilare, in armonia con il tono stesso dell orazione. Essendo infatti l actio una sorta di linguaggio del corpo, è ancor più necessario armonizzarla con il pensiero; la natura ci ha fornito di occhi per manifestare i moti mano ; il riferimento è alla mano, troppo vivace, dei mimi. digitis: come il precedente manus, ha valore pregnante. sub se quens expr mens: è la medesima coppia di verbi usata prima (subse qui expr mens). procerius proiectum: nota l omeoarto. quasi orationis: il braccio teso più in avanti quasi simboleggia l aggressività dell oratore nei confronti dell avversario. Quoddam accompagnato da quasi sottolinea il valore metaforico di telum orationis. in contentionibus finiendis: l antitesi (aut aut) tra i due gerundivi modali è risaltata dall omeoteleuto* in -dis, già anticipato da pedis. 221. Sed in ore pronuntiaret in ore: os ha qui il significato di atteggiamento del volto . personatum: la persona è la maschera teatrale (quella funebre dei no- bili è invece l imago). Roscium: Quinto Roscio Gallo fu un famoso attore romano e ricevette da Silla la dignità equestre. Fondò una scuola di recitazione e scrisse un manuale di arte drammatica. Cicerone, che da lui apprende l actio, lo difende in una causa privata contro Gaio Fannio Cherea (Pro Roscio comoedo) e lo propone quale modello per il suo gestire e la sua eleganza (De oratore I, 251). quae possit efficere: proposizione relativa consecutiva. Nella traduzione proposta il nesso significationes [et commutationes] è reso con il semplice «sfumature ; nota però che et commutationes è da alcuni editori espunto. qui efficiat: è una proposizione relativa consecutiva dipendente dalla frase di senso negativo (neque quisquam). Theophrastus: Teofrasto (372-287 a.C.) fu filosofo e naturalista greco, succeduto ad Aristotele nella direzione del Peripato. Taurisco: non se ne conosce l identità. in agendo: propriamente vale durante la recitazione . contuens aliquid: lo sguardo fisso su qualcosa mentre si parla indica qui l incapacità di esprimere i sentimenti. 222. Qua re vultus valet quorum significemus: proposizione relativa finale (lett. con la contrazione e il rilasciamento dei quali, con il fissarli e con la loro ilarità possiamo manifestare i sentimenti ). cum genere ipso orationis: genus assume qui il valore di tono . menti: è il dativo retto da congruens. auris: accusativo plurale arcaico (= aures). ad motus ani morum declarandos: proposizione finale implicita. 611

Tua vivit imago - volume 1
Tua vivit imago - volume 1
Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.