T13 LAT - Finalità e stili dell’orazione

LA CRISI DELLA REPUBBLICA E LE GUERRE CIVILI T13 Finalità e stili dell orazione tratto da Orator 69-70 LATINO Ai tre scopi dell oratore argomentare, dilettare, persuadere corrispondono altrettanti stili oratori. Tuttavia nell uso degli stili l oratore deve essere indirizzato dal buon senso, che, come nei vari campi della vita, anche nel discorso consente di individuare il conveniente (deco rum). ! repetita iuvant p. 607 5 10 LETTURA 69. Erit ig tur elo quens hunc enim auctore Antonio quaerimus is qui in foro causisque civilibus ita dicet, ut probet, ut delectet, ut flectat. Probare necessitatis est, delectare suavitatis, flecte re victoriae: nam id unum ex omnibus ad obtinendas causas potest plurimum. Sed quot officia oratoris, tot sunt genera dicendi: subtile in probando, modicum in delectando, vehe mens in flectendo; in quo uno vis omnis oratoris est. 70. Magni ig tur iudicii, summae etiam facultatis esse debebit moderator ille et quasi temperator huius tripertitae varietatis; nam et iudicabit quid cuique opus sit et poterit quocumque modo postulabit causa dicere. Sed est eloquentiae sicut reliquarum rerum fundamentum sapientia. Ut enim in vita sic in oratione nihil est difficilius quam quid deceat vide re. Prepon appellant hoc Graeci, nos dicamus sane deco rum; de quo praeclare et multa praecipiuntur et res est cognitione dignissima; huius ignoratione non modo in vita sed saepissime et in poema tis et in oratione peccatur. 69. Erit oratoris est auctore Antonio: Marco Antonio è il grande oratore protagonista, insieme con Licinio Crasso, del De oratore, dialogo scritto da Cicerone tra il 56 e il 55 a.C. in foro causisque civilibus: Cicerone qui contempla solo il genus deliberativum (in foro) e il genus iudiciale (causis civilibus); esclude il demonstrativum ( p. 541). probet delectet flectat: sono i tre scopi dell oratore; ecte re signi ca propriamente piegare l animo dell uditorio, naturalmente facendo leva sulla commozione. necessitatis suavitatis victoriae: genitivi di pertinenza indicanti il motivo che spinge l oratore a esercitare il compito di argomentare, di dilettare e di commuovere. id unum: si riferisce al precedente ecte re. ad obtinendas causas potest plurimum: ha moltissima ef cacia (potest plurimum) per vincere le cause . Causam obtine re signi ca sostenere con successo una causa . Sed dicendi: ma quanti sono i compiti dell oratore, tanti sono gli stili del discorso ; nota come ai correlativi quot tot seguano le coppie costituite da sostantivo e genitivo (of cia oratoris e genera dicendi). Of cia orato- 606 Audio ris richiama probare, delectare, ecte re, verbi qui al gerundio, con omeoptoto*. subtile flectendo: lineare nell argomentare, moderato nel dilettare, appassionato nel commuovere . in quo uno: cioè in ectendo; in questo solo sta tutta la potenza dell oratore . 70. Magni peccatur Magni iudicii, summae facultatis: genitivi di qualità. Iudicium è la capacità di giudicare o scegliere, l esatto criterio, il buon gusto. Facultas (da facio) è la capacità di attuare le risoluzioni prese con il iudicium. quid cuique opus sit: interrogativa indiretta dipendente da iudicabit. Cuique è neutro. quocumque modo postulabit causa: proposizione relativa: in qualunque modo la causa richiederà . in vita sic in oratione: richiamano in forma chiastica eloquentiae e reliquarum rerum dell affermazione precedente. nihil vide re: da vide re, secondo termine di paragone, dipende l interrogativa indiretta quid deceat, che spiega a che cosa serve la sapientia (cioè a capire che cosa convenga ). Prepon deco rum: i Greci chiamano questo prèpon, noi chiamiamolo pure deco rum . Prepon è predi- cativo di hoc, che richiama quid deceat vide re. Deco rum si forma dalla medesima radice del verbo impersonale decet; il sostantivo quindi costituisce la traduzione del precedente quid deceat. La teoria del deco rum, l elemento regolatore nella vita e anche nel discorso, dipende dalla concezione paneziana del prèpon, di cui risente fortemente la trattazione del deco rum nella seconda parte del primo libro del De of ciis, pubblicato due anni più tardi dell Orator ( T21). de quo dignissima: costruisci: et de quo multa praeclare praecipiuntur et res est dignissima cognitione: sia esistono su questo molte chiare norme (lett. si danno su questo ottimamente molti precetti ), sia la materia è molto degna di esssere conosciuta . ignoratione: ablativo di causa: a causa dell ignoranza di questo , cioè del deco rum, cui si riferisce il pronome dimostrativo huius. et in poema tis et in oratione: poema tis è forma di dativo e ablativo più frequente di poematibus. Oratio, a cui si sottintende il participio soluta, è la prosa .

Tua vivit imago - volume 1
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Età arcaica e repubblicana