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LA CRISI DELLA REPUBBLICA E LE GUERRE CIVILI Laboratorio sul testo COMPRENSIONE 1. Come si sviluppa l argomentazione del par. 8? Quali doti di Cesare vuole esaltare Cicerone? Come ti sembra il tono utilizzato dall oratore? 2. Perché un atto di clemenza acquista ancora più valore in iracundia o in victoria (rr. 12-13)? Rispondi espandendo quanto già espresso dal testo. 3. Come può essere interpretata l espressione quicquid belli fortuna rel quum rei publicae fecerit, id esse salvum velis (r. 17) alla luce della situazione storica in cui Cicerone pronuncia l orazione? ! repetita iuvant LA PROPOSIZIONE SUBORDINATA COMPLETIVA DI FATTO Le completive di fatto sono delle subordinate di valore dichiarativo o esplicativo. Sono introdotte da ut (ut non nella forma negativa) e hanno il verbo al congiuntivo secondo le regole della consecutio temporum (cfr. ut id esse salvum velis, r. 17). Spesso nella reggente è presente un elemento prolettico (hoc, id, illud e altri). Tali subordinate solitamente dipendono da espressioni formate dall unione di un aggettivo neutro o un sostantivo con il verbo esse; da verbi di accadimento (accidit, fit, evenit, contingit ecc.); da verbi effettivi (facio, efficio, perficio, anche in espressioni imper- sonali come sequitur, consequitur ecc.); da espressioni che significano resta che , segue che , manca molto/ poco che (relinquitur, reliquum est, proximum est, tantum abest, res in eo est e altre). Svolgi&Verifica Esercizi interattivi 1. Inquadra il QRCode: individua nei periodi proposti le proposizioni subordinate completive di fatto. ANALISI 4. Da quali artifici retorici sono messe in risalto le doti militari di Cesare (rr. 1-2)? 5. Osserva, alle rr. 16-18, le proposizioni introdotte da quem, cuius, quibus e qua: si tratta dello stesso pronome/aggettvo? Di che tipo di subordinate si tratta? COMPETENZE ATTIVE Per discutere in classe «La pro Marcello si chiude proprio con il disegno di una fama eterna offerta al dittatore. Un disegno che si sviluppa comunque attraverso un paradosso: se la memoria di Cesare è strettamente connessa alla sua capacità di ripristinare l auctoritas dei nemici, allora, a ben vedere, sono questi ultimi ad essere una risorsa per le sue prospettive di gloria. Marcello, con il suo ritorno, diventerà un beneficato ma, parallelamente, sarà anche un ideale benefattore , perché la sua stessa presenza costituirà uno dei meriti più grandi del dittatore e assicurerà stabilità oggi e memoria domani . Il passo riportato è la conclusione di un breve articolo del professore Maurizio Massimo Bianco dell Università di Palermo, Meritare il perdono, meritare la memoria: equilibrio del discorso e verdetto della storia nella pro Marcello di Cicerone (pubblicato nella rivista «Hormos nel 2017 e reperibile anche online). Discuti con i tuoi compagni riguardo alla validità della tesi del professor Bianco, che vuole dimostrare come lo stesso Cesare abbia tratto vantaggio dal suo atteggiamento di clemenza nei confronti di Marcello e, in generale, dei suoi nemici. Mettiti alla prova ESERCIZIO ONLINE Per approfondire Su myDbook leggi l articolo 15 marzo 44 a.C. Io Cicerone, felice per quei pugnali: si tratta di un ottima sintesi dell atteggiamento ambivalente che ebbe Cicerone nei confronti di Cesare. Riassumine il contenuto, poi esprimi un giudizio sul modo in cui il giornalista ha affrontato l argomento in rapporto alle scelte espressive, al titolo, all incipit e alla conclusione dell articolo. 600

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Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.