PLUS - Storia e fortuna delle XII Tavole

DALLE ORIGINI ALLA CONQUISTA DEL MEDITERRANEO in breve dell oralità: in questo modo, non essendo sottoposti a nessun tipo di controllo, essi potevano sempre far valere la discrezionalità del loro giudizio, commettendo spesso abusi, com è facile immaginare, a danno dei plebei. Tra il 451 e il à La fissazione scritta delle norme: le XII Tavole La tradizione narra che tra il 451 e il 450 a.C. vengono 450 a.C. vengono emanate le leggi delle XII Tavole, riconosciute come il più rilevante corpus redatte le norme di leggi dell età repubblicana: è la prima vittoria delle classi subalterne contro l uso sistemadelle XII Tavole, che tico dell oralità patrizia. Raccogliendo i punti fondamentali del diritto romano, esse toccano costituiscono, per i plebei, una prima tutti i settori del diritto civile e penale e contengono norme di diritto costituzionale. Inolconquista contro i tre, a differenza di altre raccolte di leggi antiche (si pensi, per esempio, al Codice di Hamsoprusi dei patrizi. murabi), non sono semplici elenchi di prescrizioni, ma presentano una, seppur primitiva, organizzazione razionale del sistema giuridico. Qualche esempio di norma Le leggi delle XII Tavole riflettono una società arcaica di tipo agrario e a struttura patriarcale, nella quale al pater familias sono garantiti la totale potestà e il diritto di vita e di morte (ius vitae ac necis) sugli schiavi, sui figli e sulle donne. Il padre può vendere come schiavo un membro della famiglia, il quale, se liberato dal padrone, torna sotto il potere del pater. Una disposizione però commina la perdita della patria potestas per chi abbia venduto un figlio per tre volte: Si pater filium ter venum duit, filius a patre liber esto. (IV, 2) Se il padre ha venduto per tre volte il figlio, il figlio sia libero dal padre. Storia e fortuna delle XII Tavole Alla metà del V secolo a.C. per la prima volta a Roma viene messo per iscritto un corpus di leggi. Tale redazione si inserisce nel contesto delle lotte tra patrizi e plebei. Questi ultimi infatti si ribellavano alle dure leggi contro i debitori insolventi e mal sopportavano che l interpretazione del diritto fosse affidata ai pontefici. Dopo alcuni scontri tra le due classi sociali, nel 451 a.C. a Roma fu costituito un collegio di dieci magistrati composto di soli patrizi (dece mviri legibus scribundis), ai quali, dopo aver sospeso le magistrature, incluso il consolato, per la durata di un anno, furono attribuiti poteri politici supremi (imperium). Nel 450 a.C. i decemviri presentarono dieci tavole di leggi, che vennero sottoposte ai comizi centuriati. L anno dopo un nuovo decemvirato redasse altre due tavole, definite da Cicerone tabulae iniquae perché contenevano disposizioni ingiuste , come il divieto di matrimonio tra patrizi e plebei. Allo scadere dell anno di carica, dopo alcune sommosse e la secessione della plebe a causa del rifiuto di dimettersi da parte dei decemviri, fu infine ristabilito l ordine 60 e, con l elezione dei nuovi consoli, le leggi furono incise su dodici tavole di bronzo (o forse di legno) ed esposte nel Foro romano. Dotandosi di un codice legislativo, la città, istituzione superiore alle gentes e alle famiglie, si era fatta garante del comportamento dei cittadini e aveva riconosciuto sovrano il populus nel suo momento comiziale (à p. 40). Ciò nonostante, le leggi rimasero ancora appannaggio dei pontefici, patrizi. Fino alla tarda antichità le XII Tavole costituirono «la fonte di tutto il diritto pubblico e privato (Livio, III, 34). Da Cicerone (De legibus II, 59) sappiamo che fino al tempo della sua infanzia il loro testo veniva imparato a memoria a scuola. Anche per facilitare la memorizzazione, infatti, il testo presentava elementi formulari e figure di suono come allitterazioni e assonanze. Si stima che dell intero corpus legislativo sia pervenuto meno di un terzo, sotto forma di frammenti tramandati da Cicerone, nel De legibus, e dai giureconsulti di epoche posteriori.

Tua vivit imago - volume 1
Tua vivit imago - volume 1
Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.