Tua vivit imago - volume 1

L autore Cicerone 10 15 20 leges, quae nos servis nostris addicerent. Nihil erat cuiusquam, quod quidem ille adamasset, quod non hoc anno suum fore putaret. 88. Obstabat eius cogitationibus nemo praeter Milonem. Illum ipsum, qui obstare poterat, novo red tu in gratiam quasi devinctum arbitrabatur: Caesaris potentiam suam esse dicebat: bonorum animos in meo casu contempserat: Milo unus urgebat. Hic di immortales, ut supra dixi, mentem illi perd to ac furioso dederunt, ut huic faceret insidias. Aliter perire pestis illa non potuit: numquam illum res publica suo iure esset ulta. Senatus (credo) praetorem eum circumscripsisset. Ne cum solebat quidem id facere, in privato eodem hoc aliquid profecerat. 89. An consules in praetore coercendo fortes fuissent? Primum, Milone occiso habuisset suos consules: deinde, quis in eo praetore consul fortis esset, per quem trila sua follia; s incidevano ormai nel bronzo le leggi che ci avrebbero asserviti ai nostri schiavi, non c era proprietà che egli non concupisse e non pensasse di far sua nel corso dell anno. 88. Nessuno, se non Milone, si opponeva ai suoi disegni: l altro che poteva ostacolarli, egli credeva di averlo legato alla sua causa grazie alla recente riconciliazione. Andava dicendo che la potenza di Cesare era come sua; dei sentimenti degli ottimati non aveva affatto tenuto conto al tempo della mia disgrazia: solo Milone lo incalzava. Fu a questo punto che gli dèi immortali, come ho detto sopra, ispirarono a quell uomo perverso e furioso di tendere un agguato a Milone: altrimenti quella peste non sarebbe potuta perire e mai lo Stato sarebbe riuscito a punirlo con i mezzi legali di cui disponeva. Il Senato, penso, avrebbe potuto limitarne i poteri durante la pretura: ma anche quando si servì di questa prerogativa, non riuscì in nulla con costui, che pure era un privato cittadino. 89. I consoli forse avrebbero avuto la forza di frenarlo se fosse divenuto pretore? In primo luogo, se fosse stato ucciso Milone, avrebbe avuto come consoli persone di sua fiducia; in secondo, quale console si sarebbe dimostrato coraggioso con lui pretore, ricordando che per opera di lui tribuno finale. Il riferimento è al tentativo di Clodio di dare un peso politico sempre maggiore ai liberti (qui indicati in maniera dispregiativa come servi, in quanto ex schiavi), per poterli usare ai propri fini. cuiusquam: genitivo del pronome indefinito quisquam ( di chicchessia ); traduci non vi era proprietà di chicchessia . quod... adamasset: proposizione relativa con valore consecutivo, come anche la successiva quod non... putaret. Adamasset è congiuntivo piuccheperfetto sincopato del verbo ada mo. hoc anno: il 52 a.C., anno in cui Clodio sperava nell elezione a pretore. 88. Obstabat aliquid profecerat Obstabat Milonem: costruisci: nemo obstabat cogitationibus eius praeter Milonem. Illum ipsum: lett. persino (ipsum, aggettivo pronominale) quel famoso (illum, pronome) ; il riferimento è a Pompeo, che Clodio riteneva (arbitrabatur) quasi vincolato (devinctum) [a sé] per mezzo della recente riconciliazione (novo red tu in gratiam) . poterat: avrebbe potuto (è il cosiddetto falso condizionale). in meo casu: Cicerone allude al proprio esilio. Hic: avverbio di stato in luogo ( qui ), in questo caso riferito alle circostanze. ut supra dixi: nei paragrafi precedenti quelli qui riportati. mentem illi dederunt, ut: gli diedero l idea di . Secondo l oratore sono stati gli dèi a indurre Clodio a tendere a Milone l agguato nel quale avrebbe perso la vita. Come in una tragedia, una situazione molto intricata viene risolta dall intervento divino. Si potrebbe dire: dei ex machina. perd to ac furioso: corrotto e pazzo ; perdito da perdo, perdere ma anche corrompere , furioso da furo, infuriarsi, impazzire . huic: a Milone. Aliter: diversamente . non potuit: in italiano si traduce con il cosiddetto falso condizionale ( non avrebbe/sarebbe potuto ). esset ulta: congiuntivo piuccheperfetto del verbo deponente ulciscor, vendicare o vendicarsi , qui con l accusativo della persona di cui vendicarsi (illum, cioè Clodio). Senatus circumscripsisset: è una frase ironica, come segnala l incidentale credo e come viene rivelato dalla frase successiva: come si sarebbe potuto pensare che il Senato avrebbe potuto limitarlo quando era pretore (praetorem), se non era riuscito a farlo neanche quando era un privato cittadino (privato)? La circumscriptio era un antica prerogativa del Senato, caduta in disuso ai tempi di Cicerone, che consisteva nell ammonire un magistrato (soprattutto un tribuno della plebe) a non oltrepassare i limiti del suo ruolo. Ne quidem: neppure . cum solebat id facere: quando aveva l abitudine di farlo , cioè quando, in passato, aveva provato a farlo. in pri vato profecerat: non aveva ottenuto alcunché (aliquid profecerat; lett. non era riuscito in qualcosa ) con questo (in hoc) stesso (eodem), quando era un privato cittadino (privato) ; eodem hoc è Clodio, che non aveva ricoperto cariche nel 57 a.C., dopo essere stato tribuno nel 58 a.C. e prima di essere eletto edile nel 56 a.C. 89. An consules haberetis An: lett. forse che ? ; conferisce enfasi all interrogativa retorica. in praetore coercendo: il complemento oggetto è attratto nel caso del verbo al gerundivo. Milone occiso: ablativo assoluto con valore ipotetico. ha buisset: il soggetto sottinteso è Clodio. in eo praetore: nei confronti di lui [una volta divenuto] pretore . per quem tribunum: si riferisce a eo ( per opera del quale [quando era] tribuno ). 593

Tua vivit imago - volume 1
Tua vivit imago - volume 1
Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.