T4 ITA - La peroratio della prima Catilinaria

LA CRISI DELLA REPUBBLICA E LE GUERRE CIVILI T4 La peroratio della prima Catilinaria tratto da Catilinariae I, 31-33 italiano Catilina e i suoi uomini devono essere cacciati dallo Stato: se i sovversivi si ostinano a rimanere a Roma, provveda Giove ad allontanarli e ad annientarli. Il tono efficace, la solennità dello stile e delle immagini, l enfasi della preghiera a Giove rendono questa una delle perorazioni più brillanti di Cicerone. 5 10 15 20 25 31. Già da parecchio tempo infatti, o senatori, ci troviamo in questo insidioso pericolo della congiura, ma, non so proprio per quale motivo, il culmine di tutti i delitti, del furore antico e dell estremismo politico è stato raggiunto durante il mio consolato. Se dunque di tutta questa banda di briganti viene ucciso soltanto costui, forse ci sembrerà di essere stati liberati dalla preoccupazione e dal terrore, ma per brevissimo tempo: il pericolo perdurerà, rimanendo chiuso nel profondo, nelle vene e nelle viscere dello Stato. Come spesso accade a chi è gravemente ammalato e in preda all arsura della febbre, che sembra in un primo momento provare sollievo quando beve dell acqua gelida, ma in seguito le sue condizioni si aggravano, così questo morbo, che affligge la Repubblica, alleviato dalla morte di costui, si inasprirà se rimangono in vita i suoi complici. 32. Perciò se ne vadano i malvagi; si separino dai buoni, si radunino tutti nel medesimo luogo. Un muro, come ho ripetuto spesso, li divida da noi. Smettano di tramare insidie al console nella sua casa, di accerchiare il tribunale del pretore urbano,1 di assediare con spade la curia, di preparare proiettili incendiari e torce per dare fuoco alla città; una buona volta, ciascuno porti scritte in fronte le sue idee politiche. Vi prometto, senatori, che grazie all infaticabile impegno di noi consoli e alla vostra somma autorità, all immenso valore dei cavalieri romani, all unanime consenso di tutti i cittadini onesti, con l allontanamento di Catilina vedrete tutti gli intrighi scoperti, messi in luce, soffocati e puniti. 33. Con questi auguri, Catilina, con la somma salvezza dello Stato, con la rovinosa distruzione tua e di tutti quelli che si sono uniti a te in ogni delitto e nell assassinio, parti per una guerra empia e nefasta. Tu, Giove, il cui culto è stato stabilito in questo luogo da Romolo con gli stessi auspici con cui è stata fondata la città,2 che chiamiamo «Protettore 3 di questa città e giustamente anche dell impero, tieni lontani costui e i suoi compagni dai tuoi templi e da quelli degli altri dei, dalle case e dalle mura della città, dalla vita e dai beni di tutti i cittadini, e questi uomini, avversi ai buoni, nemici della patria, predoni dell Italia, uniti da un patto delittuoso e da una nefasta amicizia, puniscili vivi e morti con eterni supplizi. (trad. E. Risari) 1. pretore urbano: è il magistrato che conduce i processi per debiti, incarico che lo espone alle minacce dei congiurati; durante il consolato di Cicerone il pretore urbano è Lucio Valerio Flacco, che, accusato nel 59 a.C. di estorsione durante l amministrazione della provincia d Asia (62 a.C.), sarà difeso da Cicerone nell orazione Pro Flacco. 584 2. Tu, Giove la città: Romolo promise a Giove un tempio, ma fu fatta solo la consacrazione dell area; il tempio vero e proprio fu costruito durante la guerra con i Sanniti, nel 294 a.C. in questo tempio che si svolge la seduta del Senato, convocata qui straordinariamente, in quanto considerato da Cicerone un posto più sicuro e protetto rispetto alla consueta sede, la Curia Hostilia (à T3). 3. Protettore: in latino quem Statorem nominamus. Nel mito originario Giove è definito Statore (da sisto) perché è colui che arresta la fuga delle schiere combattenti; Cicerone invece lo spiega come colui che fa stare in piedi la città, quindi protettore, conservatore .

Tua vivit imago - volume 1
Tua vivit imago - volume 1
Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.