Tua vivit imago - volume 1

LA CRISI DELLA REPUBBLICA E LE GUERRE CIVILI peste consentendo ai sovversivi di uscire dalla città e di raggiungere i castra Manliana, presso Fiesole in Etruria (Catilinariae I, 30). Gli exempla del passato Rievocando gli exempla del passato Cicerone parla di nuovo ai senatori, che ingenuamente hanno lasciato agire indisturbato Catilina, o non capendo la sua pericolosità o fingendo di non capire (Catilinariae I, 29). A questi ricorda l assassinio di Tiberio Gracco e di Spurio Melio (rr. 14-18): per far risaltare la pericolosità di Catilina Cicerone attenua la gravità dell operato di Tiberio, ucciso da un cittadino privato nonostante, a suo giudizio, avesse turbato poco l assetto della repubblica (mediocriter labefactantem, r. 15); i consoli invece non hanno preso immediati ed efficaci provvedimenti contro Catilina e lasciano in vita (vivit. Vivit?, r. 9) un uomo pericoloso (civem perniciosum, r. 19) più di un nemico, determinato a minare le istituzioni dello Stato (contro cui trama un flagello, pestem machinaris, rr. 13-14) e desideroso di distruggere e dare alle fiamme l intera terra (orbem terrae caede atque incendiis vastare cupientem, rr. 15-16). Laboratorio sul testo COMPRENSIONE 1. Il celebre esordio della prima Catilinaria è caratterizzato da una serie di interrogative dirette rivolte allo stesso Catilina, presente alla seduta del Senato. Nel primo paragrafo (rr. 1-8), tali domande hanno, in base al contenuto, intento diverso: evidenzia ciò che di volta in volta Cicerone vuole mettere in risalto. 2. Nel secondo paragrafo (rr. 9-14) Cicerone è ancora più esplicito: quali sono i due forti concetti espressi dall oratore? 3. Qual è il motivo della rievocazione di fatti storici nel terzo paragrafo (rr. 14-21)? ANALISI 4. Il capitolo si apre con tre domande che sottolineano altrettanti aspetti del carattere di Catilina. Attraverso quali elementi lessicali vengono messi in evidenza? 5. Individua nel testo almeno un occorrenza per le seguenti figure retoriche: anafora, endiadi, anadiplosi, preterizione, chiasmo. 6. Considera l uso della sintassi nel passo in analisi: prevale la paratassi o l ipotassi? Qual è l effetto che ne consegue? ! repetita iuvant IL GENITIVO PARTITIVO Il genitivo partitivo indica il tutto di cui si prende in considerazione una parte (quem nostrum ignorare arbitraris, r. 8). Dipende solitamente da sostantivi che indicano una parte o una quantità, o altro concetto divisibile (pars, portio, numerus, copia, vis ecc.); da aggettivi e pronomi indefiniti, interrogativi, o numerali; da comparativi e superlativi, o anche aggettivi che per il loro significato valgono come superlativi (princeps, praecipuus); da pronomi neutri o avverbi di senso indefinito (nihil, satis, aliquid, plus, minus ecc.); da avverbi di luogo (ubi, ubicumque, unde, nusquam, eo, quo). In dipendenza da pronomi neutri o avverbi di senso indefinito (nihil, satis, aliquid, plus, minus ecc.) è frequente l uso di un genitivo partitivo singolare che appartiene a un aggettivo e che assume una certa sfumatura di quantità in espressioni che non è possibile tradurre letteralmente in italiano (quid consilii ceperis, r. 8). 582 N.B. Il complemento partitivo si esprime in latino anche con e/ ex o de e ablativo (soprattutto con i numerali) o con inter e l accusativo. Talvolta, anziché usare il partitivo, numerali e pronomi indefiniti o interrogativi vengono usati come aggettivi e concordano con il sostantivo che indica il tutto (questo vale per esempio con uter e i suoi composti e con plerique quando sono uniti a un sostantivo). Se gli aggettivi dipendenti da pronomi neutri di senso indefinito appartengono alla seconda classe, non sono espressi in genitivo partitivo, ma concordano con il pronome. 1. Individua nel testo altri genitivi partitivi.

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Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.