I PRIMI SCRITTI FILOSOFICI

L autore Cicerone in breve duzioni dell Economico di Senofonte, del Protagora e del Timeo di Platone e la composizione di altre opere perdute, cioè la Consolatio, la Porciae laudatio per la vedova di Domizio Enobarbo, il Cato (l Uticense), il De gloria, l Hortensius, il De virtutibus, il De auguriis e il De iure civili. L esclusione dalla politica Politicamente emarginato a causa della dittatura di Cesare e avvilito dalle vicende familiari (all amarezza per il divorzio da Terenzia nel 46 a.C. si era aggiunto il dolore per la tragica morte di Tullia nel 45 a.C.), Cicerone si rifugia negli studi e in un biennio (45-44 a.C.) compone, con straordinaria celerità, un complesso di opere di interesse prevalentemente etico, che, insieme con i due dialoghi di filosofia politica (De re publica e De legibus), fondano la letteratura filosofica in lingua latina. Con la sua produzione Cicerone intende fornire al lettore romano un quadro della cultura filosofica e ampliare le cognizioni fino ad allora limitate quasi esclusivamente all epicureismo. Costretto a ritirarsi L utilità della filosofia Cicerone vuole rendere consapevole la comunità romana del ruolo della filosofia: essa non ha soltanto un forte potere consolatorio, ma ha, anche e soprattutto, una funzione pratica. Essendo maestra di vita e aiutando l uomo a ricercare la virtù e a scacciare i vizi (à T22), la filosofia può assumere un importante valore educativo per l oratore e per il politico ideale. Cicerone trova la giustificazione più seria per far accettare la filosofia a una società dal forte senso pratico e contraria alla speculazione fine a sé stessa. Anche in un periodo di forzata inattività politica, Cicerone mostra di poter giovare alla comunità attraverso la creazione di una sorta di enciclopedia filosofica in lingua latina, che per molti secoli ha costituito una delle principali fonti per la conoscenza del pensiero filosofico antico, e attraverso l elaborazione di un sistema di princìpi e valori utili ai Romani. Secondo Cicerone, dalla vita pubblica, Cicerone si dedica alla speculazione filosofica; con le sue opere dà inizio alla letteratura filosofica in lingua latina. anche la filosofia può ritagliarsi un suo spazio all interno di una comunità pragmatica come quella romana perché ha un valore educativo. Una forma dialogica rivisitata Sul modello di Platone e delle opere essoteriche di Aristotele (cioè le opere destinate alla circolazione all esterno della scuola) Cicerone adotta la forma dialogica, ma i personaggi dei suoi dialoghi, piuttosto che scambiarsi battute, pronunciano lunghi monologhi, che assumono la forma di un trattato. Eclettismo e probabilismo Cicerone non segue un indirizzo filosofico ben preciso e non accetta i dogmatismi, ma assume una posizione eclettica e aperta verso le diverse filosofie; allo stesso tempo, però, mostra propensione per lo stoicismo e per lo scetticismo della Nuova Accademia, alla quale appartengono due suoi maestri, Antioco di Ascalona e Filone di Larissa. Egli cita e traduce le teorie di Platone e Aristotele e delle maggiori filosofie ellenistiche; in accordo con la tecnica accademica, all esposizione delle tesi fa seguire la loro confutazione e infine sceglie la posizione che considera più vicina al vero, la più probabile : questo atteggiamento si definisce come probabilismo. Al contrario, Cicerone non perde mai occasione per manifestare avversione verso l epicureismo, di cui era invece seguace il suo amico Attico. Vede infatti nel principio dell ateismo una minaccia ai culti religiosi tradizionali; crede che la prospettiva individualistica propria di questa filosofia contrasti con il primato del negotium, cioè dell impegno pubblico; teme che l appello, deformato e svilito, alla voluptas possa promuovere disordini sociali (cfr. De finibus II, 12-14). Nelle sue opere Cicerone espone tesi diverse e sceglie poi le più probabili e verosimili, indipendentemente dall indirizzo filosofico cui appartengono. I PRIMI SCRITTI FILOSOFICI Gli esordi di Cicerone nel campo della filosofia sono dedicati soprattutto a opere che espongono e discutono dottrine come lo stoicismo (Paradoxa stoicorum) o l accademismo e lo scetticismo (Academica), oppure esortano alla filosofia (Hortensius). 557

Tua vivit imago - volume 1
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Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.